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Parto epidurale: come funziona?

Parto epidurale

Cosa sapere prima di un parto epidurale? Vediamo quali esami fare e come avviane nel concreto

Parto epidurale: cosa bisogna sapere prima? Le informazioni generali vengono spiegate nei reparti prenatale durante i corsi di preparazione al parto.
La partoriente viene informata della possibilità di praticare il parto epidurale, fornendo le informazioni necessarie, cosa fare, e i rischi che si possono correre, con gli eventuali esami da fare se si vuole ricorrere a questa tecnica di anestesia.

Esami preliminari

Si eseguono le prove allergiche per accertarsi di non avere allergie agli anestetici e antidolorifici che verranno infusi nella colonna vertebrale.
Le ultime settimane di gravidanza sarà richiesto, dall’anestesista di fare l’esame, si tratta di un emocromo, tempo di protrombina e tromboplastina parziale attivata, per essere sicuri di poter effettuare un parto epidurale in tutta sicurezza senza alcun rischio per la paziente
Questa tecnica di anestesia locale, fa intorpidire i nervi, che portano gli impulsi del dolore, attraverso i nervi della colonna vertebrale al cervello.

Di solito viene eseguita nei parti molo lunghi, e dolorosi, parto cesareo o parti gemellari con complicanze, perciò serve per la sicurezza della madre e del bambino.Tutte le donne però hanno diritto a richiedere l’anestesia epidurale o “parto analgesia“.

Come effetti secondari a l’epidurale si riscontrano nel’uno per cento delle donne cefalee che poi scompaiono nel tempo di qualche giorno assumendo molti liquidi, e somministrando comuni antidolorifici, rari casi di complicanze neurologiche si verificano un caso(su10.000 20.000) pazienti, che devono avvisare qualora avvertano poca sensibilità alle gambe o qualsiasi altro problema, neurologico potesse insorgere, in rari casi dopo il parto epidurale.
Certo ogni donna sa che il travaglio può essere molto doloroso è importante sapere tutto, riguardo a questa tecnica, per essere pronti, se scegliere l’epidurale o no, l’informazione in questi casi è necessaria, è giusto che si sappia tutte le fasi di questa pratica anestetica antidolore, per affrontare il parto epidurale ed, essere informati di tutti i rischi ed effetti collaterali
Questa tecnica di anestesia contro il dolore del parto non è garantita in tutti i centri italiani, (servirebbero anestesisti 24 ore su 24) quindi bisogna informarsi in anticipo dove si applica questa anestesia o in quale ospedale è conveniente recarsi per il parto epidurale.

Come viene fatto

La paziente si siede tranquillamente piegata in avanti o si fa sdraiare su un fianco, è essenziale questa posizione per l’efficacia e la buona riuscita dell’anestesia.
L’anestesista disinfetta la schiena ,iniettando una piccola quantità di anestetico, che può dare un lieve senso di bruciore, tra la terza e la quarta vertebra della colonna vertebrale per Iniettare in seguito ,un ago nella schiena,dove verrà inserito un tubicino sottile a contatto con i nervi, che portano il dolore al cervello anestetizzandoli.
L’ago verrà tolto e rimane solo il tubicino sottile, dove verrà messo l’analgesico,ogni una o due ore se servirà in aggiunta, che rende il parto indolore durante il parto.

Effetti sul corpo

Un mix di anestetici e oppioidi, vengono immessi attraverso la piccola cannula, o tubicino addormentando, alcuni speciali recettori del corpo ,per non sentire dolore bloccando i nervi, e anestetizzando metà del corpo, proprio per non sentire il dolore del travaglio in corso.

Quando i farmaci iniettati arrivano ai centri nervosi, la paziente avverte un senso d’Intorpidimento e formicolio lungo la schiena e negli arti inferiori che si sentono sempre più pesanti, il picco dell’anestesia si ha dopo circa quindici minuti dall’infusione, per poi essere ripetuta in base alla durata del parto.
Nel momento che viene staccata l’anestesia locale, l’intorpidimento inizia a diminuire, le vertebre ritornano sensibili, gli arti inferiori riprendono la loro sensibilità,piano piano nell’arco di quattro ore si riprende il controllo.
In questo momento molto delicato per la paziente, che ha affrontato un parto epidurale è raccomandato il massimo del riposo, con infusione di liquidi continua, attraverso le flebo.
Con questa tecnica si ha la possibilità di partorire con poco dolore, assistendo coscientemente all’intera durata del parto

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