Sindrome di Burnout: sintomi e consigli per mamme troppo stanche

Diventare genitori può rivelarsi un impegno gravoso con conseguenze importanti sul benessere psicofisico delle madri. Ecco cosa causa la sindrome di Burnout nelle mamme e i sintomi più comuni.

Burnout è un termine di origine anglosassone che, letteralmente, significa esaurimento, crollo, surriscaldamento. La sindrome di Burnout è una condizione di stress psicofisico che può colpire anche i genitori, il cosiddetto Burnout genitoriale o parentale. Ecco i segnali per riconoscere la sindrome di Burnout nelle mamme, e come evitarla prima che lo stress finisca per disgregare anche i rapporti con i figli.

Siete mamme troppo stanche? Attente alla sindrome di Burnout

Inizialmente la sindrome di burnout era considerata prerogativa di alcune fasce di lavoratori, in particolar modo coloro che operano in ambito sanitario o assistenziale. Successivamente l’uso del termine si è esteso a tutte le categorie di lavoratori, specialmente quando si ha a che fare con attività oggettivamente piuttosto stressanti o di grande responsabilità.

Negli ultimi anni, però, la sindrome di burnout è stata spesso messa in relazione anche con l’alto livello di stress genitoriale, in particolare per le mamme che si occupano a tempo pieno di casa e figli.

Mantenere la casa pulita e in ordine, preparare il cibo, portare i bambini a scuola e fare in modo che non si perdano le attività extrascolastiche, assisterli quando fanno i compiti, giocare con loro, fare la spesa, portarli dal pediatra, lavare i panni… Come non diventare madri esaurite?

Molto spesso si associa il fatto di diventare mamma o papà a un qualcosa di unicamente meraviglioso, fatto solo di emozioni positive.

Diventare genitore è un’esperienza unica ed indescrivibile per quanto è bella. Tuttavia può anche rivelarsi un impegno gravoso che, in taluni casi, può avere delle conseguenze importanti sul benessere psicofisico.

Cause di Burnout nelle madri

Le mamme sono quelle che ne risentono maggiormente. Capita che, per scelta o necessità, le mamme si dedichino completamente alla casa e ai propri figli. Non sempre si hanno nonni su cui poter contare, e non sempre ci sono le risorse economiche per poter fare affidamento su una baby sitter.

Inoltre, non sono poche le mamme che rinunciano a un lavoro per poter seguire meglio un figlio nato con qualche malattia o disabilità. In questi casi, il livello di stress può diventare ancora più alto.

La situazione peggiora ancor di più quando una mamma si accorge che ciò che fa non è sufficientemente considerato e apprezzato nemmeno dal proprio compagno, o dalla propria cerchia di amici e parenti. Non è raro che qualcuno pensi che il lavoro a tempo pieno delle mamme non è un vero e proprio lavoro. Ma sono tante le madri stanche che, purtroppo, non la pensano affatto così e vivono con reale fatica la loro condizione.

Per quanto lo svolgimento di un mestiere, che sia fare l’impiegata, l’insegnante, l’operaia o la commessa, possa sicuramente essere impegnativo, rappresenta per una donna l’opportunità di affermarsi come persona, di sentirsi apprezzata, gratificata economicamente e, perchè no, anche un’occasione di svago rispetto alle questioni prettamente domestiche. La sindrome di burnout, insomma, può portare addirittura una mamma a sentirsi inadeguata, mettendo in dubbio le proprie buone capacità di genitore, e può portare, paradossalmente, ad un certo distacco emotivo rispetto ai figli, proprio quelli cui si dedica tutto il proprio tempo, la propria esistenza. Tutto ciò può sfociare, nei casi più gravi, in una vera e propria forma di depressione.

Segnali sindrome di Burnout nelle mamme

La stanchezza è uno dei primi sintomi, ma sfocia presto in stress intenso che finisce per intaccare i rapporti famigliari, lavorativi e a spingere in una spirale discendente che non porta altro che ad ulteriore stress e all’inevitabile perdita di se stesse. Vediamo innanzitutto quali sono i sintomi tipici di questa sindrome, i cosiddetti campanelli d’allarme che non andrebbero mai sottovalutati:

  • Disturbi a livello emotivo e cognitivo: atteggiamento di distacco, trascuratezza degli affetti e delle relazioni interpersonali, eccessiva importanza attribuita al lavoro o, al contrario, totale demotivazione, poca concentrazione, aumento dell’irritabilità, ecc.
  • Problematiche a livello comportamentale: aggressività, abuso di alcool o farmaci, mancanza di iniziativa.
  • Disturbi fisici: emicrania, difficoltà respiratoria, insonnia, problemi cardiovascolari e intestinali, inappetenza, senso di debolezza, e così via.

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