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Gioco antico: cucù

Gioco antico: cucù

Il gioco del Cucù è stato definito “chiave ironica di sano divertimento e simbolo della comunià d’appartenenza” da Nicolino Farina. Infatti il gioco del Cucù è proprio una metafora della vita stessa.

Come si gioca? Innanzitutto chiariamo che si basa sullo scambio di carte che simboleggiano svariati membri della comunità, senza alcuna eccezione di tipo sociale o culturale.

Ogni giocatore prende una carta e decide se stare oppure passare. Esattamente come nella vita, la sorte decide sul cammino che ciascuno intraprende: infatti il giocatore in questione decide se tenere la carta o scambiarla con quella del giocatore successivo, il quale a sua volta decide se tenere la carta in suo possesso o scambiarla col giocatore successivo, e così via…

Ogni giocatore è costretto ad accettare lo scambio, a meno che non possegga come carta un re di qualsiasi seme: il cucù.

In questo caso deve scoprire la carta e lo scambio viene annullato. Alla fine del giro ogni giocatore deve scoprire la propria carta e coloro che possiedono i valori più bassi escono dal gioco.

Si gioca a puntate, mettendo i propri “pronostici” nel piatto. Dopo aver perso tre partite il giocatore viene eliminato e il vincitore della partita e dell’intero piatto è ovviamente l’ultimo giocatore rimasto.

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