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Epilazione laser e gravidanza: scopriamo tutta la verità

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La gravidanza per una donna è un momento magico, durante il quale osserva con stupore e aspettativa i cambiamenti del proprio corpo. Il pensiero principale è rivolto al piccolo essere vivente che sta crescendo e al futuro con lui, ma intanto la vita continua anche il suo corso e bisogna preoccuparsi delle cose più semplici di tutti i giorni come la depilazione, ad esempio.

Perché preferire l’epilazione

Come è noto, l’utilizzo di rasoi e cerette (che in gravidanza potrebbero anche portare a una maggiore rottura dei capillari durante lo “strappo”) risolve la questione dei peli superflui solo in maniera temporanea: questi si ripresenteranno, e persino più forti di prima. Per eliminare definitivamente il problema, bisogna ricorrere all’epilazione laser. Questa modalità elimina il pelo fino alla radice, perché il raggio del laser distrugge il follicolo in profondità senza danneggiare le aree di pelle circostanti. La melanina, che determina il colore della cute ma anche dei peli, contribuisce ad assorbire il calore, trattenendolo e rendendolo più efficace nella sua azione: per questo sulle pelli più chiare, dai peli meno pigmentati, il trattamento può risultare meno incisivo. Inoltre, va anche detto che l’intervento si rivela ancora più risolutivo su peli più grossi come possono essere quelli delle gambe, della zona bikini e delle ascelle.
Ovviamente, sarà necessario dedicare più sedute a questo tipo di epilazione, perché si riveli veramente definitiva e solo affidandovi a mani esperte avrete risultati visibili già dopo poco tempo. Il periodo migliore per sottoporsi a tali sedute è quello invernale, in quanto non bisognerebbe esporsi al sole dopo il trattamento, e fare comunque una prova su una piccola porzione di pelle in via preventiva, per saggiarne la sensibilità. L’epilazione laser non arreca nessun disturbo particolare, a parte qualche eventuale arrossamento momentaneo ma andrebbe valutata con un dermatologo in caso di presenza diffusa di nei.

Per la futura mamma

La prima cosa da fare, se si è in dolce attesa e si vuole procedere con l’epilazione laser, è consultarsi con il medico ginecologo. In assenza di problematiche particolari, questo tipo di trattamento non è controindicato (il periodo suggerito va, grosso modo, tra il terzo e il settimo mese di gestazione) e non provoca danni, ma si sconsiglia l’applicazione in prossimità della zona genitale o comunque nei pressi della cosiddetta “linea nigra”, la striscia di pelle più scura che attraversa il pancione verso metà della gravidanza. Stessa accortezza va prestata anche vicino al seno, su cui in gravidanza possono comparire dei peli superflui. Durante le sedute, possono insorgere sensazioni fastidiose a livello epidermico in virtù degli sbalzi ormonali e, in caso di ridotta tolleranza, sarebbe preferibile rimandare il tutto a dopo la nascita del bambino. In linea di massima, a meno che il trattamento non sia già iniziato prima della scoperta del lieto evento, attendere la fase post-parto può rivelarsi più conveniente, in quanto non si rischia di interrompere a causa del fastidio. Inoltre, ogni singola seduta arriva a durare anche qualche ora, specie in zone estese come le gambe e per una donna col pancione o le nausee l’intera operazione potrebbe risultare scomoda o persino snervante.
Infine, come già accennato, gli ormoni a livelli alterati portano spesso a un aumento della crescita dei peli, persino in zone insospettabili quali il seno. Quindi, in definitiva, seppure l’epilazione laser non comporti rischi per la donna in gravidanza, sarà lei stessa a valutarne l’utilità, i benefici e le sensazioni più o meno sgradevoli sulla pelle.

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