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Regno Unito: sedicenne confessa ”Ho ucciso io Alesha MacPhail”

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Il sedicenne indagato per l'omicidio di Alesha MacPhail ha confessato tutto.

Svolta nel caso di omicidio della piccola Alesha MacPhail. Il sedicenne indagato ha confessato tutto ed ha dichiarato:”Prima di ucciderla l’ho anche stuprata”.

Omicidio MacPhail: trovato il colpevole

Il responsabile dell’omicidio della piccola Alesha, trovata morta nei boschi dell’isola di Bute il 2 luglio scorso, è un sedicenne residente in Scozia. Si chiama Aaron Campbell ed è stato condannato il mese scorso dall’Alta Corte a Glasgow. Finalmente, dopo lunghe indagini ha confessato tutto: l’adolescente ha ammesso di aver rapito la bambina di sei anni per poi stuprarla e ucciderla. La bimba era scomparsa nel nulla lo scorso luglio mentre si trovava in vacanza con il padre nell’Isola di Bute, nella Scozia del sud. Il cadavere della bambina è stato ritrovato poco dopo, abbandonato in un bosco della cittadina di Rothesay. Il giovane Aaron Campbell è stato condannato il 21 febbraio scorso quando la giuria dell’Alta Corte di Glasgow lo ha dichiarato colpevole di omicidio.

La giuria ha raggiunto l’unanimità dopo un processo durato nove giorni. L’avvocato dell’accusa ha inoltre affermato che i già orrendi crimini commessi dal giovane potrebbero essere peggiori di quelli mostrati dalle prove utilizzate durante il processo.

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Alesha: rapita nel suo lettino

Secondo la ricostruzione della corte la bambina al momento del rapimento si trovava in vacanza con il padre, il ventiseienne Robert MacPhail e ai nonni paterni, Angela King e Calum MacPhail. In quell’occasione la piccola è stata rapita nella notte, direttamente dal suo letto. Indagato per l’omicidio il sedicenne Campbell avrebbe negato tutto, accusando del crimine la fidanzata del padre, Toni McLachlan. Il corpo martoriato della bambina mostrava ben 117 ferite: “una pressione significativa sul suo collo e sulla sua faccia” sembrano essere state la causa del decesso. Un dettaglio raccapricciante ci arriva dal patologo che ha seguito il caso, John Williams, che ha dichiarato che le lesioni sulle parti intime della bambina erano ”catastrofiche, le più gravi che avesse mai visto”. Il patologo ha confermato che il DNA trovato sui vestiti e sul corpo della bambina è proprio quello di Aaron Campbell che ha confessato tutto. Molte delle ferite inferte alla bambina sarebbero state fatte mentre era ancora viva, una vera e propria tortura.

Precedentemente il ragazzo aveva negato qualsiasi relazione con il caso di omicidio e alla domanda che gli era stata posta ”l’hai brutalizzata tu?” Aaron Campbell aveva risposto: ”Non sono stato io, assolutamente no. Non farei mai una cosa del genere ad una bambina”

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