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Storia di Arlecchino per bambini: le origini

La festa di Carnevale è caratterizzata da numerose, simpatiche e tipiche maschere, tra cui Arlecchino: la storia per bambini.

Arlecchino è la più antica maschera di Carnevale. Di origine bergamasca, diventò ben presto la maschera veneziana per eccellenza grazie a Carlo Goldoni che lo trasformò, nella sua commedia “Arlecchino servitore di due padroni”, da servitore sciocco a figura sveglia, furba, maliziosa e vincente. Storia di Arlecchino per bambini, cosa raccontare ai più piccoli? Scopriamolo insieme.

Storia di Carnevale per bambini

La storia di Arlecchino è molto bella. Infatti, si narra che molti anni fa c’era un bambino, chiamato Arlecchino, povero che viveva con la sua mamma in una misera casetta. In una scuola di Bergamo per Carnevale la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini di vestirsi in maschera. Gli amici di Arlecchino decisero di vestirsi in maschera l’ultimo giorno di Carnevale con gli abiti cuciti dalle loro mamme. Arlecchino era triste perché la madre, che era vedova e povera, non poteva comperare la stoffa per il suo vestito. Le mamme degli amici di Arlecchino le regalarono allora gli avanzi di stoffa così la mamma di Arlecchino poté cucirgli il vestito. La mattina del martedì grasso, quando Arlecchino entrò in classe, lo accolsero con un fragoroso applauso perché il suo vestito, non solo era il più bello ma anche il più originale.

La maschera di Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutti i colori, inventa imbrogli e scherzi a spese dei padroni dai quali è a servizio, ma non gliene va mai bene una. Arlecchino non è uno stupido; magari è un ingenuo, talvolta forse un po’ sciocco, ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto a lavorare, però, nemmeno a parlarne. I suoi lazzi, le sue battute, le sue ingenue spiritosaggini, fanno ridere a crepapelle tutti quanti. Quando poi non sa come cavarsi da un impaccio o a liberarsi da un guaio, Arlecchino diventa un abile maestro nel far funzionare le gambe; capriole, piroette e salti acrobatici. Vivace, scanzonato, pieno di brio e di trovate, Arlecchino è la più simpatica fra tutte le maschere italiane.

Le maschere più famose di Carnevale

Non solo Arlecchino, ma tante altre maschere colorate rallegrano la festa di Carnevale. Le più famose maschere di Carnevale sono:

  • Balanzone, maschera bolognese che incarna pedanteria e superbia;
  • Brighella, nato a Bergamo, servo astuto, opportunista e senza scrupoli;
  • Colombina, fidanzata e moglie di Arlecchino, incarna proprio la furbizia delle ancelle;
  • Meneghino, maschera milanese per eccellenza con l’abitudine di burlarsi di nobili e aristocratici per i loro vizi e difetti;
  • Pantalone, maschera veneziana, anziano mercante avaro e lussurioso, che con il tempo diventa un uomo buono;
  • Pulcinella, maschera napoletana dal costume bianco e il naso a becco, servo pigro e opportunista;
  • Rugantino, il bullo romano per eccellenza, di indole provocatoria e insolente.
Scritto da Francesca Belcastro
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