Notizie.it logo

Quando si dovrebbe presentare il collo dell’utero accorciato

collo utero corto

Per contrastare il problema del collo dell'utero accorciato, spessa la futura mamma si deve sottoporre ad un'intervento chirurgico: il cerchiaggio

Prevenire è meglio che curare. Questo vale per tutto. Ma in gravidanza, ovviamente, ha un valore ancora più importante perché – si sa – i nove mesi di gestazione sono un momento magico ma anche super delicato per tutte le donne. Alcune future mamme vivono queste 40 settimane senza quasi accusare alcun sintomo, altre invece, devono sempre stare sull’attenti perché altrimenti c’è il rischio che qualcosa vada per il verso sbagliato. A far parte di questa categoria, per esempio, sono tutte quelle donne che soffrono di collo dell’utero accorciato: un disturbo che, se non tenuto sotto controllo o non preso al momento giusto, può portare ad un parto prematuro o addirittura – nei casi decisamente più gravi – anche ad un aborto spontaneo. Secondo degli studi effettuati, si dice che solo una mamma su cento riscontra questo problema. In realtà non ci sono delle donne più soggette ad avere la cervice uterina accorciata piuttosto che altre anche se, in alcuni casi ce lo si può aspettare:

  • donne che hanno avuto parti gemellari o plurimi
  • donne che hanno subito una dilatazione forzata per interruzione di gravidanza
  • donne che hanno subito un operazione chirurgica o lesioni interne

Ma è bene usare il condizionale perché non è affatto detto che di norma, dopo questi casi, si ha il collo dell’utero accorciato.

Può succedere come anche no. E i sintomi? Anche in questo caso varia un po’ da donna a donna, alcune se ne accorgono da sole perché sentono dei forti dolori al basso ventre oppure hanno delle perdite. Altre invece, non lo sanno fino alla visita (con ecografia interna) fatta dal proprio ginecologo.

Collo utero corto

Quando parliamo di collo utero corto cosa si intende? Allora, bisogna di dire che la nostra cervice ha dei parametri sia di lunghezza che di diametro: tra i 2 e 4 centimetri, più o meno di lunghezza, e 2 centimetri e mezzo di circonferenza. A mano a mano che il feto cresce e la donna si avvicina al momento del parto, ovviamente, queste misure si modificano. Cioè il collo dell’utero si accorcia fino al suo totale appianamento, che avviene di norma durante il travaglio, così da creare il canale del parto: ovvero “la strada” che il vostro piccolo seguirà per venire al mondo.

Non per tutte però la routine è la stessa. Alcune infatti si trovano ad avere una cervice accorciata già dai primi mesi di gravidanza e questo non è un bene anche perché significa che il vostro collo dell’utero non riuscirà a sopportare il peso del bambino nell’ultima fase di gravidanza e quindi è molto probabile che la donna si trovi costretta ad affrontare un parto prematuro.

Bimbo in arrivo

Onde evitare che il bambino arrivi troppo presto a causa del collo dell’utero corto, è bene parlare subito con il proprio ginecologo per trovare la soluzione giusta e scongiurare così il rischio di un parto prematuro. Solitamente, infatti, molte delle donne a cui viene diagnosticata la cervice uterina corta devono rispettare un periodo di assoluto riposo che va da qualche mese fino addirittura a tutto il periodo di gravidanza. Ovviamente, non si chiede di stare sdraiate a letto per nove mesi ma è importantissimo evitare sforzi o lunghi periodi in piedi perché la forza di gravità, in questo caso, non è assolutamente d’aiuto.

Nei casi più problematici, alcuni ginecologi consigliano il cerchiaggio, operazione chirurgica. E’ importante sapere che, per tutte le donne il collo dell’utero si accorcia quando ci si trova in prossimità del parto: il corpo fa spazio per il passaggio del bambino. Il problema della cervice uterina corta si riscontra subito, non al termine della gestazione.

Quando è troppo presto

Dicevamo: alcuni ginecologi possono consigliare il cerchiaggio per arginare il problema del collo utero corto. Ma che cos’è? Si svolge in anestesia spinale o generale e serve a mantenere chiuso il collo dell’utero, tramite una fettuccina di materiale, sintetico ma biocompatibile, infilata all’interno dello spessore del collo stesso. E’ un’operazione molto importante, detta salvagravidanza, proprio perché evita il problema di un parto prematuro: si sa, il bambino ha bisogno del tempo necessario per crescere e – secondo i pareri dei medici – non bisognerebbe mai anticipare la nascita prima della trentaseiesima settimana di gestazione, periodo in cui il feto viene considerato abbastanza maturo per poter sopravvivere senza difficoltà fuori dalla pancia della mamma.

La fettuccina inserita tramite cerchiaggio, infatti, viene poi tolta quando il ginecologo è sicuro che futura mamma e bebé sono pronti al parto. Questa pratica chirurgica non ostacola affatto il parto naturale ma, è doveroso dirlo, la rimozione della fettuccina sintetica non è proprio indolore.

© Riproduzione riservata
Leggi anche