Diabete gestazionale: cos’è e come si cura

Il diabete gestazionale colpisce circa il 10% delle donne in dolce attesa: cosa è, quali sono i sintomi e come si cura.

Il diabete gestazionale è una forma di diabete che si sviluppa durante la gravidanza e può riguardare circa una futura mamma su dieci. Si tratta di un diabete “temporaneo”, perché nel 90% dei casi le donne guariscono dopo la nascita del bambino.

Contrarre il diabete in gravidanza non significa che il bimbo ha il diabete, come spesso le mamme temono inizialmente. In ogni caso non si tratta di un problema da sottovalutare: scopriamo cos’è il diabete gestazionale, quali sono i rischi e come si cura.

Diabete gestazionale: cos’è

Il diabete gestazionale è una forma di diabete che si riscontra per la prima volta in gravidanza, anche se potrebbe essere presente già prima e non essere ancora stato diagnosticato.

Si tratta di una condizione che rende la gravidanza “a rischio” per una maggior frequenza di complicanze materno-fetali e richiede pertanto che la donna si attenga scrupolosamente a un dato stile di vita e che sia costantemente sotto controllo medico. Si stima che colpisca circa il 10% delle donne in dolce attesa, ma il dato è drammaticamente in aumento a causa di alcuni fattori di rischio. L’insorgenza del diabete gestazionale può essere agevolata da alcuni fattori di rischio, come:

  • familiarità per diabete mellito di tipo 2;
  • età della madre superiore ai 35 anni;
  • diabete mellito gestazionale in una gravidanza precedente;
  • macrosomia in una gravidanza precedente;
  • sovrappeso/obesità prima della gravidanza;
  • glicosuria (presenza di zuccheri nelle urine);
  • gruppo etnico di appartenenza;
  • sindrome dell’ovaio policistico.

I sintomi

In generale, questa particolare forma di diabete non dà particolari sintomi o segni. In alcuni casi, però, si possono presentare:

  • aumento ingiustificato della sete;
  • aumento della diuresi;
  • perdita di peso nonostante l’aumento della fame;
  • infezioni frequenti, come per esempio cistiti ricorrenti;
  • disturbi alla vista.

Test di screening: come e quando

Il test è semplice e consiste in una “curva da carico orale di glucosio”. Dopo aver effettuato un prelievo di sangue a digiuno per valutare la glicemia, si beve un bicchiere d’acqua che contiene 75 grammi di glucosio.

In seguito si fanno due ulteriori prelievi di sangue, a distanza di un’ora e di due ore, per valutare i nuovi livelli di glicemia. Il test deve essere eseguito tra la 16esima e la 18esima settimana di gravidanza, in presenza di:

  • diabete gestazionale in una gravidanza precedente;
  • obesità (BMI ≥ 30);
  • valori di glicemia nel sangue compresi tra 100 e 125 mg/dL.

Qualora il risultato del curva sia normale, l’esame va ripetuto tra la 24esima e la 28esima settimana.

Il test viene invece effettuato per la prima volta tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza in presenza di determinati fattori:

  • età ≥ 35 anni;
  • BMI prima della gravidanza ≥ 25;
  • bimbo nato con un peso superiore a 4,5 kg in una precedente gravidanza;
  • diabete gestazionale in una precedente gravidanza;
  • storia familiare di diabete;
  • famiglia originaria di aree ad alta prevalenza di diabete, come Asia meridionale, Caraibi, Medio Oriente.

Cosa comporta avere il diabete gestazionale

Questa patologia può presentarsi in forma lieve o grave, ma in qualsiasi caso può rendere complicata la gravidanza, sia per la madre che per il bambino. Il neonato può arrivare a pesare più di 4 kg alla nascita, rendendo quindi il parto più difficile, e potrebbe sviluppare in seguito patologie del metabolismo. La madre, invece, può sviluppare ipertensione in gravidanza e il diabete può diventare manifesto. Quasi la metà delle donne che contraggono questa patologia in gravidanza a distanza di 10 anni sviluppa poi il diabete di tipo 2. La gestione del diabete in gravidanza deve essere valutata a seconda della situazione individuale.

Come si cura questa forma di diabete

L’obiettivo terapeutico è il raggiungimento e il mantenimento di un buon controllo della glicemia nel corso di tutti e nove i mesi. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale:

  • seguire una corretta alimentazione;
  • fare attività fisica in maniera responsabile;
  • sottoporsi a terapia insulinica;
  • monitorare spesso i valori glicemici.

Durante la gravidanza si considerano valori ottimali una glicemia <90 mg/dL a digiuno e <120 mg/dL dopo un’ora dal pasto. Se non sono sufficienti una dieta adeguata e una costante attività fisica si ricorre quindi a terapia insulinica. Nel 95% dei casi le pazienti guariscono dal diabete gestazionale dopo il parto. Nonostante ciò, i controlli proseguono anche a 6-12 settimane dalla nascita del bambino, facendo un nuovo test con la curva da carico. A seconda dei risultati, saranno poi gli specialisti a consigliare alla neomamma il da farsi.

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