Cosa significa essere genitori di bambini sordi

Quando si diventa genitori ci sono delle cose che preoccupano fin da subito, tra questi l'udito del neonato: ecco cosa significa essere genitori di bambini sordi.

Quando nasce un figlio, chissà poi perché, ci sono un paio di cose che preoccupano particolarmente i genitori, soprattutto le mamme, sempre così apprensive. La prima son le dita: contare che il neonato le abbia tutte regolarmente al proprio posto, dieci nelle mani e dieci nei piedini.

La seconda cosa, il secondo timore che affligge maggiormente i neogenitori, è che il nascituro possa essere sordo. Per questo motivo si ha sempre un’attenzione particolare nei confronti delle sue reazioni verso le voci e i rumori circostanti. In questo articolo vediamo insieme cosa significa essere genitori di bambini sordi.

Essere genitori di bambini sordi

Se si hanno in famiglia dei parenti con problemi di sordità questo timore pare essere più fondato.

Si tratta, infatti, di una caratteristica che si tramanda geneticamente, dunque c’è senz’altro maggiore probabilità di riscontrarla se tra gli ascendenti esiste qualcuno con questo tipo di disturbo. Tuttavia si calcola che, addirittura nel 95% dei casi, nelle famiglie di bambini che nascono affetti da sordità non ci sia nessun altro soggetto che manifesti tale disabilità.

I primi dubbi e le prime perplessità

Dopo un periodo in cui si iniziano ad avere alcuni dubbi (il piccolo non si gira se chiamato, in caso di improvviso rumore forte non pare essere turbato minimamente, ecc.), si comincia a cercare qualche risposta.

È sbagliato farlo ma si cercano informazioni su internet, poi si inizia ad esprimere le proprie perplessità agli amici e ai parenti più vicini, si finisce col parlarne con il pediatra. Infine si approda in qualche studio medico specializzato per eseguire i test necessari. Si tratta, come dicevamo, di un processo che può essere più o meno lungo. Questo perché può capitare che uno o entrambi i genitori tendano a non voler vedere il problema.

Può succedere anche che siano i conoscenti a minimizzare, attribuendo il comportamento del piccolo a semplici attitudini caratteriali. Non è raro che anche il pediatra non sia subito convinto che sia necessario procedere con approfondimenti. Pertanto, possono passare anche diversi mesi, se non addirittura anni, prima che si giunga a una diagnosi certa e definitiva.

La presa di coscienza e l’accettazione

Dopo la fase, senz’altro dolorosa, della presa di coscienza, subentra quella, ancor più lunga, complessa e difficile, dell’accettazione. Quando si ha un figlio, lo si vorrebbe sano e perfetto sotto ogni punto di vista e si desidera per lui soltanto il meglio. Scoprire una disabilità di un certo tipo può essere veramente difficile da accettare. Questo è del tutto comprensibile, anche se in realtà forse soltanto chi in qualche modo ha conosciuto una sofferenza di questo tipo sa che cosa significhi esattamente. Tuttavia è importante mettere tutto l’impegno possibile per superare il dispiacere e lo smarrimento iniziali e trasformarli, poco a poco, in forza per reagire. Essere genitori di un bambino sordo vuole anche dire rimboccarsi le maniche e farsi artefici del suo futuro. E mai, per nessun motivo, bisogna far mancare amore a quel figlio un po’ imperfetto, forse, ma proprio per questo speciale.

Essere genitori di bambini sordi: cosa si può fare

Esistono livelli assai diversi di sordità e al giorno d’oggi esistono moltissimi rimedi assolutamente validi in grado di fornire le soluzioni migliori per ogni singolo caso. Potrebbe essere sufficiente una protesi acustica oppure, per le sordità più profonde, un vero e proprio impianto cocleare. Sarà fondamentale puntare su un lavoro logopedico svolto nel migliore dei modi, essenziale per sviluppare e conservare nel tempo un linguaggio adeguato. Potrebbe essere importante avvalersi dell’aiuto di un educatore a sua volta sordo, capace di fornire la giusta competenza e anche di essere un esempio e uno stimolo per comprendere che ce la si può fare, senza mai mollare. Utilissimo, anche per i genitori ed eventuali fratelli o sorelle, potrebbe essere imparare il linguaggio dei segni. Per avere le prime indicazioni e per trovare appoggio, comprensione e consigli davvero utili ed efficaci, è sempre bene contattare un’associazione per sordi di comprovata serietà.

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