Invogliare i bambini a fare i compiti: i consigli

Invogliare i bambini a fare i compiti senza troppi capricci: i consigli utili per migliorare la qualità dello studio.

Accade ogni pomeriggio e soprattutto durante il weekend: i bambini fanno i capricci perché non vogliono svolgere i compiti. Si tratta di un argomento molto dibattuto, perché spesso basta veramente poco per arrivare a pianti e urla. D’altronde, per molti genitori rappresenta una fonte di stress: i consigli utili per invogliare i bambini a fare i compiti.

Come invogliare i bambini a fare i compiti

Una delle prime difficoltà con cui si scontrano i genitori con un figlio tra i 6 e gli 11 anni riguarda la predisposizione emotiva e comportamentale ad affrontare l’impegno scolastico. Con l’ingresso alla scuola elementare, infatti, una delle lamentele più diffuse tra i genitori riguarda i compiti pomeridiani. Non solo non vogliono farli, ma si dilungano nei tempi, mentono e poi li tirano fuori la sera dopo cena. In questo modo, quindi, la scuola rischia di diventare un incubo per i figli e per i genitori. Come invogliare i bambini a fare i compiti: i consigli.

Concordare un orario

Il primo scoglio che il genitore deve affrontare è quello di riuscire a far iniziare i compiti al bambino. Per la maggior parte degli scolari non è mai il momento giusto, e di fronte ai loro continui rinvii, i genitori non devono far altro che passare all’azione. Concordare un orario in cui cominciare i compiti può essere d’aiuto per esempio. Una volta concordato cercate di farlo rispettare, anche se vi chiedono di giocare ai videogiochi o guardare la televisione.

No a premi o ricompense

Non abituateli a studiare per ottenere vantaggi, premi e regali. Non premiateli nello stesso modo per i buoni voti a scuola. Il figlio va sostenuto e rinforzato, ma non comprato, perché la scuola rappresenta il loro dovere. Il rischio a cui andrete incontro è che vi chiederanno in cambio una ricompensa per lo svolgimento delle attività scolastiche estendibile a qualsiasi altra cosa.

Aiutare (ma fino a un certo punto)

Quando li aiutate cercate di non correggete tutto quello che fanno, non criticateli perché non fanno le cose come le avreste fatte voi, magari rinforzateli e poi aggiustate il tiro, dandogli qualche suggerimento per migliorare. Se gli dite che quello che fanno è sempre sbagliato pensano di non essere in grado di fare le cose e non andate a rinforzare la loro autostima, ma alimentate solo la loro insicurezza. Apprendere significa anche sbagliare e la scuola serve per verificare e correggere i compiti.

No alle urla

Non urlate, non ricattateli, non minacciateli, non fategli paternali infinite perché tanto non vi ascoltano. Aumentereste il nervosismo e li deconcentrereste maggiormente. In questo modo, infatti, si arrabbiano e si sentono frustrati. Si rischia inoltre che associno uno stato emotivo negativo allo studio e quindi alla scuola, che può rischiare di andare a inficiare maggiormente il loro rendimento negli anni successivi.

No ai compiti al posto loro

È assolutamente vietato fare i compiti al posto loro, neanche quando vi implorano.

Scegliere il luogo adatto

Il luogo dove fare i compiti deve favorire la concentrazione dei bambini. Quindi, se i compiti vengono fatti nella cameretta, la stanza deve essere in ordine e soprattutto lo deve essere la scrivania. Inoltre non ci devono essere in giro giochi, videogiochi, t, palloni o altre cose che possano distrarre il bambino.

Niente ossessioni sulla postura

Nonostante mantenere una postura corretta durante lo studio sia di fondamentale importanza, non ossessionateli sulla posizione in cui studiano.

Scritto da Francesca Belcastro
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