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Quali sono le conseguenze di un’otite trascurata

L'otite è un'infiammazione che colpisce l'orecchio. Se non guarisce da sola, è importante curarla per evitare spiacevoli consguenze. Scopri perché.

otite

L'otite consiste in un'infiammazione dell'orecchio, che può avvenire a diversi livelli. Non sempre guarisce da sola, è importante curarla.

L’otite consiste in un’infiammazione che colpisce l’orecchio. Ciò può avvenire a diversi livelli: si parla, a seconda della zona infetta, di labirintite, otite media, esterna oppure miringite (quando la malattie colpisce esclusivamente la membrana timpanica). Generalmente, l’insorgere della malattia è dovuto ad attacchi virali o batterici ed è spesso associato ad altre problematiche di natura influenzale. Tuttavia, le cause possono variare. I farmaci da utilizzare per la cura dell’infiammazione dipendono proprio dalla natura del fattore che l’ha causata.

Il sintomo comune di tutte le otiti è il dolore all’orecchio. L’intensità del dolore è correlata all’area interessata dal problema, così come la presenza di ulteriori eventuali sintomi. Questi possono consistere in vertigini, nausea, perdita dell’equilibrio e altri.

La forma media è quella più probabilmente legata a qualche complicanza nel decorso di un influenza. Essa giunge infatti all’orecchio medio tramite la tuba di Eustachio, che collega questa porzione dell’orecchio al naso.

Possibili rischi

Indipendentemente dalla zona affetta, tutte le forme di otite possono presentare due tipologie di decorso: acuto e cronico. Nella sua forma acuta, l’infiammazione guarisce entro un tempo relativamente breve. Spesso, in questo caso, non si rende necessaria la somministrazione di farmaci. Al contrario, se entro quel lasso di tempo l’infiammazione non sarà scomparsa, ma al contrario si prolunga, si parla di forma cronica. Bisogna dunque intervenire per curarla con farmaci specifici.

Dobbiamo infatti sottolineare che un’otite trascurata può comportare gravi conseguenze. Le complicanze immediate di un’otite non ben curata sono principalmente di due tipi: endotemporali ed endocraniche.

Nella prima categoria rientra la labirintite, o otite interna. Tra le varie cause alla base di questo tipo di infezione, infatti, troviamo proprio le otiti acute trascurate. Queste, pur situate ad altri livelli, possono così estendersi al labirinto, un organo interno dell’orecchio responsabile del mantenimento dell’equilibrio e dell’ascolto di parole e musica. Tra le conseguenze di tipo endocranico si annoverano invece encefaliti e ascessi. Un ulteriore rischio è quello che l’infezione si trasformi in otite perforante. Ciò accade quando il muco esercita sul timpano una pressione tale da provocarne al perforazione. Tale situazione può anche degenerare in otite emorragica, quando si rileva la fuoriuscita di sangue dall’orecchio colpito.

In alcuni casi, per la verità piuttosto rari, le otiti medie possono degenerare e complicarsi con una mastoidite.

Con questo termine si designa un’infezione grave del mastoide, osso contiguo all’orecchio. Al contrario, l’otite cronica deve essere a maggior ragione affrontata con serietà quando colpisce bambini piccoli. In questo caso, infatti, a causa della protratta riduzione dell’udito, la malattia potrebbe provocare ritardi nell’acquisizione del linguaggio.

Importanza di un intervento repentino

Appena si rilevano i sintomi di una possibile otite, è importante rivolgersi al proprio medico. Talvolta la riduzione dell’udito è dovuta a cause meno gravi, come ad esempio un tappo di cerume, ma anche in questo caso solo il dottore potrà diagnosticare il problema e indicarvi come risolverlo. I farmaci prescritti dipendono dalla gravità dell’infiammazione. Se questa risulta lieve, probabilmente la cura indicata consisterà in un semplice antinfiammatorio a uso topico.

Si tratta di gocce da inserire direttamente nel canale uditivo.

Quando, al contrario, l’otite si presenta forte o recidivante, il metodo di intervento cambia. Il medico infatti può, in questa evenienza, ritenere opportuna la prescrizione di cortisone. Per quanto riguarda il dolore, alcuni antidolorifici sono consigliati. Se l’infiammazione è accompagnata da febbre, gli antipiretici sono i farmaci più indicati. Per curare l’otite acuta, invece, sono adatti i farmaci a base di ibuprofene. Per il raffreddore si consigliano i Fluimucil 600 che, aiutando a scogliere il muco, migliorano anche la sensazione di avere l’orecchio tappato. Infine, per le otiti di origine allergica si suggerisce Zirtec, un farmaco che può essere reperito sia in gocce sia in compresse.

Il dolore si attenua pochi minuti dopo l’assunzione di antidolorifici, ma comparirà nuovamente quando l’effetto di questi terminerà.

I sintomi, invece, tendono a scomparire in un lasso di tempo che va da una settimana a dieci giorni. Anche in seguito alla scomparsa dei sintomi, è comunque necessario continuare la terapia prescritta dal medico sino al termine da lei o da lui indicato. In caso contrario, si rischia che l’otite non risulti davvero perfettamente guarita e si incrementa anche il pericolo di recidive. Come abbiamo spiegato nel dettaglio nel paragrafo precedente, infatti, un’otite trascurata o mal curata può causare conseguenze anche gravi. Se l’infiammazione persiste, è meglio consultare uno specialista come l’otorinolaringoiatra.

© Riproduzione riservata

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