Perché tendiamo a procrastinare continuamente?

Procrastinare continuamente può diventare un problema se provoca disagio e stress, soprattutto quando si avvicinano scadenze e termini da rispettare.

La conosci anche tu la sgradevole sensazione di rimandare impegni, decisioni, progetti? Sei tra quelli che lasciano passare ore, giorni e mesi senza portare a compimento ciò che si è prefissati?

Procrastinare continuamente può diventare un problema se provoca disagio e stress, soprattutto quando si avvicinano scadenze e termini da rispettare.

La procrastinazione è un “nemico” subdolo e pericoloso. Che sia tale lo si evince dalla stessa definizione terminologica, riportata sul dizionario della lingua italiana Treccani. Procrastinare significa:

  • Differire, rinviare da un giorno all’altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe.

Ciò che più preoccupa della procrastinazione è la sua diretta conseguenza: ossia la tendenza a sostituire attività prioritarie e rilevanti con altre più piacevoli ma meno importanti.

Le cause della procrastinazione sono diverse e questa cattiva abitudine può infatti consolidarsi a tal punto da diventare un comportamento usuale ed automatico di cui non ci si chiede più neppure la motivazione.

Procrastinare continuamente tutto ciò che invece richiede impegno e responsabilità può provocare una diffusa pigrizia mentale, in questo articolo che parla di procrastinazione puoi prendere spunto su come smettere di rimandare continuamente così da non avere sfiducia nelle proprie capacità ed una scarsa autostima di se stessi.

I procrastinatori più incalliti hanno sicuramente un problema di gestione del tempo: spesso si tratta di persone abituate a lavorare troppo senza ottimizzare il tempo a disposizione.

Per fare un esempio: ci sono studenti universitari che in vista di un esame si mettono sui libri gli ultimi quindici giorni, studiando giorno e notte senza interruzione e rischiando seriamente di mandare in tilt il cervello, che si prenderà delle pause proprio nei momenti meno opportuni.

Lo stesso accade a chi, pressato dalle scadenze sul lavoro, si ritrova più volte al giorno a girovagare sui social senza alcuna voglia di portare a termine le incombenze professionali.

Rimandare continuamente è un’abitudine dannosa che però si può interrompere. E’ necessario cominciare con piccoli passi alla volta. Prima di tutto, occorre riflettere sui motivi che sono alla base di un tale reiterato comportamento.

Ciò significa mettersi in discussione e cercare le ragioni profonde di questo approccio. Ad esempio, il rimandare di continuo le incombenze sul lavoro può essere la spia di un disagio dovuto al fatto che quel tipo di lavoro che svolgi non ti piace e non ti appaga realmente.

Prova ad elencare ciò che ti piacerebbe fare, le attività che svolgeresti anche senza compenso, le cose che ti emozionano di più.

Nel caso in cui ti accorgessi che il lavoro che stai svolgendo o la vita che stai conducendo non è quella che vorresti davvero, il passo successivo consiste nell’impegnarti a cercare qualcos’altro di più appagante, sia nella professione che nelle relazioni interpersonali.

Se invece (come nella maggior parte dei casi) sei solito rimandare nel tempo soltanto le attività più noiose e poco stimolanti ma il lavoro che svolgi comunque ti piace, non ti preoccupare.

In questo caso il segreto è non fossilizzarsi sulle singole attività, ma guardare al tutto in un’ottica più ampia.

Prova a pensare al senso di liberazione che proverai quando finalmente riuscirai a superare l’attività noiosa che ti aspetta. Con qualche accorgimento riuscirai a liberarti dal peso della procrastinazione.

Evita le tentazioni ed elabora piani di emergenza: sappi che ci saranno sempre delle scuse (plausibili) per rimandare un impegno. Perciò devi essere capace di prevenire le situazioni che possono indurti in tentazione.

Se ad esempio sei consapevole che l’avviso delle notifiche sul cellulare ti distolgono da quello che stai facendo, disattiva l’audio in modo da non sentirle.

Comincia a svolgere le cose più difficili e poi, man mano, passa a quelle più facili e piacevoli. Se affronti nelle prime ore della giornata le incombenze più difficili o noiose, il resto del tempo ti sembrerà più agevole e non sentirai la pressione del dover fare a tutti i costi.

Le questioni irrisolte o lasciate aperte sono quelle che generalmente ci portano via energia, risucchiandoci in un vortice di stanchezza e apatia. Se riesci a prendere una decisione netta circa le situazioni da affrontare prima rispetto alle altre ti sentirai più libero e meno stressato.

La procrastinazione è un ostacolo alla produttività e alla creatività. Quindi conviene bandirla dalla propria vita per recuperare tempo ed energia sia nel lavoro che nella vita personale.

Identifica il tuo obiettivo, ma per raggiungerlo ricorda che deve essere il più possibile specifico e chiaro nei suoi dettagli.

La procrastinazione è un atteggiamento che nasconde di solito la paura del fallimento, è un comportamento di autocontrollo che mira a tarparci le ali quando invece abbiamo tutti i presupposti per spiccare il volo.

Procedi individuando obiettivi di breve e medio termine, limando le aspettative e puntando sui risultati concreti.

Abituati a scrivere i pro e i contro di ogni attività che intraprendi, e cerca di abbandonare l’idea di perfezione assoluta, che non fa bene a te e agli altri.

Ogni volta che porti a termine un’attività (soprattutto se è impegnativa e noiosa) concediti una pausa, ricaricati di energia facendo qualcosa che ti faccia stare bene. Ma fissa un tempo massimo, per evitare che si trasformi in una pericolosa distrazione.

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