Gravidanza oltre termine: cosa fare se il bambino non vuole nascere

Gravidanza oltre termine (o protratta): cosa fare se il bambino tarda a nascere e in che modo salvaguardare la sua salute e quella della mamma.

Una gravidanza dura mediamente 280 giorni, cioè 9 mesi e 10 giorni, cioè 40 settimane, contando dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Può capitare però che, pur essendo arrivata la data prevista per il parto, non succeda nulla. Gravidanza oltre termine, cosa fare se il bambino non vuole nascere? Scopriamolo insieme.

Come contare le settimane di gravidanza

Una gravidanza fisiologica può concludersi tra 3 settimane prima e 2 settimane dopo la data presunta del parto. Proprio per capire meglio quanto in realtà risulti un po’ difficile in teoria, è opportuno fare chiarezza sulla differenza tra età gestazionale ed età concezionale. La prima, cioè l’età gestazionale, viene calcolata a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione ed espressa in giorni completi o settimane complete.

La seconda, cioè l’età concezionale, inizia dal momento del presunto concepimento.

Contare le settimane di gravidanza genera molta confusione tra le donne in dolce attesa, in quanto spesso si tende a sbagliare. Per convenzione, il calcolo delle settimane di gravidanza prende come riferimento il primo giorno dell’ultima mestruazione. Secondo la regola di Naegele e tenendo conto che una gestazione di solito dura 280 giorni, occorre aggiungere 7 giorni e sottrarre 3 mesi a questa data.

Per esempio, se la data dell’ultima mestruazione è il 10 settembre, allora il parto potrebbe avvenire intorno al 17 giugno.

Gravidanza oltre termine: cosa fare

La durata della gravidanza viene calcolata in settimane, a partire dalla data dell’ultima mestruazione: per questo è importante conoscere con certezza questa data. Si definisce gravidanza:

  • a termine quella il cui parto avviene tra le 37 e le 41 settimane
  • pretermine (o parto prematuro) quella in cui il parto avviene prima delle 37 settimane
  • protratta (oltre il termine) quando il parto avviene a 42 settimane o oltre.

Alcuni fattori possono favorire una gravidanza post-termine, per esempio l’obesità, una precedente gravidanza post-termine, ma anche essere primipare. Affinché non vi siano rischi per il bambino, i medici optano per l’induzione del travaglio intorno alla 41-42esima settimana, soprattutto nei casi in cui la cervice è favorevole. Inoltre, tale scelta è assolutamente raccomandata dopo la 42esima settimana.

Secondo gli studi, in media il parto avviene alla 39esima settimana, ma i primi figli hanno meno probabilità di nascere in tempo: possono venire alla luce in ritardo, ma anche prima della 37esima settimana.

Al fine di prevenire i rischi e riconoscere tempestivamente eventuali segnali di sofferenza fetale, quando la gravidanza si protrae oltre le 40 settimane la gestante viene sottoposta a controlli periodici per accertare il benessere suo e del bebè, fino a programmare, se entro una certa data non accade nulla, l’induzione del parto.

Scritto da Francesca Belcastro
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