Parto dolce: cos’è e quando è nato

Quando si parla di parto dolce si pensa al parto in acqua o comunque a un ambiente che sia rassicurante per la partoriente.

Quando una donna scopre di essere incinta sa che le prime settimane di gravidanza sono le più importanti, perciò dovrà evitare sforzi, dovrà assumere acido folico, vitamine B, vitamina D, iodio, ferro e zinco. Un’altra cosa fondamentale poi è bere almeno due litri di acqua al giorno, per essere idratata e per trasportare le sostanze nutritive al bambino.

Si possono mangiare carni magre, ben cotte, formaggi magri con moderazione e verdura e frutta solo se ben lavata. Nel procedere della gravidanza, fatti tutti i controlli del caso e assunto il giusto stile di vita, la donna incinta può iniziare a pensare a come sarà il suo parto e a quale tipo di parto preferisce e, nel caso, informarsi per un corso preparto.

Il parto dolce cos’è

Per una donna che è alla sua prima gravidanza e che non ha motivi che la spingano a decidere per un taglio cesareo, esiste anche il parto dolce, cioè un parto rispettoso in tutto e per tutto delle sensazioni della futura mamma e del suo bambino.

Il parto dolce può avvenire in ospedale, in acqua e a casa, sotto la guida di un ginecologo che conosca bene la tecnica, che consiste nell’aiutare la gestante ad affrontare questo momento così importante della sua vita sentendosi al sicuro e senza paure.

Il parto dolce nacque negli anni 70 con Leboyer

Uno dei primi ginecologi a occuparsi di parto dolce fu il francese Frédérick Leboyer, mettendo per primo al centro i bisogni del neonato e della madre durante il parto.

Il suo modello di parto “rispettoso” prevedeva alcuni punti fondamentali: meglio la penombra e il silenzio, per evitare l’abbaglio sensoriale della donna gravida ma anche per evitare un passaggio traumatico del bambino dall’ambiente protetto dell’utero a uno troppo rumoroso e caotico. Inoltre sarebbe meglio aspettare per la recisione del cordone ombelicale finché smette di pulsare. Infine, subito dopo il parto, il bimbo deve essere posto sul ventre materno con il contatto pelle-pelle.

Scritto da Roberta Mazzacane
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