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Svezzamento neonati: come iniziare e gli errori da non fare

svezzamento quando farlo

Lo svezzamento è una fase obbligatoria nella vita di tutti i neonati. Con quali cibi bisogna iniziare e a cosa prestare attenzione?

Lo svezzamento è l’interruzione indotta, di carattere progressivo e graduale, del consumo esclusivo di latte per neonati, in favore di nuovi cibi. Questo passaggio è auspicabile appena il sistema digestivo del bambino può processare altri principi nutritivi. L’apporto del latte materno va completato attraverso l’assunzione di altri alimenti per compensare la mancanza delle sostanze di cui risulta carente. Tutto ciò a prescindere dal genere di allattamento, se al seno o artificiale. L’unica differenza tra i due tipi di latte, attualmente, sta nel fatto che il primo ha un sapore dipendente da cause ormonali o alimentari (esso può cambiare anche in base all’assunzione di certi farmaci), mentre quello sintetico tende a non variare nel gusto.

Svezzamento neonati: come iniziare

Il consiglio solitamente dato alle nostre nonne era che l’inizio dello svezzamento dovesse coincidere con lo spuntare dei primi dentini. In verità, per quanto quest’indicazione sia in parte attendibile, bisogna considerare altri fattori e capacità acquisite dal bambino, tra cui quella di stare seduto e d’inghiottire gli alimenti, elementari facoltà prensili e di reazione all’avvicinamento di un cucchiaio, la curiosità verso ciò che mangiano gli adulti.

Il pediatra potrà fare delle attente valutazioni sul caso specifico.

Le ragioni per cui un’alimentazione a base di solo latte materno non può essere sostituita da un giorno all’altro non sono soltanto di ordine digestivo ed evolutivo, ma anche emotivo. Il distacco dal contatto e dal profumo naturale della mamma deve essere graduale. Pertanto lo svezzamento partirà da assaggi di preparazioni rigorosamente fresche, passando per integrazioni ed arrivando ad un regime completo fino al totale abbandono del latte infantile. Tutto ciò variando un alimento per volta per capire cosa piace al bambino e cosa possa nuocergli.

Svezzamento neonati: a cosa prestare attenzione

Un primo criterio riguarda la consistenza: si può iniziare con l’assunzione di cibi semi-liquidi, per arrivare ad intensificarne le densità, fino all’assunzione di alimenti solidi. In secondo luogo, considerare le dosi: partire da piccole quantità per aumentarle progressivamente e in modo flessibile, senza rigidità d’orario, magari sostituendo un pasto a base di latte con i nuovi cibi.

Le carni vanno aggiunte gradualmente, dando la precedenza a quelle più digeribili di agnello e coniglio, sotto forma di liofilizzato. Posticipare l’assunzione di altri alimenti a base proteica (altre carni, uova e pesce) ed alcuni vegetali, per la loro spiccata capacità di scatenare allergie.

Un appunto sulle farine: quelle ricche di glutine vanno introdotte più tardi, perché il sistema digestivo del bambino non è in grado di elaborarle. Piuttosto, iniziare unendo porzioni di preparati in polvere, specifici per l’infanzia e che non richiedono la cottura (crema di riso, di tapioca o di mais) ad un brodo vegetale (a base di carota, patata, zucchina e qualche foglia di bietola), filtrato e senza sale. Per condire, usare un cucchiaino d’olio extravergine d’oliva ed uno di parmigiano; sconsigliati frutta e zucchero, così come il sale, perché possono scatenare episodi di dissenteria. Attenzione anche al miele, per possibili tossinfezioni da botulino.

Dal momento che uno scopo dello svezzamento è l’abbandono progressivo dell’abitudine di alimentarsi per suzione, è meglio non completare il pasto in corso con l’allattamento, ma anticipare quello successivo.

Svezzamento: casi particolari

Normalmente, il piccolo mostrerà interesse verso i pasti consumati dai genitori. Per assecondarlo, bisogna fare in modo di rendere il cibo immediatamente disponibile; naturalmente, ciò presuppone che gli adulti seguano una dieta sana ed adeguata. Quando invece il bambino rifiuta lo svezzamento o c’è un ritardo oggettivo nel suo inizio, consultare il pediatra per capire se fosse meglio insistere o somministrare degli integratori, previa sua esclusiva prescrizione. Infine, sempre di più si sta diffondendo il desiderio, da parte dei genitori, di estendere il regime vegetariano o vegano allo svezzamento. Più che in altre situazioni, è raccomandabile seguire questa linea sotto stretta sorveglianza pediatrica, ponendo come priorità la salute infantile e mettendo da parte i fanatismi, per evitare carenze alimentari.

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