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Periodo fertile: quanto dura e come riconoscerlo

Una pratica guida al concepimento per sapere tutto sul periodo fertile, da come calcolare i giorni fertili ai vari metodi di calcolo.

Se stai cercando alcune informazioni sul periodo fertile, ecco per te una guida al concepimento con tutte le informazioni utili, assolutamente da sapere, sul periodo fertile, sulla sua durata e sui diversi modi per calcolarlo. Il periodo fertile è connesso all’età di una donna. L’età di massima fertilità si ha dai 20 ai 25 anni e dopo i 35 anni la fertilità diminuisce, questo perché i gameti femminili e cioè le cellule riproduttive, invecchiano ed è più probabile che si verifichino patologie legate all’infertilità come endometriosi o fibromi uterini.

Il periodo fertile a 40 anni è molto ridotto e diminuisce progressivamente fino ai 50 anni per poi arrivare all’infertilità dovuta alla menopausa. Questo non vuol dire che dopo i 25 anni non è possibile avere figli, ma semplicemente che le possibilità sono ridotte. Neanche con la menopausa si può parlare di infertilità sicura, infatti “solo dopo un’assenza del ciclo per 12 mesi si può parlare di vera e propria cessazione dell’ovulazione”.

Il ciclo mestruale

Ma che cosa si intende esattamente per periodo fertile? Il periodo fertile è quella fase del ciclo mestruale, che coincide con l’ovulazione o i giorni immediatamente precedenti, durante la quale la donna può rimanere in cinta. Durante l’ovulazione l’ovocita o cellula uovo, giunge a maturazione e viene espulsa nella tuba uterina, dove se riuscirà ad incontrare gli spermatozoi, verrà fecondata. Normalmente il tempo tra inizio mestruazioni ed ovulazione è di 14 giorni, ma ogni donna ha i propri tempi, poiché non tutte le donne hanno cicli mestruali regolari.

Anche se si considerano 6 giorni di periodo fertile, in realtà il periodo fertile dura 96 ore. Il lasso di tempo in cui l’uovo può essere fecondato è di 24 ore e cioè il periodo in cui l’ovocita viene “rilasciata dal follicolo ovarico e viene catturata dalle estremità (fimbrie) delle tube di Faloppio, per essere indotta a attraversarle”. Ed è proprio nelle tube che avviene la fecondazione, se l’ovocita incontra gli spermatozoi. Gli spermatozoi sopravvivono 72-96 ore all’interno delle vie genitali della donna e quindi il periodo indicato per avere rapporti sessuali per chi desidera una gravidanza è di 4 giorni, due antecedenti all’ovulazione e due post ovulazione. Ovviamente questo tipo di calcolo, non è matematico e sicuro al 100%, si tratta però di un periodo di tempo durante il quale sono più elevate le probabilità di rimanere incinta.

Cosa sono i giorni fertili

Riconoscere i giorni fertili vuol dire sapere più o meno esattamente il periodo in cui si ha la possibilità di rimanere incinta o al contrario, fare attenzione per evitare una gravidanza indesiderata. Per riconoscere i propri giorni fertili, oltre al calcolo matematico dei 14 giorni, si può fare attenzione a dei segnali che il corpo di una donna ha, come la presenza di muco cervicale e l’aumento della temperatura basale che normalmente si registra dopo l’ovulazione. Non solo, nella maggior parte delle donne, durante i giorni fertili sono stati registrati anche sintomi quali seno gonfio e doloroso, fame e maggior desiderio sessuale. Tuttavia questi sintomi “poco scientifici” non bastano per individuare esattamente i giorni fertili.

Strumenti utili per calcolarli

Normalmente il periodo fertile si calcola partendo dall’ultima mestruazione ed il metodo più semplice, anche se il meno preciso, è quello di considerare la metà esatta del proprio ciclo mestruale. Questo calcolo si basa sul fatto che, poiché l’ovulazione avviene all’incirca il 14° giorno dopo l’inizio del ciclo, il periodo fertile è esattamente il 14° giorno dall’inizio del ciclo e due giorni prima e due giorni dopo. In pratica se il primo giorno di flusso mestruale è il 1 del mese, il periodo fertile è nei giorni 12,13,14,15 e 16. Tuttavia sebbene questo sia il metodo più veloce per calcolare il periodo fertile, in realtà è il meno preciso, poiché può capitare che l’ovulazione arrivi prima o dopo il giorno previsto ed è valido solo per donne con cicli regolari di 30-35 giorni.

In donne con cicli di 24 giorni, il periodo fertile è nel 10° giorno e quindi il periodo fertile supponendo che la mestruazione arrivi il 1 del mese è dall’8 al 12 del mese. In donne con cicli di 26 giorni, il periodo fertile è quello a cavallo tra il decimo ed il quattordicesimo giorno dopo l’ultima mestruazione. In linea di massima il periodo fertile si ottiene togliendo 14 alla durata del ciclo. Tuttavia questo metodo non è sicuro ed è altamente sconsigliato nel caso in cui non si desideri una gravidanza. Il calcolo basato sui giorni del ciclo è affidabile se il ciclo è sempre regolare e proprio in virtù di queste considerazioni è possibile affidarsi ad altri metodi per il calcolo più sicuro del periodo fertile.

Il metodo di Ogino-Knaus

Il metodo Ogino Knaus per calcolare il periodo fertile, nacque inizialmente come “metodo contraccettivo”. Ogino Knaus è consigliato alle donne che hanno un ciclo che dura dai 26 ai 32 giorni. Ecco come si calcola: “partendo dalla data presunta delle future mestruazioni, si sottraggono 14 giorni: questi sono giorni infertili, così come sono giorni non fertili quelli in cui è presente il mestruo e quelli immediatamente successivi. Il periodo fertile Ogino indica una maggiore probabilità di gravidanza in tutto il periodo centrale.”

Il metodo Billings

Il metodo Billings per calcolare il periodo fertile si basa sull’analisi del muco cervicale. Quando il muco diventa “chiaro, filante ed elastico” probabilmente siamo in presenza dell’ovulazione e quindi dei giorni fertili. Di norma nei giorni successivi al ciclo non vi è muco ed il rischio gravidanze è praticamente nullo, nei giorni precedenti l’ovulazione le perdite non sono nè chiare nè elastiche, ma la probabilità di una gravidanza è maggiore rispetto ai giorni subito dopo il ciclo. Nei giorni di effettiva ovulazione il muco è abbondante e molto simile all’albume di un uovo. Secondo questo metodo è proprio il muco che favorisce il periodo fertile, perché la consistenza aiuterebbe gli spermatozoi a raggiungere l’ovulo.

Il metodo della temperatura basale

Il metodo della temperatura basale per calcolare il periodo fertile è un metodo non adatto a chi soffre di insonnia, perché per un calcolo corretto devono esserci state tre ore consecutive di sonno. Con questo metodo si misura la temperatura, tramite un apposito termometro vaginale. L’aumento di progesterone porta all’ aumento della temperatura corporea nel periodo fertile. Con questo metodo bisogna misurare la temperatura tutti i giorni, a partire dal primo giorno di ciclo e per tutto il mese, fino al flusso mestruale successivo. Nei primi giorni di ciclo la temperatura basale è più bassa e sale nella fase che coincide con il periodo fertile. Poi la temperatura scende nuovamente. In caso di gravidanza se si misura la temperatura nel giorno in cui sarebbe dovuto arrivare il ciclo, la temperatura rimane alta.

In conclusione, il periodo fertile indica i giorni in cui la donna ha la possibilità di rimanere incinta e si calcola a partire dal quattordicesimo giorno dal ciclo mestruale, più due giorni prima e due dopo. Tuttavia questo calcolo, benché abbastanza sicuro, non lo è per le donne con ciclo non regolare, in questo caso allora meglio affidarsi ad altri metodi di calcolo del periodo fertile più sicuri.

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