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Tv piccoli per l’estate

Tv piccoli per l’estate

L’industrializzazione e il conseguente miglioramento dei redditi hanno inciso notevolmente sul livello dei consumi dell’italiano medio: superato lo stadio in cui questi erano rivolti soprattutto ai generi di prima necessità, si è notato un aumento generale delle spese verso i generi cosiddetti di “lusso”, cioè non assolutamente necessari. L’automobile, gli elettrodomestici, la televisione sono diventati, quindi, non soltanto dei mezzi per procurarsi svago e diminuire le fatiche, ma anche un’insegna del raggiunto benessere e del reale inserimento sociale (Ferrarotti, 2005).

La conseguenza di questo notevole aumento nell’acquisto dei televisori oggi è sempre più evidente: i bambini trovano la TV in casa fin dalla nascita, nella maggior parte dei casi anche più d’una, e la considerano una componente indispensabile dell’arredamento. La presenza obbligatoria e normale dell’apparecchio televisivo significa che i bambini di oggi non lo percepiscono più come una novità o qualcosa di cui si può fare anche a meno e, visto che la TV “fa parte” della casa, essi sono nella disposizione psicologica di recepirne i messaggi con la massima naturalezza, in quanto li associano alle sensazioni buone e rassicuranti del nido domestico.

Per la maggior parte dei bambini delle ultime generazioni, guardare la televisione rappresenta una delle più ovvie attività quotidiane, come il mangiare, il dormire, il giocare e l’andare a scuola.

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