Cura per stafilococco aureo in gravidanza

Un’infezione da stafilococco è provocata da un batterio, lo stafilococco aureo, molto diffuso nell’ambiente, può essere presente sui pavimenti, sugli oggetti di uso comune o anche in alcuni cibi, come latte crudo non pastorizzato, insaccati, carne cruda, uova, frutta e verdura.

Generalmente s’insidia nella pelle, provocando affezioni cutanee che si manifestano con bolle, foruncoli, pustole piene di pus oppure può vivere nelle mucose della bocca, del naso e della gola senza dare particolari problemi e fastidi, ma se penetra nell’organismo attraverso una ferita o con l’ingerimento di cibi contaminati può dar luogo a vari sintomi, tra cui nausea, vomito, diarrea, disidratazione, pressione bassa, fino ad arrivare a patologie più gravi come la polmonite e la sepsi.

Secondo degli studi recenti, se lo stafilococco aureo viene contratto in gravidanza non ci sono particolari rischi per il feto, né si può incorrere in aborti spontanei, le possibilità che l’infezione possa trasmettersi al bambino sono molto basse, ma è comunque necessario trattarla in maniera adeguata, poiché nel caso in cui la gestante abbia qualche ferita le colonie batteriche potrebbero insediarsi all’interno a del corpo, provocando pericolose complicazioni. Di solito la terapia più sicura durante il periodo della gestazione prevede la somministrazione di antibiotici appartenenti alla famiglia della Penicillina, in particolare della Meticillina e, per le donne che sono allergiche alla Penicillina, ci sono altri antibiotici che risultano efficaci. Sono invece da evitare i farmaci a base di antibiotici che fanno parte del gruppo delle Tetracicline, perché possono danneggiare l’udito del feto.

Più alto è il rischio di trasmissione dell’infezione dalla madre al piccolo durante l’allattamento, specie se c’è una ferita aperta sulla pelle della mamma oppure se il batterio è presente nelle cavità nasali o nella bocca del bimbo, la madre può contrarre una mastite, ovvero un’infiammazione molto dolorosa del seno. Qualora la donna che allatta sia sottoposta ad un trattamento antibiotico, non ci sono particolari problemi per il bambino, a meno che quest’ultimo non sia allergico al principio attivo del farmaco assunto dalla madre e potrebbe essere colpito da diarrea o da rash cutaneo. In tal caso il medico provvederà alla sostituzione del farmaco.

Durante la gravidanza si verificano dei notevoli cambiamenti ormonali all’interno dell’organismo che rendono il sistema immunitario più vulnerabile e le donne sono più esposte al rischio di infezioni, pertanto è necessario adottare delle norme di prevenzione per evitare di venire a contatto con il batterio, come lavarsi spesso le mani ed evitare cibi crudi o poco cotti. Se in famiglia c’è una persona già affetta, è bene far attenzione a non condividere asciugamani, rasoi e altri oggetti personali. Inoltre è opportuno evitare di frequentare i bagni pubblici.

Scritto da Antonietta Zazzara
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