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Primi passi: con o senza scarpine?

Gli esperti sono d’accordo: quando il bebè inizia a camminare il piede non è ancora ben sviluppato e tende ad appiattirsi e a cedere verso l’interno. La conseguenza? La marcia a piedi nudi, soprattutto su un terreno vario ed accidentato come erba o sabbia, è il metodo migliore per far sì che il piede si sviluppi.

Ecco perché camminare a piedi nudi aiuta: permette alla muscolatura di rinforzarsi, consentendo la corretta formazione dell’arco plantare, caratteristicamente assente nei primi anni di vita. Il bambino nasce infatti con i piedi piatti – proprio così! – e solo dopo i tre anni si realizza la curvatura dell’arco plantare.

Se siete in casa, camminare a piedi nudi sul pavimento offre una minore stimolazione alla pianta, ma è ugualmente consigliato. Le scarpine dunque non aiutano affatto il bambino a camminare meglio, ma non sono del tutto inutili. Infatti, quando il piccolo è un po’ più sicuro – oltre a proteggergli i piedini dal freddo – scegliete una scarpa con una punta ampia e suola flessibile per consentire una giusta libertà di movimento ed una completa articolazione delle dita.

Attenzione: una suola in gomma ostacola lo scivolamento tipico dei passi dei neonati, favorendo le cadute. Assolutamente bandite le scarpe prive di contrafforti (tela o pantofole) e le ortopediche con plantare e allacciatura sopra la caviglia.

Scritto da Laura Maisano
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