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Come si manifesta la difterite e come curarla

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La difterite è un'infezione contagiosa che colpisce la rinofaringe. I sintomi sono molteplici, ma ce ne sono alcuni specifici che aiutano a riconoscerla.

Sono ancora molti coloro che soffrono di un problema come la difterite nel mondo, ma molti non sanno come si manifesta. Si tratta di una patologia di cui non si sa moltissimo. Ecco perciò qualche importante aspetto che bisogna considerare e che permetterà di riconoscerla in maniera corretta.

Difterite: cos’è?

La difterite non è altro che un’infezione acuta che ha la caratteristica di essere molto contagiosa. Questa è causata da un batterio noto come Corynebacterium diphtheriae di cui esistono diversi ceppi che sono in grado di colpire sia la rinofaringe che la cute. Bisogna fare comunque molta attenzione a questa contaminazione che presenta tra le sue complicazioni la produzione di una tossina capace di creare gravi danni a cuore e reni.

La difterite si trasmette specificamente per contatto diretto con le secrezioni nasali o faringee di un infettato, o anche con lesioni cutanee infette.

I sintomi possono comunque variare molto in base alla zona che è stata infettata e soprattutto a seconda del ceppo che la causa. Ad oggi si può dire che la difterite colpisce in qualsiasi età e che riguarda essenzialmente i bambini che non hanno avuto un vaccino. In questa fascia d’età si registrano ancora svariati casi nei paesi più poveri, in particolare quelli con un clima temperato dove l’infezione si sviluppa nel periodo invernale.

La difterite si può curare

Negli ultimi tempi l’argomento infezioni è diventato qualcosa di molto delicato. Vale perciò la pena considerare come aspetto principale che di difterite si guarisce e non si corre alcun tipo di pericolo. Le complicazioni riguardano in primo luogo persone immunodepresse o che abbiano già importanti problemi di salute. Il decorso di questo disturbo è perciò benigno e le sue complicazioni, seppur rare, riguardano il cuore e il sistema nervoso.

Possono infatti insorgere delle aritmie ventricolari che potrebbero esporre la persona a miocardite o anche ad arresto cardiaco. Mentre per quel che riguarda i problemi al sistema nervoso, le complicazioni potrebbero causare disturbi della vista, paralisi, disfagia e reflusso.

La diagnosi della difterite viene effettuata mediante un esame che prevede la colorazione Gram che permette di identificare efficacemente il batterio. La terapia, ad oggi, utilizzata per curare la difterite prevede il siero antidifterico come prima linea. Questo è in grado di bloccare l’azione pericolosa delle tossine che vengono attivate nell’organismo dopo l’infezione. Oltre a dover precisare che gli antibiotici possono essere di grande aiuto per debellare qualsiasi pericolo legato all’infezione. Esiste comunque un vaccino trivalente, quello che prevede la copertura anche contro tetano e pertosse. Ecco perché la difterite è una di quelle malattie infettive che nei paesi occidentali sono ormai ampiamente superate.

Difterite: come si manifesta

La difterite si manifesta dopo un periodo di incubazione che dura al massimo cinque giorni. I primi sintomi che possono manifestarsi in caso di infezione a livello della mucosa orofaringea sono irritazione della gola, dolore, febbre non altissima e anche perdita dell’appetito per qualche giorno. Nell’arco di qualche giorno (massimo due-tre) sulle tonsille si forma una membrana da colore grigio-biancastro, che è una delle caratteristiche dell’infiammazione causata dal batterio. Questo elemento è un segno inconfondibile di questo tipo di infezione. Tale lesione della mucosa potrebbe anche arrivare a sanguinare nel giro di qualche giorno, per poi assumere un colore diverso, tra il nero ed il verde scuro.

Sintomi molto diffusi per la difterite sono anche dolore delle vie respiratorie, ostruzione e gonfiore nella zona del collo. Altri sintomi di cui non si può fare a meno di parlare sono l’astenia e i brividi, oltre a dispnea, edema, faringite, formicolio alle gambe, labbra gonfie, linfonodi ingrossati e mal di testa.

In ogni caso essi tendono a variare da persona a persona, per cui è bene farsi visitare da personale medico nel caso si dubiti di avere questa infezione.

© Riproduzione riservata

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