Lo ha stabilito il tribunale civile di La Spezia.
di Angelica Amodei
Un ragazzo di 13 anni è diventato la persona più giovane in Italia ad aver ottenuto il cambio di sesso anagrafico. Lo ha stabilito il tribunale civile di La Spezia, che con una sentenza depositata il 10 dicembre ha disposto la rettifica dell’atto di nascita, riconoscendo la piena consapevolezza dell’adolescente nel percorso di transizione intrapreso. Tra poche settimane, una volta che la decisione sarà passata in giudicato, sui documenti ufficiali comparirà il nome maschile che il ragazzo chiede da anni di utilizzare nella vita quotidiana, in famiglia, a scuola e nello sport.
Anche la sorella gemella lo considerava un fratello
Per 13 anni era stato registrato come femmina alla nascita, ma fin dall’età prescolare, come riportato nella sentenza, si è sempre identificato stabilmente come maschio, con un’espressione di genere coerente e continuativa. I periti nominati dal tribunale hanno sottolineato come questa identità sia emersa in modo chiaro e costante nel tempo, anche nel contesto relazionale e familiare: la sorella gemella, ad esempio, lo ha sempre considerato suo fratello.
Una strada non facile
Il percorso non è stato semplice. Dopo un primo supporto psicologico e psichiatrico in Liguria, nel 2021 il ragazzo è stato preso in carico dal centro per l’incongruenza di genere dell’ospedale di Careggi, a Firenze, uno dei principali punti di riferimento in Italia per questi casi. Dopo un lungo iter di valutazioni cliniche e colloqui, nel marzo 2023, con il consenso dei genitori, è stata avviata la somministrazione della triptorelina, un farmaco che blocca temporaneamente lo sviluppo puberale. Secondo i periti, il trattamento ha ridotto in modo significativo il disagio psicologico legato alla pubertà, pur restando una sofferenza connessa alla mancata corrispondenza tra identità vissuta e riconoscimento ufficiale.
La decisione
Nelle motivazioni della sentenza, il tribunale afferma che il ragazzo ha maturato una piena consapevolezza dell’incongruenza tra corpo e identità, tale da giustificare un progetto volto a ristabilire un’armonia tra dimensione fisica e psichica. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato della famiglia, che parla di un diritto inviolabile anche per i minorenni. La decisione ha però riacceso il dibattito politico e sociale. Un caso destinato a far discutere, che intreccia diritti, medicina, giustizia e sensibilità profonde della società italiana.
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