Fasi del travaglio e parto in un parto vaginale

Le fasi del travaglio e il parto vaginale “classico”
si possono riassumere in tre fasi ordinate
:
1. Prima fase: dilatazione ed Effacement della fase di transizione della cervice;
2. Seconda fase: spinta e nascita;
3. Terza fase: consegna della placenta.

Un travaglio dura in media 14 ore anche se, naturalmente, può essere molto più lungo o più breve.
Per le mamme che hanno già partorito, la media tra travaglio e parto è di circa 8 ore.

Prima fase: Dilatazione e appianamento della cervice

A. Fase precoce (o latente): la cervice si dilata da zero a tre o quattro centimetri e questo primo passo nel cammino verso il parto dura in media dalle 6 alle 10 ore per una prima gravidanza, ma può essere molto più breve (soprattutto per chi ha già partorito) o molto di più.

Che cosa si verifica: in alcune donne, la cervice si dilata a tre centimetri ben prima di qualsiasi contrazione. Altre donne invece, possono avere contrazioni che non cambiano affatto la dilatazione cervicale. Ma, in generale, la fase in anticipo porta alcuni effacement (assottigliamento e ammorbidimento della cervice) e la dilatazione a tre centimetri per un periodo di ore o giorni.
Le contrazioni possono essere miti e un po’ irregolari, da 5 a 30 minuti di distanza, della durata di 30/45 secondi.

Si potrebbero verificare perdite di colore rosato e disagio addominale.
Si può verificare in questa fase anche una rottura delle membrane.

Cosa si può fare: la fase iniziale è a volte chiamata (cuor leggero), cioè “una fase di intrattenimento”, in cui è spesso utile concentrare la mente su altre cose.
Fino a quando le contrazioni sono ancora miti e distanziate di cinque o più minuti, le donne possono trascorrere il loro tempo a casa e mantenere uno stretto contatto con il medico di fiducia.

Se invece si trovano fuori casa può essere d’aiuto ascoltare musica, giocare a carte, o guardare la televisione.

B. Fase attiva: la cervice si dilata da quattro a sette centimetri. In questa fase inizia il lavoro di preparazione al parto, ed è il momento in cui la maggior parte delle donne inizia a lavorare più intensamente. Può durare una media di tre-sei ore per chi affronta il parto per la prima volta e circa la metà per chi ha già esperienza.

Che cosa si verifica: durante la fase attiva, le contrazioni di solito sono costanti, aumentando gradualmente di intensità e frequenza, da tre a cinque minuti. I dolori possono concentrarsi nella parte inferiore posteriore, addome o cosce, e possono essere così intensi da rendere difficile anche soltanto parlare. Potrebbero verificarsi perdite ematiche di colore rosato o brunastro.

Cosa si può fare: si dovrebbe svuotare la vescica, bere liquidi e praticare le tecniche di respirazione e/o rilassamento apprese durante il corso di preparazione al parto. Fare affidamento sul partner, per un aiuto e un incoraggiamento. Accettare di essere nervose e anche un po’ spaventate.

C. Fase finale: la cervice si dilata a otto-dieci centimetri. La fase finale della prima fase può durare da 20 minuti a due ore per neonati primi e più rapidamente nelle nascite successive.

Che cosa si verifica: le contrazioni durante questa fase sono solitamente intense, distanziate da uno a tre minuti circa. In questa fase è normale accusare stanchezza, tremori e nausea. Il corpo si sta preparando per la dilatazione completa. Si può sentire un forte bisogno di spingere con forte pressione nella zona rettale e bruciore e movimenti della testa del bambino verso l’apertura vaginale. Ma bisogna spingere solo nel momento in cui il medico darà il via libera, e cioè quando la cervice è completamente dilatata.

Cosa si può fare: con l’aiuto del partner, concentrarsi sulle tecniche di respirazione e rilassamento più idonee. Se c’è voglia di spingere e non è ancora tempo di farlo, lo staff medico sarà in grado di mostrare le tecniche più idonee attraverso la respirazione.

Seconda fase: Spinta e nascita

La seconda fase del parto inizia quando la cervice è completamente dilatata. Dura in media da mezz’ora a due ore nelle mamme che partoriscono per la prima volta. Nelle nascite successive, invece può durare da pochi minuti a due ore.

Che cosa si verifica: è continua la voglia di spingere giù e, non appena la cervice è completamente dilatata, probabilmente il medico darà il via per spingere. Alcune donne avvertono nausea e vomito. Si intensifica il dolore intorno alla zone perineale e vaginale e comincia a sporgere la testa del bambino al di fuori dell’apertura vaginale. A questo punto molte volte viene praticata un’episiotomia (un’incisione vulvo-vaginale che si effettua per facilitare il parto).
Potrebbe essere necessario spingere più dolcemente o lentamente per permettere alla testa e al corpo del bambino di emergere. Infine, con un’ultima spinta, il bambino sarà fuori….. nel mondo!

Cosa si può fare: aspettare le indicazioni del medico o infermiere che diranno il modo migliore per respirare e per spingere.

Terza fase: consegna della placenta

La nascita del bambino è seguita dalla consegna della placenta e può durare da pochi minuti a mezz’ora.

Che cosa si verifica: probabilmente sarete così assorte nel guardare il neonato che nemmeno vi accorgerete di questa fase. Il medico potrà chiedere di spingere per espellere la placenta. Potrebbero verificarsi crampi e dolore.

Cosa si può fare: potrebbe essere chiesto di appoggiare il bambino sul seno perchè questo stimola le contrazioni uterine oppure, il medico potrebbe massaggiare delicatamente l’addome per contribuire a stimolare la separazione placentare. Qui termina la terza fase e il parto si chiude.

  • Questi contenuti, tra cui consigli di medici e professionisti della salute, sono da considerarsi soltanto pareri personali. In relazione a eventuali domande e/o problemi, è sempre meglio consultare il proprio medico curante e/o uno specialista nel settore.
Scritto da Maria Giovinezza
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