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Svezzamento: quando e come introdurre gli insaccati

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Lo svezzamento del bambino è una tappa fondamentale per il piccolo stesso e i genitori che si chiedono quando e se introdurre gli insaccati.

La dieta alimentare dei bambini necessita della giusta attenzione e di alcuni accorgimenti nutrizionali in grado di indirizzare l’individuo, fin dalla prima età prescolare, nella giusta direzione rispetto al bisogno di condurre uno stile di vita sano, equilibrato e consono alla propria fase di vita. Spesso ci si chiede, ad esempio, quando sia opportuno introdurre all’interno della dieta alimentare determinati cibi, preferendoli o meno ad altri.

Così, anche salumi ed insaccati svolgono un ruolo determinante all’interno delle abitudini alimentari dei più piccoli e fare affidamento a consigli medici, monitorare con costanza le abitudini legate al cibo dopo lo svezzamento e introdurre gradualmente alcuni cibi conduce l’organismo del bambino a munirsi dei nutrienti opportuni, rispetto a quello che può essere considerato nel fabbisogno nutrizionale giornaliero.

Svezzamento: l’importanza del parere medico

Non essendo dotati di una capacità di giudizio valida, i bambini abbisognano di essere guidati anche per tutto ciò che concerne l’alimentazione. Una corretta educazione a tavola deriva quindi dagli adulti, nonché dai genitori che tendono a trascorrere con i propri figli la maggior parte della giornata. Questi non devono dimenticare che l’alimentazione ricopre un aspetto determinante nella vita della prole, soprattutto quando questa è in età prescolare, fase molto delicata dell’esistenza.

Il semplice fatto di fare affidamento al parere medico, ad esempio, può indicare la strada corretta da far intraprendere ai bambini che si trovano a far fronte per la prima volta all’importanza dell’alimentazione rispetto alla propria età immatura.

L’alimentazione dopo lo svezzamento

Terminato lo svezzamento, l’introduzione di alcuni alimenti in maniera graduale permette all’organismo del bambino di munirsi di ogni nutriente indispensabile in maniera consapevole ed equilibrata rispetto alle dovute necessità.

Ecco perché anche i salumi possono ricoprire un ruolo importante all’interno dell’alimentazione quotidiana dei piccoli: il loro gusto deciso, un aroma talvolta intenso che apre l’appetito ed il sapore equilibrato di questo tipo di alimento, catturano la loro attenzione in maniera quasi immediata.

Un aspetto determinante da salvaguardare è quello di non prendere in considerazione per i bambini la stessa dieta alimentare seguita dai genitori: un organismo che si trova a far fronte ad una fase molto delicata come quella dell’età prescolare ha la necessità di affrontare i vari periodi dell’esistenza nella giusta maniera.

Svezzamento: l’introduzione degli insaccati

A questo punto è lecito porsi la domanda: quando bisogna introdurre i salumi nella dieta dei bambini? La risposta varia a seconda dei casi, molto spesso posti in relazione al tipo di insaccato preso in considerazione. Anche se i pediatri consigliano alcune strade da seguire che possono non concordare le une con le altre, è bene suddividere i salumi per tipologia, così da far mangiare ai propri piccoli prosciutto cotto, prosciutto crudo, bresaola, mortadella, etc, in modo consapevole e graduale nel tempo.

La suddivisione di questi tipi di alimenti avviene per gradi. Il prosciutto cotto può essere considerato come uno degli insaccati da offrire ai bambini dopo lo svezzamento; quello crudo, resta tra i salumi da evitare prima che il bambino abbia compiuto un anno e mezzo di vita. Il motivo per il quale molti pediatri lo sconsigliano in tenera età è da rintracciare nella problematica consistenza del salume stesso. I filamenti presenti all’interno delle fette di prosciutto crudo potrebbero interferire negativamente con la masticazione. Oltre al crudo, anche il salame è sconsigliato in quanto può provocare cattiva digestione, nausea e disturbi dell’apparato digerente. Analogo discorso va fatto per la bresaola, alimento ricco di ferro e quindi sicuro dal punto di vista nutrizionale.

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