Parto naturale o non parto naturale: il dilemma di ogni futura mamma

Si può scegliere tra parto naturale e parto cesareo? Non sempre. Cerchiamo di capire cosa succede durante il travaglio e in sala parto

Intorno al settimo o all’ottavo mese di gravidanza, il pensiero del parto diventa una costante. Il grande giorno si avvicina ed è normalissimo cominciare ad avere un po’ di paura, soprattutto se siete alla vostra prima esperienza. Probabilmente, quello che spaventa sicuramente la maggior parte delle donne è il dolore del parto: riuscirò a sopportarlo? Infatti, è noto che ogni donna ha la sua personalissima esperienza in merito al parto e un racconto non è mai uguale all’altro: alcune raccontano di doloretti simili a quelli del ciclo mestruale solo un pochino più intensi, altre invece raccontato di qualcosa di insopportabile.

Sicuramente, c’è da dire che il parto non è certo una passeggiata per nessuna donna di questo mondo ma molte, proprio per la paura di dover affrontare un dolore così grande (o forse no) scelgono fino dai primi mesi di gravidanza di dare alla luce il proprio figlio con un taglio cesareo programmato che, seppur veloce e “indolore”, è comunque una vera e propria operazione chirurgica e come tale va presa e affrontata.

Quindi, parto naturale sì o parto naturale no? Questo è il dilemma di ogni futura mamma.

La paura del dolore

Nessuno è mai riuscito a quantificare il dolore che una donna sente durante il parto, in tutte le sue fasi: dal travaglio fino al momento finale dell’espulsione? Fa così male. Ogni donna ha la propria soglia di dolore quindi nessuno potrà mai darvi una risposta certa, sicuramente però, va detto che dare alla luce un bambino non è una cosa facile facile e questo è innegabile.

Ma la paura del dolore, soprattutto nel caso del parto che è un fenomeno poco programmabile, può davvero mettere in crisi una futura mamma che può non sentirsi pronta ad affrontare una prova così difficile, soprattutto poi, se è una primipara, ovvero alla sua prima gravidanza. Che fare in questo caso? Sicuramente, può esservi d’aiuto frequentare un corso pre-parto dove incontrerete le ostetriche che sapranno darvi ottimi consigli sia su come affrontare il travaglio e sulle tecniche di respirazione più giuste per abbassare un pochettino il dolore.

Anche l’incontro in ospedale con ginecologo e anestesista potrebbe aiutarvi a superare un po’ questa paura, infatti, è possibile scegliere anche di fare l’epidurale, ovvero la puntura che abbasserà di molto le contrazioni.

Cosa succede in sala parto

Quello che forse angoscia di più le future mamme, oltre ovviamente come abbiamo detto la paura del dolore, è anche il “fattore sorpresa”: non sapere esattamente quando avverrà il parto, quanto durerà e soprattutto come, sono tutti elementi che – uniti all’emozioni di essere arrivate alla fine di questo lungo percorso – possono provocare un po’ di paura nella donna in procinto di partorire. Allora, molte si chiedono: cosa succede in sala parto? A questa domanda, sicuramente vi potranno rispondere le ostetriche durante gli incontri al corso pre parto ma qualche anticipazione ve la possiamo dare anche noi: innanzitutto, verrete costantemente monitorate per tenere sotto controllo il movimento del bambino e quindi il suo stato di salute e soprattutto monitorerete le contrazioni. Se inizialmente verrete messe nella sala monitoraggio, a travaglio avviato verrete spostate nella sala parto, dove ci sarete solo voi (e il futuro papà) e a rotazioni le ostetriche che vi seguiranno. Sappiate che in quella saletta ci potreste rimanere molte ore, quindi è vostro diritto scegliere come vivere questo momento: informatevi con il personale dell’ospedale che avete scelto per partorire, in alcuni casi vi faranno scegliere della musica, l’atmosfera che preferite. Non è detto che, se la cosa va per le lunghe, potreste anche farvi portare qualcosa da mangiare per rimettervi in forze. Oltre al lettino, solitamente in sala parto trovate una doccia e una vasca che potrete utilizzare durante il travaglio per rilassarvi oppure per partorire se avete scelto di far nascere il vostro bambino in acqua. Ogni tanto, comparirà il ginecologo che vi farà la visita per controllare a che punto è la vostra dilatazione e capire, toccando, se il bambino è in posizione oppure no. Arrivate a 10 cm di dilatazione inizierete la fase espulsiva, con le spinte.

Fino a che punto si può scegliere

Il parto è un fattore assolutamente naturale, da molte definito come una delle esperienze più “primitive” che abbia mai vissuto, quindi: fino a che punto si può scegliere di partorire naturalmente oppure con taglio cesareo? Se ovviamente, fin dai primi mesi di gravidanza, avete già le idee chiare, insieme al vostro ginecologo potete programmare un cesareo avendo così ora e giorno preciso di nascita del vostro bambino. Se invece, puntate tutto al naturale sappiate che i vostri programmai potrebbero cambiare in corso d’opera. Per delle complicanze durante la gravidanza, potreste dover affrontare un parto prematuro oppure se durante il travaglio qualcosa non va, potreste dover subire un taglio cesareo d’urgenza.

Scritto da Melissa Ceccon
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