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Mamma e figlia vestite uguali: la moda che impazza

Mamma e figlia vestite uguali: quali sono le origini di questa moda e qual è il parere degli esperti in merito.

Tra madri e figlie c’è sempre stata un’intesa speciale, spesso bellissima, anche se molto difficile, che si trasforme ed evolve con il passare del tempo. In particolare, il rapporto di una madre con la figlia piccola è sempre di forte attaccamento e amore. Forse, è per questo motivo che negli ultimi anni impazza una moda: mamma e figlia vestite uguali. Da dove viene questo trend e quali sono le origini? Scopriamolo insieme.

Mamma e figlia vestite uguali: le origini

La moda “mamma e figlia vestite uguali” non è una novità dei nostri giorni. Nata a inizio Novecento, è rispuntata a più riprese nel tempo, raccontando ogni volta qualcosa di nuovo dell’idea di famiglia, dell’essere donne, madri e figlie. D’altronde, le mamme tendono a vestirsi come le figlie nei periodi storici in cui c’è maggior enfasi sulla famiglia e la relazione madre-figlia.

La moda fu resa famosa dalla stilista di alta moda francese Jeanne Lanvin, che nel 1897, ebbe la sua prima e unica figlia, Marguerite. Nel 1908 Lanvin propose una collezione di alta moda per bambine usando gli stessi tessuti e tagli originali della linea donna, adattandola ai gusti e ai corpi infantili. I vestiti di Lanvin erano troppo cari e rimasero relegati alle classi più ricche. In seguito, arrivò la Grande Depressione che rese di cattivo gusto ostentare prosperità e frivolezze.

Vestirsi uguali ritornò di moda alla fine degli anni Trenta grazie al cinema di Hollywood. Attrici giovani, carine e famose amavano farsi fotografare in abiti coordinati con le loro figlie, adorabili copie in miniatura. Negli anni Quaranta e Cinquanta questi abiti sottolineavano la giovinezza della madre invece che la maturità della figlia: erano gonne a ruota o grembiulini arricciati portati su magliette e camicette dalle maniche a sbuffo, spesso con nastri nei capelli, più adatti a una bambina di otto anni che a una donna adulta. Le cose cambiarono negli anni Settanta, quando le donne iniziarono a lavorare fuori casa tutto il giorno. Infatti, dovevano indossare abiti formali come completi, tailleurs con gonne o pantaloni, giacche e camicie che divennero di moda anche tra le casalinghe ma che non erano adatti alle bambine piccole. Oggi che le donne inseguono la completezza dell’avere tutto, vestirsi abbinate alle proprie figlie va di nuovo di moda, anche tra le donne che lavorano e hanno successo: indica infatti l’efficienza nel gestire carriera, famiglia e immagine.

Perché vestirsi uguali aiuta il rapporto

Il rapporto di una madre con la figlia piccola è sempre un rapporto di forte attaccamento e amore. Soprattutto dopo i cinque anni, il rapporto tende a rafforzarsi, perché la bambina riconosce nella madre la propria identità femminile.

La moda mini-me o maxi-you ha grande successo da diversi anni in tutte le stagioni. Sono state soprattutto le celebrities con bambini a lanciare la moda “matchy-matchy” come viene chiamata in America. Su Instagram e in generale sul web la moda mini-me impazza: non sempre però l’effetto coordinato a tutti i costi convince. Infatti, vestirsi uguali può favorire l’attaccamento tra familiari, se ci sono bambine che vogliono assomigliare alla mamma. In questo senso, infatti, gli esperti affermano che vestirsi uguali fa riconoscere l’altro come simile a sé. Quindi, può essere rilevante per la bambina vedere che la mamma si veste come lei. Se questa passione è circoscritta, infatti, ben venga. In ogni caso, come per qualsiasi cosa, sarebbe meglio non esagerare e controllare sempre che sia ciò che la piccola desidera.

Scritto da Francesca Belcastro
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