Rosolia: qual è il vaccino e come avviene il contagio

rosolia

Esiste un vaccino per la rosolia? Se esiste come funziona e soprattutto come avviene il contagio? Ecco una pratica e veloce guida con tutto quello che c’è da sapere su questa malattia, che colpisce per lo più bambini ed adolescenti, ma di cui gli adulti non ne sono affatto immuni.

Rosolia e gravidanza

La rosolia di per sé non è una di quelle patologie gravi, ma ci sono dei rischi che è meglio evitare, soprattutto durante la gravidanza. Il virus della rosolia viene trasmesso dalla mamma al bambino attraverso la placenta. Se ciò accade nei primi tre mesi di gestazione, esiste una discreta possibilità che il feto sviluppo delle malformazioni, soprattutto a carico di cuore e occhi.

Ovviamente non esistono pericoli se la donna ha già contratto la rosolia ed è quindi immune. Lo stesso vale se in passato è stata vaccinata. Questa malattia si manifesta in diversi modi e non è infrequente che venga contratta in maniera molto leggera, tanto che molte persone non ricordano di averla avuta.

In caso di dubbio e prima di un eventuale concepimento, meglio effettuare il Rubeotest, un esame specifico del sangue, che verifica la presenza o meno di anticorpi del virus della rosolia. In caso di assenza degli anticorpi, per evitare quanto appena descritto in caso di malattia in gravidanza, sarebbe opportuno vaccinarsi almeno tre mesi prima del concepimento.

Rosolia: il vaccino

Il vaccino della rosolia è ovviamente l’unico modo per prevenire la malattia. Il vaccino è disponibile a partire dai 12 mesi di età, ma può essere somministrato anche a tutti gli adulti ed alle donne non immuni al virus. Le persone che stanno eseguendo particolari trattamenti come chemioterapia o cortisone, non possono essere vaccinate.

Il vaccino contro la rosolia è realizzato con un virus vivo attenuato ed è disponibile sia in forma monovalente che combinata, assieme a morbillo e parotite. Normalmente la prima dose di vaccino combinata viene somministrata tra i 12 ed i 15 mesi di età.

La seconda invece verso i 6 anni. L’efficacia del vaccino è quasi del 100%, con il conseguente sviluppo di una immunità è permanente. Il vaccino va rinviato in caso di malattia, gravidanza in corso o cercata e subito dopo aver subito trasfusioni.

Rosolia: il contagio

Il virus della rosolia si trasmette da persona a persona tramite le goccioline di saliva o le secrezioni respiratorie, quindi per via aerea, o tra madre e figlio attraverso la placenta come visto sopra. In pratica la rosolia si trasmette tramite colpi di tosse, sternuti, o parlando troppo vicino ad una persona contagiosa, tramite la saliva.

Il periodo di incubazione della rosolia va dalle due alle tre settimane. Il bambino o l’adulto è contagioso nei 7 giorni precedenti alla comparsa dell’esantema e fino ad 8 giorni dopo. È una malattia che si sviluppa di solito a primavera e colpisce soprattutto bambini o adolescenti, dai 2 ai 14 anni di età.

È una malattia virale.

Essa infatti fa parte delle cosiddette malattie esantematiche causate da un virus RNA. Quindi non ha bisogno di particolari cure o terapie farmacologiche. Deve semplicemente fare il suo normale corso e nel giro di una settimana si guarisce dal virus.

Come si manifesta

Ma come riconoscere la rosolia e come si manifesta? I sintomi iniziali sono lievi e si manifestano attraverso la presenza di muco, arrossamento della gola e tosse. Dopo un paio di giorni dalla contrazione le ghiandole linfatiche di collo e nuca si ingrossano e diventano dolenti, soprattutto al tatto. Dopo compare l’esantema, composto da piccole macchioline rosse su tutto il corpo, che durano 2/3 giorni. Iniziano a manifestarsi prima dietro le orecchie, poi sulla fronte ed alla fine si espandono per il corpo.

Può capitare anche che sia presente la febbre, ma è una condizione rara. In ogni caso non si parla di febbre alta. Oltre alla febbre altri sintomi infrequenti, ma tuttavia possibili della rosolia, sono la comparsa di chiazze dentro la bocca, dolori articolari e diminuzione del numero di globuli bianchi, se viene effettuato un esame del sangue.

Ovviamente in caso di rosolia la persona deve essere tenuta a riposo in casa, per circa 5-10 giorni.

Negli adulti di solito i sintomi sono molto più marcati rispetto a quelli dei bambini. Nei bambini spesso e volentieri non si manifestano affatto. Secondo le statistiche la rosolia, al pari di morbillo e parotite, in Italia si verifica ogni 3/4 anni.

Le complicazioni

La rosolia nella maggior parte dei casi non comporta alcuna complicazione, esclusa ovviamente la gravidanza, di cui abbiamo parlato sopra. Se si dovessero verificare complicazioni, queste riguardano principalmente gli adulti, per i quali possono svilupparsi patologie come artrite, encefalite, emorragia, orchite, neurite o sindrome tardiva di panencefalite progressiva. Tuttavia specifichiamo ancora una volta che sono complicazioni rare. Esse riguardano di solito i soli adulti che contraggono il virus della rosolia. Visto il lungo periodo di incubazione della rosolia, è necessario tenere i bambini a casa. Informate del virus la scuola, gli amici, i familiari o i colleghi del contagio. Fate attenzione soprattutto in caso di presenza di donne incinte o soggetti con particolari patologie.

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