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Incinta con il ciclo: che cosa sono le false mestruazioni

incinta con il ciclo

Essere incinta con il ciclo è possibile? Vediamo in quali termini

Una domanda che viene spesso posta dalle donne, in particolare le più giovani, è la seguente: è possibile essere incinta con il ciclo? Se la questione viene posta in questi termini, la risposta è no, poiché la gravidanza blocca il ciclo mestruale. Tuttavia, durante la gestazione possono presentarsi perdite di sangue mensili. Non si tratta di vero e proprio mestruo, che infatti costituisce la prima fase dell’intero ciclo. In questo caso si parla invece di false mestruazioni, che si presentano proprio in concomitanza con il periodo in cui sarebbero avvenute quelle vere. Vediamo di cosa si tratta, perché si verifica questo fenomeno e come è possibile distinguerlo da quello delle mestruazioni propriamente dette.

Perchè false mestruazioni?

Abbiamo detto che, nel corso della gravidanza, potrebbero presentarsi delle false mestruazioni che traggono facilmente in inganno le meno esperte. Si tratta di un fenomeno più diffuso di quanto si creda. Ma, nel concreto, in cosa consiste? Le false mestruazioni sono quell’evento che si verifica quando una donna è, come comunemente -ed erroneamente- si dice “incinta con il ciclo”.

Le false mestruazioni consistono in perdite ematiche che, però, non appartengono al ciclo mestruale fisiologico. Al contrario, esse coincidono quasi sempre con una patologia o una minaccia. Dunque, se si individua la presenza di false mestruazioni, è necessario rivolgersi immediatamente a un ginecologo.

Ammettere l’esistenza di questo fenomeno e la sua relativa frequenza, non significa tuttavia affermare che una donna in gravidanza con perdite ematiche possa non accorgersi del suo stato sino ai dolori che precedono il parto. Innanzitutto, poiché tutti gli altri sintomi saranno comunque presenti. Inoltre, sappiamo che nessuna gestazione può essere portata a termine in presenta di sanguinamenti vaginali regolari e abbondanti, come sono le mestruazioni canoniche. In ogni caso, gli episodi relativi alla donna incinta con il ciclo sono più comuni di quanto si possa credere. Si tratta di un dato importante da conoscere proprio perché, qualora si presentasse questo problema, la persona interessata non si senta sola o disperata.

Si stima che tra il 20 e il 30% delle gravidanze veda l’intervento delle false mestruazioni, anche se risulta difficile calcolare quante tra queste vadano a buon fine. In ogni caso, rivolgetevi a un medico che saprà valutare la vostra situazione e intervenire tempestivamente.

Quali sono i sintomi

Come ci si può accorgere quindi, in presenza delle perdite sopra descritte, di essere incinta con il ciclo? Innanzitutto, le false mestruazioni, pur avendo molti punti in comune con quelle canoniche, non sono identiche a queste ultime; anzi, presentano alcune sensibili differenze. Nel prossimo paragrafo ci concentreremo sul loro aspetto, che permette di distinguerle dal normale mestruo. In ogni caso, l’apparenza non è l’unico sintomo che dovrebbe allarmarci. In genere, le false mestruazioni si presentano in modo più leggero rispetto a quelle vere. Ma non è tutto. Sebbene l’amenorrea (ovvero l’assenza del ciclo mestruale e delle corrispondenti perdite ematiche) venga considerato come il primo e più evidente sintomo della gravidanza in corso, non si tratta certo dell’unico.

Innanzitutto, esistono le nausee mattutine. Ovviamente, come tutti gli altri sintomi, non è sicuro che queste si presentino.

Il sintomo che invece dovrebbe risultare decisivo in questi casi risiede nella temperatura basale. La temperatura basale, infatti, normalmente si abbassa non corrispondenza delle mestruazioni canoniche. Si tratta di una caratteristica variabile ma che risulta comunque comune alla maggior parte delle donne. Tanto è vero che, quando si cerca una gravidanza, il metodo di rilevazione più impiegato per individuare i giorni dell’ovulazione, dopo l’osservazione del muco cervicale, corrisponde proprio al calcolo della temperatura basale, la quale si alza leggermente nei giorni fertili. In seguito, rimane tale sino alla mestruazione successiva, in corrispondenza della quale si abbassa. Quindi, se l’abbassamento avviene quasi sicuramente si tratta di una falsa mestruazione. Se, al contrario la temperatura resta invariata in corrispondenza della perdita ematica, ciò è sintomo di una anomalia. Ovviamente, se questa è una caratteristica propria di ogni ciclo mestruale, non deve destare sospetti.

Tuttavia, normalmente non si conoscono questi dettagli. Quindi, una temperatura invariata dovrebbe destare il sospetto. Una gravidanza potrebbe essere in corso e le perdite potrebbero non corrispondere al mestruo classico.

Come appaiono

Quando diciamo che risulta molto difficile non accorgersi di essere incinta con il ciclo, facciamo riferimento anche, e soprattutto, all’aspetto delle perdite ematiche che caratterizzano queste gravidanze. Le false mestruazioni, infatti, pur imitando quelle vere per una questione di tempistiche, differiscono in modo evidente quando si decide di osservarle. Ma in che modo? Vediamo prima quali sono i tratti comuni. Oltre alla regolarità tipica del ciclo mestruale, la false mestruazioni sono accompagnate da sintomi tipici di quelle vere. Innanzitutto, possono comparire alcuni disturbi gastro-intestinali e dolori muscolari, nonché una maggiore sensibilità emotiva. Ovviamente tali sintomi non riguardano qualsiasi donna, così come non sono comuni a tutte durante il mestruo canonico.

Tuttavia, anche le differenze tra i due tipi di secrezione risultano piuttosto evidenti.

Le false mestruazioni appaiono in genere come uno spotting particolarmente abbondante, ma comunque più lieve del mestruo. Le perdita ematica in questione, inoltre, risulterà molto più chiara rispetto al suo corrispettivo di inizio ciclo. Il colore rosso sarà più chiaro del solito e tenderà al rosato. La consistenza, inoltre, risulterà notevolmente più fluida, più simile in questo senso a quella del muco cervicale da ovulazione che a quella delle vere mestruazioni. Inoltre, dovrebbero essere assenti anche corpuscoli e parti solide, normalmente presenti invece durante il ciclo.

Quando fare il test

Come abbiamo visto, le false mestruazioni sono chiaramente distinguibili, grazie a una attenta analisi, da quelle canoniche. Ciò permette, se non di ricevere una certezza, almeno di instillare il dubbio nella mente della donna incinta con il ciclo. Ma quando è il caso di decidere se sottoporsi a un test di gravidanza? Innanzitutto, dovete considerare il vostro recente passato. Se avete avuto rapporti sessuali completi non protetti, dovete considerarvi a rischio. Una delle principali ragioni per le quali le donne incinte con perdite non se ne accorgono risiede proprio in questo errore. Infatti, è comune per le coppie credere che, pur non utilizzando un metodo contraccettivo sicuro, sia possibile evitare gravidanze grazie a ‘trucchetti’ come il conteggio dei giorni di ciclo oppure il coito interrotto. Si tratta di metodi non sicuri, la cui efficacia anticoncezionale è di poco superiore al non utilizzare in assoluto alcuno strumento. Dunque, se avete avuto rapporti a rischio e notate, in seguito, perdite come quelle sopra descritte, sottoponetevi a un test il prima possibile. Se, infatti, la vostra intenzione in caso di esito positivo fosse quella di abortire, ricordate che avete a disposizione un tempo limitato (dodici settimane). Se, al contrario, volete portare a termine la gravidanza, occorre comunque scoprirlo presto per essere seguite al meglio. Ciò vale a maggior ragione se si pensa che le perdite ematiche durante la gestazione rappresentano quasi sempre un cattivo auspicio.

Qual è la causa

A questo punto, una domanda sorgerà spontanea: come è possibile, dato che le nostre conoscenze in materia affermano il contrario, essere incinta con il ciclo? Le cause alla base del fenomeno delle false mestruazioni possono essere differenti. L’evento rappresenta sempre un fenomeno di cambiamento, ma può essere sintomo di situazioni tra loro molto diverse. Nel caso in cui esso fosse innocuo al fine della buona riuscita della gravidanza e della salute di mamma e feto, si tratterebbe di tracce di sangue presente nell’utero dopo l’impianto dell’embrione. Ciò non significa che queste perdite possano essere confuse con quelle da impianto, che si presentano una sola volta nel corso della gravidanza, tra i sette e i dodici giorni dopo il concepimento. Al contrario, si tratta di residui dei ciclo mestruali precedenti, rimasti nell’utero e che vengono eliminati.

Una ulteriore possibile causa è l’utilizzo della pillola del giorno dopo, un contraccettivo post-coitale che non deve rappresentare un’abitudine. Oltre a sintomi quali mal di testa, nausea e debolezza, la sua assunzione può provocare perdite ematiche in gravidanza. Ricordiamo infatti che non si tratta di una pillola abortiva. La sua funzione, al contrario, è quella di impedire un’ovulazione non ancora avvenuta, mentre non interviene su una già presente. Lo spotting, in questo caso, si presenta tra i quattro e i cinque giorni dopo la su assunzione. In altri casi le false mestruazioni, specialmente se accompagnate da dolori ai reni o al ventre (ma anche solo) possono costituire un campanello d’allarme relativo al rischio di aborto spontaneo. Solo uno specialista può valutare seriamente il livello di rischio e le possibilità di un intervento risolutivo che lo impedisca, dunque è meglio contattarlo al più presto (anche se si avrebbe comunque intenzione di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, poiché non si può prescindere dalla necessaria assistenza medica).

Infine, le false mestruazioni possono essere causate da cisti ovariche. Si tratta di sacche di materiale liquido o solido che possono essere localizzate all’interno o all’esterno dell’ovulo. Le cisti in questione, piene di sangue, potrebbero provocare mensilmente dolori pelvici e perdite ematiche.

Quanto durano

Ma quale è la durata delle false mestruazioni? La loro durata in termini di giorni per ogni singola mestruazione è in genere più breve di quella del ciclo canonico. Le false mestruazioni possono continuare sino al terzo o quarto mese di gravidanza, sia che rappresentino o meno un pericolo per la stessa.

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