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Quando si fanno i primi esami in gravidanza?

Quando si fanno i primi esami in gravidanza?

Una delle domande che una donna incinta potrebbe porsi consiste nel capire esattamente quando devono essere svolti i primi esami.

Ecco tutte le risposte che fanno al caso loro e che hanno un obiettivo finale, ovvero evitare che la confusione possa essere presente quando si parla dei suddetti esami.

Gli esami iniziali per una donna incinta

La gravidanza è caratterizzata da una serie di esami che scandiscono appunto questo particolare momento della vita di una donna.
Ebbene, i primi vengono svolti durante il primo trimestre, ovvero prima della tredicesima settimana di gravidanza e questi hanno un obiettivo molto importante, ovvero valutare lo stato di salute del piccino e capire se questo si sta effettivamente sviluppando correttamente.
Generalmente, durante il primo trimestre, gli esami che vengono effettuati sono frequenti quindi ogni due settimane potrebbe capitare che la donna incinta debba effettuare questi test, proprio per valutare lo stato di salute del piccino che porta in grembo.

Inoltre viene svolto anche un esame transvaginale per valutare il corretto sviluppo del feto: questa procedura viene svolta durante il lasso di tempo che intercorre tra l’undicesima e la tredicesima settimana di vacanza.

Da aggiungere anche tutti i test che riguardano il controllo sulla talassemia, ovvero la madre viene sottoposta a tale controllo per valutare se il piccino potrebbe essere affetto da tale patologia, nonché quello relativo alle deformazioni.

Gli esami successivi ai primi

Anche il secondo trimestre di gravidanza viene caratterizzato da una serie di esami che, seppur non siano i primi, assumono una grande importanza.
Sotto una certa ottica anche questi possono essere definiti come i primi dato che i suddetti hanno, come oggetto, dei controlli che non vengono svolti durante le prime settimane di gravidanza.
In questo caso si parla di prelievi del sangue e altre verifiche che hanno uno scopo ben preciso, ovvero valutare la corretta crescita del feto e identificare eventuali patologie che hanno colpito la madre oppure il piccino.
Grazie a questo controllo è possibile anche apportare dei piccoli rimedi che hanno uno scopo ben preciso, ovvero fare in modo che la situazione possa essere tenuta sotto controllo, evitando che la madre e il bambino possano in qualche modo essere esposti a una condizione di salute abbastanza precaria e che si possano venire a manifestare delle potenziali situazioni di pericolo che, invece, devono essere necessariamente prevenute.

La prima ecografia ed esami successivi

Svolti questi primi esami occorre sottolineare come, la donna in gravidanza, durante le settimane successive deve sottoporsi a una serie di esami il cui obiettivo finale è sempre quello di valutare l’eventuale presenza di patologie di diverso genere e controllare il corretto sviluppo del feto.
In questo caso si tratta di valutazioni che vengono svolte mediante ecografia e altre procedure grazie alle quali il piccino può essere tenuto sotto controllo e sia possibile prevenire una serie di situazioni complicate che, sia nel breve che nel lungo termine, possono tramutarsi in situazioni di potenziale pericolo per la sua salute.

In tutti i casi è necessario prendere in considerazione un dato molto importante, ovvero l’efficacia di questi test che devono essere svolti periodicamente.
Grazie a questi è possibile evitare che un piccino sano possa riscontrare una patologia che poi deve essere curata per il resto della sua vita, dato che alcuni interventi sono mirati appunto a evitare che questo genere di situazione si possa venire a palesare, grazie a soluzioni efficaci da applicare durante la gravidanza stessa.

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