Scabbia in gravidanza, come riconoscerla e come curarla

La scabbia è una malattia molto antica, causata da un particolare acaro che si insinua nella pelle delle persone. Cosa fare in gravidanza?

La scabbia è una malattia della cute. Non è, allo stato attuale, molto frequente, ma è comunque un qualcosa da non sottovalutare, specialmente se in gravidanza. Come avviene il contagio e come possiamo comportarci se viene contratta in gravidanza? Cosa accade in allattamento?

Scabbia

La scabbia è causata da un tipo di acaro, parassita molto piccolo che provoca prurito allergico molto intenso. Viene trasmessa da oggetti o dal contatto pelle contro pelle. La scabbia di tipo crostoso, invece, è una forma un po’ più grave di infezione che, spesso, è associata alla immunosoppressione. Si tratta di una malattia che si riscontra molto più frequentemente nelle zone con condizioni di vita non igieniche. E’, comunque, una delle tre malattie della pelle più comuni nei bambini in tutto il mondo.

Recentemente, il Italia, il numero dei casi infetti è aumentato.

Se contratta in gravidanza, non comporta problematiche al feto, a patto però di curarla per tempo. I sintomi, oltre al grandissimo prurito, riguardano la presenza di papule maculate. Queste papule sono differenti rispetto a quelle da herpes e vanno curate per bene.

Scabbia in allattamento

Anche nel caso in cui si contragga la scabbia in allattamento, non vi sono particolari problemi per il feto, a patto di curarsi in modo tempestivo.

Consultando un medico potremo facilmente avere una certa diagnosi e, successivamente, passare alla cura. Non esiste un vaccino. La cura sta nell’assumere non farmaci per bocca, ma per uso locale.

Essendo una malattia della pelle, esistono delle creme che vengono appositamente applicate sulla cute. In genere sono delle sostanza acaricide (ovvero che uccidono gli acari). Possono essere in gel o crema, oppure unguenti. Le medicazioni avvengono la sera e si applicano sulla pelle asciutta su tutto il corpo, meglio se prima di andare a dormire. La biancheria e gli asciugamani personali andranno sterilizzati in lavatrice almeno a 60°C e lavati a parte. In alcuni casi, possono essere utili degli antistaminici da assumere.

Scabbia contagio

Come avviene il contagio della scabbia? Più facilmente, si ha un contagio attraverso il contratto prolungato tra la pelle. La trasmissione, infatti, di norma avviene in ambito dello stesso nucleo familiare, prevalentemente per contatto sessuale. Dobbiamo, inoltre, dire che il rischio di diffusione tramite indumenti o uso di asciugamani comuni è piuttosto basso, ma si consiglia lo stesso di lavare il tutto a parte e di non usare biancheria promiscua. L’infezione, inoltre, si diffonde meglio nei luoghi affollati, come ad esempio nelle scuole o negli asili.

Per curarla efficacemente, spesso si usano pomate allo zolfo, al benzoato di benzile e, in alcuni casi, antibiotiche e cortisoniche. L’incubazione in genere dura dalle tre alle sei settimane. Le zone più colpite sono il petto, l’ombelico, le natiche ed i genitali. Il prurito può peggiorare di notte o dopo un bagno caldo. L’infezione inizia con piccole vesciche o protuberanze dolorose. Gli acari possono vivere anche tre giorni nei vestiti o nella biancheria da letto. Per questo, è possibile il contagio con una persona che condivide con voi lo stesso letto o, più semplicemente, anche gli asciugamani.

Scritto da Erika Vettori
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