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Essere mamma di un bullo oggi…

mamma di un bullo

Una delle paure più ricorrenti dell’essere mamma oggi è sicuramente quella di essere” mamma di un bullo“. Purtroppo la cronaca non aiuta, i giornali sono pieni di notizie riguardanti il bullismo in tutte le sue forme e collocazioni. La cosa che però fa più paura è l’omertà, il silenzio che circonda queste famiglie che di conseguenza non hanno riferimenti per affrontare tali situazioni.
Ma effettivamente che significa essere genitore e in particolare mamma di un bullo ? E come si gestisce tale esperienza ?Ci si danno tutte le colpe ? Si danno alla società ? No. Si cerca di capire innanzitutto.
Nella nostra società il successo sembra essere ormai il tutto della vita e il traino di tutte le nostre azioni.
Forse in questo va ricercata la voglia dei ragazzi di affermare la propria personalità, la propria autostima anche a discapito dei più deboli con qualunque mezzo e modo. Ma spesso la voglia di emergere spinge gli adolescenti a mostrare atteggiamenti e comportamenti al limite della legalità, non consoni affatto al senso di rispetto e di amicizia che dovrebbero forgiare i nostri rapporti umani.
Questi atteggiamenti sono risposta alla volontà di affermarsi come leader e trovano linfa anche nella voglia di lanciare una sfida se pur sbagliata agli “adulti “e attirarne la loro attenzione.Ma una volta individuate le possibili cause che scatenano il bullismo di mio figlio, quali strategie posso mettere in atto per cercare di arginare tale situazione?Vediamone alcune insieme:

Agire da mamma

Ascoltare: Ricorda non è solo colpa tua ,non è solo colpa sua! Molti si limitano a “sentire” ciò che i figli hanno da dire ed esaudire le loro richieste per non essere ulteriormente infastiditi ,oppure danno il secco “no” per concludere la conversazione.

E’ comprensibile che la vita sia frenetica e ci spinga a dover sempre “essere sul pezzo”, su tutto ma forse anche sui nostri figli siamo più presenti.
Non intendiamo solo fisicamente ma anche “ascoltando“, perché spesso tra le parole può nascondersi un malessere o una richiesta non palesata. Cosi potremo non solo eventualmente prevenire comportamenti del genere, ma potremo qualora siano già in atto (non giustificarli) ma cercare di trovare la chiave di lettura adatta.

Capire il perché: Una volta che abbiamo individuato la causa va affrontato il tema della risoluzione delle problematiche perché ammettere di avere un problema e poi non fare nulla per risolverlo equivale a giustificare quel problema .Quindi includere il ragazzo nella ricerca dei modi e dei tempi con cui risolvere la situazione .Bisognerà sicuramente fare anche un lavoro di introspezione per comprendere i fattori scatenanti e quindi sapere in quali ambiti operare .

Spiegare perché è un errore: Passaggio che spesso viene da molti trascurato è la spiegazione della negatività.

Va spiegato il perché è sbagliatolo sbagliata al livello legale e penale ma anche e soprattutto al livello morale ,perché lesivo della persona che lo fa e di quella che lo subisce .Quindi occorre soffermarsi a spiegare al ragazzo che ciò che ha fatto non è qualcosa che la società approva e nemmeno voi .

Agire insieme

Poniamoci nuovi obbiettivi: Questo è uno step importante affinché il ragazzo comprenda che un errore per quanto grave nella vita non deve condannarlo per sempre ma che si può sempre ripartire ponendo nuovi e più consoni obbiettivi. Questo abbinato alla possibilità di incanalare le potenzialità del ragazzo in qualcosa di costruttivo e divertente per lui stesso in primis potrebbe aiutare a distrarlo e a indirizzarlo verso hobby, sport o qualunque cosa lui desideri di positivo.

Costruiamo insieme: non lasciamo che questa situazione pregiudichi la nostra fiducia verso il ragazzo se ha sinceramente ammesso di aver sbagliato e ha iniziato a migliorare il suo comportamento non facciamogli sentire sempre il dubbio su ogni cosa o la paura che possa ricadere nei vecchi errori.

Insieme diamoci fiducia in fondo lui la sta dando a noi!

Fare insieme: la nostra società abitua i ragazzi ad essere indipendenti e autosufficienti in tutto e ciò è una caratteristica lodevole ma noi siamo una famiglia e quindi ritagliamoci sempre un po’ di tempo come tale. Passiamo tempo insieme, organizziamo ridiamo e scherziamo insomma Viviamo!

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