Gravidanza, prima settimana: cosa sapere

Prima settimana di gravidanza, cosa bisogna sapere? I dettagli sul corpo della donna e lo sviluppo dell'embrione durante i primi 7 giorni.

Probabilmente, non tutti sanno che l’inizio della gravidanza viene calcolato a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Proprio da quel giorno cominciano le 40 settimane di dolce attesa. Questo bellissimo viaggio comincia proprio la prima settimana di gravidanza: cosa bisogna sapere?

Prima settimana di gravidanza

I 9 bellissimi mesi di dolce attesa cominciano proprio dalla prima settimana durante la quale in realtà non si sa di essere incinta, dal momento che ancora non è mancata la prima mestruazione. Dopo la prima ecografia, il ginecologo riuscirà a vedere l’embrione e a calcolare come primo giorno della gestazione il primo giorno dell’ultima mestruazione. Durante i primi 7 giorni si avverto i primi sintomi della gravidanza, come per esempio un leggero gonfiore del seno e un po’ di stanchezza.

Tuttavia, i segnali non sono particolarmente evidenti in quanto gli ormoni hanno già cominciato ad agire ma non in mondo così intenso. I primi cambiamenti sono davvero impercettibili, il corpo comincia a cambiare prima che la donna se ne accorga. I livelli di progesterone e la prolattina cominciano a salire e sono i principali responsabili dei cambiamenti avvertiti in dolce attesa.

Cosa succede nel corpo della donna

Durante la prima settimana di gravidanza non c’è alcun segno evidente che è in atto una gravidanza.

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Il ciclo mestruale, infatti, non è ancora in ritardo, il peso è ancora uguale e non è ancora tempo di nausee. Secondo il calcolo dell’età gestazionale, la prima settimana di gravidanza, calcolata a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione, in realtà non si è ancora incinta. L’età concezionale, invece, si calcola dal primo giorno dopo il concepimento. Durante i primi giorni dopo il concepimento, quindi, i sintomi come tensione al seno e stanchezza potrebbero tranquillamente essere scambiati per sindrome premestruale.

Gli ormoni cominciano ad attivarsi piano piano, in particolare gli estrogeni, il progesterone, la prolattina e l’ossitocina. I primi classici segnali della gravidanza, infine, ancora non si avvertono.

Si può parlare di bambino?

In questa fase, naturalmente, è presto per parlare di bambino. Infatti, dopo la fecondazione l’ovulo si divide più e più volte, fino a quando diventa una mora di 150/1000 di millimetro. Le cellule di grasso della morula si posizionano al centro formando il disco embrionale, ossia il futuro embrione che diventerà poi un bambino.

Le cellule più piccole, invece, si dispongono intorno alla morula e si trasformeranno in placenta. Intorno al quinto giorno della prima settimana di gravidanza, si verifica l’impianto dell’embrione, cioè l’ovulo fecondato viaggia dalla Tuba di Falloppio verso l’utero. A questo punto l’embrione è ancorato alla parete dell’utero e può quindi iniziare lo sviluppo. Alla fine dei primi 7 giorni, l’embrione misura 0,1 millimetri.

Le curiosità e cosa fare

È lo spermatozoo a determinare ovviamente il sesso del bambino. Infatti, ogni spermatozoo contiene due cromosomi X e Y, mentre l’ovulo contiene solo cromosomi XX. Se nel DNA c’è XY è in arrivo un maschietto, se invece c’è XX è in arrivo una femminuccia. Nonostante ciò, nella cultura popolare ancora si crede che il ciclo lunare o il calendario cinese della gravidanza possano influenzare il sesso del bambino o la data del parto.

Durante la prima settimana di gravidanza è utile cominciare ad assumere l’acido folico, efficace per prevenire i difetti del tubo neurale nel feto. Gli esperti affermano una maggior efficacia se l’assunzione inizia almeno due mesi prima del concepimento.

Scritto da Francesca Belcastro
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