Perdite bianche in gravidanza: quando preoccuparsi

La gravidanza è un momento molto delicato. Può capitare che nei nove mesi di gestazione la donna noti delle perdite bianche. Cosa sono?

La gravidanza è un momento delicatissimo nella vita delle donne. È facile farsi prendere dall’ansia o dalle mille preoccupazione quando vediamo che qualcosa non va nel verso giusto. Dal momento in cui si rimane incinta, il nostro corpo comincia la sua magica fase di cambiamento.

Il più evidente, anche agli occhi della gente, è sicuramente la pancia che cresce mese dopo mese.

Tuttavia, in realtà, la gravidanza, provoca molti altri cambiamenti soprattutto all’interno del corpo della donna. Gli organi, ad esempio, cambiano moltissimo per far spazio all’utero che cresce per far spazio al piccolino che cresce.

Cambiano anche i sensi della donna, che prova nausee alla presenza di odori che prima invece nemmeno notava.

Sono solo alcuni degli esempi di cosa comporta una gravidanza. Un momento magico e bellissimo per ogni donna che, però, deve affrontare anche qualche piccolo “fastidio”. Per esempio, tra questi, ci sono le perdite bianche. In una donna incinta potrebbero durare anche per tutte e 40 le settimane di gestazione. Solitamente però, sono presenti soprattutto nel primo trimestre.

Ma cosa sono queste perdite bianche? E in gravidanza non c’è il rischio che succeda qualcosa di pericoloso? Come sempre, vi ricordiamo che questo è solo un articolo informativo che non va assolutamente a sostituire il parere di un medico.

Ma ci teniamo a sottolineare che molte volte le perdite bianche, anche in gravidanza, sono una risposta fisiologica del vostro corpo al cambiamento. Solo in alcuni casi bisogna preoccuparsi perché le perdite nascondo magari un’infezione. Allora, cerchiamo di capire insieme quando è opportuno chiamare il ginecologo.

Perdite bianche in gravidanza

Nella maggior parte dei casi le perdite bianche in gravidanza sono da considerarsi del tutto normali e fisiologiche. Soprattutto se si verificano nei primi tre mesi di gestazione. Sono provocate dall’aumento di estrogeni che causano un fenomeno chiamato, in medicina, leucorrea. Queste perdite non devono assolutamente spaventarvi perché, in realtà, sono molto importanti. Infatti, contribuiscono a tener lontano dall’utero e dal feto batteri nocivi.

Le perdite bianche in gravidanza non devono preoccupare quando sono simili a quelle che si avevano prima della gravidanza, e l’unica differenza consiste solo nel fatto che sono più abbondanti. Ricordatevi però che state vivendo un momento super delicato, quindi, se qualcosa vi desta preoccupazione o, insieme alle perdite bianche, avete anche qualche doloretto, allora è meglio contattare il ginecologo.

Spesso, molte donne, soprattutto nel primo trimestre, il più delicato, collegano immediatamente le perdite vaginale con l’aborto spontaneo. Questa tipologia però, perdite bianche e gelatinose, non sono assolutamente un sintomo di aborto perché in quel caso avreste delle perdite abbondanti di sangue rosso accompagnate da forti dolori.

Cosa significa

Come vi abbiamo già accennato poco fa, se in gravidanza notate delle perdite bianche, gelatinose e inodori, è solo perché nel vostro corpo è aumentato il livello di estrogeni e quindi le pareti vaginali producono più secrezioni del normale. Un fenomeno molto frequente nelle donne in dolce attesa, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, anche se per alcune è un fenomeno che rimane per tutte e 40 le settimane di gestazione.

Può essere effettivamente un po’ fastidioso e imbarazzante, ma sono perdite “buone” perché servono anche a proteggere il vostro bambino dalle infezioni batteriche. Non a caso, intorno all’ottavo mese di gravidanza, il vostro ginecologo vi consiglierà di effettuare il test del tampone (vaginale e rettale) per controllare effettivamente che non ci siano nessun batterio presente in prossimità del parto (in caso contrario, vi consiglierà la terapia più corretta). Se le perdite, invece, sono maleodoranti e sono seguite da altri sintomi, come prurito o bruciore, allora significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto ed è meglio effettuare un controllo specifico.

Quando preoccuparsi

In alcuni casi, le perdite bianche vaginali, sono il sintomo che il nostro corpo non sta lavorando nel giusto modo. In caso di gravidanza in atto, è meglio andare immediatamente dal ginecologo. Infatti le probabili infezioni potrebbero intaccare anche il feto e l’utero e sono ovviamente molto pericolose. Cerchiamo di capire insieme quali sono i segnali che ci fanno preoccupare di fronte a delle perdite vaginali durante la gravidanza.

  • Candida: se le perdite bianche sono molto consistenti (tipo ricotta) e avvertite forte prurito e bruciore, significa che avete contratto questa infezione. La causa è un fungo presente nelle mucose della vagina che va curata per evitare che entri in contatto con utero o feto. Assolutamente vietati in questo caso, ovviamente, i lavaggi interni.
  • Trichomonas: se le perdite in questione hanno un colore giallognolo e emanano cattivo odore, probabilmente avete contratto questo parassita. In particolare si nutre di zuccheri che fanno diminuire l’acidità del Ph vaginale causando fastidio. In questo caso dovrete effettuare un tampone. Se il risultato sarà positivo, il ginecologo molto probabilmente vi prescriverà una cura a base di ovuli. Attenzione. E’ un batterio contagioso, quindi anche il vostro partner potrebbe averlo contratto a seguito di un rapporto sessuale.
  • Infezioni uro-vaginali: uno dei piccoli fastidi che una donna in gravidanza deve affrontare, fin dalle prime settimane, è la necessità di andare sempre più spesso in bagno a fare pipì. Spesso, a causa di questa pressione che l’utero fa sulla vescica, si potrebbero formare delle infezione a causa del ristagno di urina.

Cosa fare, dunque, se le vostre perdite bianche hanno queste sintomatologie? Bisogna contattare il ginecologo per fare le opportune visite e cercare insieme a lui la terapia giusta. Ovviamente non sono malattie gravi che mettono a rischio la vostra gravidanza, ma è sempre bene prevenire anziché curare, no?

Scritto da Melissa Ceccon
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