Come interpretare i segnali del muco cervicale

muco cervicale

Interpretare i segnali del muco cervicale, definito spesso anche la finestra sulla fertilità, è importante, soprattutto per chi desidera avere una gravidanza o per chi al contrario ha deciso di rimandarla. Il muco viene prodotto dalle ghiandole del canale cervicale e si presenta come una sostanza filamentosa, più o meno densa, a seconda dei giorni del ciclo. Esso è composto per il 90% da acqua.

Uno degli strumenti più diffusi e conosciuti per interpretare i segnali del muco cervicale è il metodo Billings. Questo procedimento deve il suo nome ai suoi ideatori, John e Lyn Billings, due medici e coniugi australiani. Il metodo Billings nasce come anticoncezionale naturale: esso si basa sull’osservazione quotidiana del muco, in modo da individuare i giorni più fertili, quelli in cui si ha la più alta probabilità di rimanere incinta.

Osservando l’aspetto del muco cervicale è possibile capire quando la donna è in piena fase ovulatoria. Grazie a questo metodo si può decidere di avere o meno rapporti mirati, per pianificare o evitare una gravidanza.

Scopriamo insieme come varia il muco cervicale durante le fasi del ciclo mestruale e come interpretarlo.

Il muco cervicale prima delle mestruazioni

Il muco, prodotto dai tessuti del collo dell’utero, cambia consistenza, aspetto e pH. Proprio in virtù di questi cambiamenti, dovuti agli estrogeni, gli ormoni femminili, si possono individuare i giorni fertili di una donna. Nei giorni prima delle mestruazioni il muco cambia il suo aspetto e diventa di consistenza appiccicosa. In questo caso i filamenti, se posizionati tra pollice ed indici, si rompono quasi subito. In questa fase le probabilità di una gravidanza sono abbastanza basse.

Al contrario, nei giorni immediatamente successivi alla comparsa del ciclo mestruale, il muco sembra non esserci affatto e si avverte una sensazione di secchezza vaginale. In questa fase del ciclo il muco cervicale ha nuovamente cambiato aspetto, diventando ostile agli spermatozoi ed al loro passaggio. Anche in questo periodo del ciclo mestruale le probabilità di una gravidanza sono praticamente nulle.

Il muco cervicale durante e post ovulazione

Durante i giorni di ovulazione il muco assomiglia per consistenza all’albume di un uovo, anche se è più chiaro, abbondante e acquoso.

Se si effettua la prova del muco con le dita, posizionando una piccola quantità tra il pollice e l’indice della mano, si noterà come sarà più difficile la rottura dei filamenti che lo compongono. Un chiaro segnale di questo periodo è una sensazione di bagnato in vagina e dei filamenti che si notano sulla carta igienica o sulle mutandine.

E’ proprio questa fase e questo aspetto del muco a farci da campanello di allarme, indicandoci i giorni in cui si è in piena ovulazione. Durante l’ovulazione il muco favorisce l’ingresso, diventando più acquoso, e la permanenza degli spermatozoi in vagina. In questo periodo infatti la composizione del muco cervicale aiuta gli spermatozoi ad avvicinarsi all’ovocita e a farli sopravvivere fino a 72 ore, quindi per un tempo più lungo rispetto agli altri giorni del ciclo.

Ovviamente durante l’ovulazione le probabilità di rimanere incinta sono molto elevate. E’ quindi possibile programmare i rapporti sessuali o al contrario prestare maggiore attenzione: questo dipende dai desideri di ognuno di noi.

Nei giorni invece dopo l’ovulazione il muco ritorna ad essere ostile agli spermatozoi e si avverte un strana sensazione di secchezza vaginale. In questi giorni ci sono basse probabilità di una gravidanza.

Gli esperti ed i seguaci del metodo Billings sono concordi nel ritenere che, per imparare alla perfezione a riconoscere il muco cervicale ed i suoi cambiamenti, sarebbe opportuno non avere rapporti sessuali per almeno un mese. In questo modo, infatti, la donna sarebbe più attenta a se stessa ed ai segnali che il proprio corpo le manda durante l’intero ciclo mestruale, come ad esempio secchezza o meno della vagina.

Tuttavia non sempre è facile riconoscere il muco e tutti i suoi cambiamenti. Per fortuna la scienza e la tecnologia ci sono di grande aiuto anche in questo caso. In commercio infatti esistono numerosi sistemi per controllare i proprio giorni fertili o il periodo di ovulazione. Questi moderni sistemi si chiamano test o stick di ovulazione, che verificano o meno la presenza degli ormoni femminili, tipici di questo periodo del ciclo.

Oppure si effettua la misurazione della temperatura basale, ovvero della temperatura del corpo umano di primissima mattina, quando ancora non si è scesi dal letto.

La temperatura basale varia molto prima e durante l’ovulazione. Infatti essa nei giorni dell’ovulazione prima diminuisce leggermente e poi all’improvviso si alza, anche di alcuni decimi. Normalmente, chi utilizza il calcolo della temperatura basale ha degli specifici grafici a disposizioni dove annotare le temperature basali giorno per giorno. Anche seguendo questo metodo si possono capire quali sono i giorni più fertili.

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