Cresce il desiderio sessuale in gravidanza?

Il desiderio sessuale in gravidanza cambia. Quando aumenta e quando no? Fattori di influenza e accortezze nei rapporti sessuali.

La gravidanza è un periodo importantissimo nella vita di ogni donna. In genere aumenta il bisogno di coccole, di sentirsi al centro di tutto, di essere desiderata. La donna incinta desidera di più il partner. Il desiderio sessuale in gravidanza aumenta, ma non sempre.

Ecco perché, quando accade e come vivere senza paura e stress i rapporti amorosi col partner durante la dolce attesa.

Ormoni in gravidanza

In gravidanza il corpo della donna subisce modificazioni importanti. Ciò avviene sia a livello esteriore che interiore.

Esteriormente la donna vede pian piano aumentare la propria pancia come primaria culla del proprio bambino.

Nel suo corpo infatti sta nascendo e crescendo una nuova vita e tutto ciò grazie a una serie di meccanismi che favoriscono questo processo.

Quando avviene il concepimento, in determinati periodi favorevoli, la vita inizia il suo sviluppo nell’utero materno. Contestualmente alla sua crescita, si modificano anche molti valori dell’organismo materno.

Tra questi gli ormoni. Nella vita di una donna gli ormoni femminili e maschili crescono e diminuiscono in base a processi innati e fisiologici. Alcuni di essi sono direttamente responsabili della crescita o della diminuzione del desiderio sessuale in gravidanza.

Quelli coinvolti in questo processo sono il progesterone, gli estrogeni e gli ormoni della gravidanza.

Il progesterone tende a diminuire il desiderio sessuale. Gli estrogeni, al contrario, lo aumentano, mentre gli ormoni gravidici facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica.

Anche la dimensione del muscolo uterino, in aumento durante tutta la gravidanza, permette di aumentare il desiderio sessuale della donna. Questo muscolo infatti permette di percepire meglio le contrazioni uterine durante e dopo il rapporto sessuale.

Primo trimestre

Nel corso dei 9 mesi di gravidanza gli ormoni della donna subiscono modificazioni dei propri livelli, facendo conseguentemente diminuire o aumentare il desiderio sessuale.

Il primo trimestre di gravidanza è un periodo piuttosto critico per la futura mamma che può avvertire piccoli o più importanti disturbi legati proprio all’annegamento della nuova vita nel suo utero.

Le nausee possono infastidirla non poco, crampi e dolcetti al basso ventre possono dare noia e i livelli di progesterone aumentano proprio in funzione a queste modificazioni.

Il progesterone fa diminuire il desiderio sessuale in questa prima fase della gravidanza.

Secondo trimestre

Nel corso del secondo trimestre, invece, la donna vive un periodo idilliaco. Il suo corpo si è adattato alla gravidanza, le forme iniziano ad arrotondarsi e lei si sente decisamente meglio. Si sente bene nel suo nuovo stato, si sente bella e femminile.

Ora aumenta anche il livello di estrogeni che aumentano, di conseguenza, la libido e la vascolarizzazione a livello vaginale.

Contestualmente gli ormoni gravidici facilitano la lubrificazione e la risposta orgasmica che permettono alla donna di lasciarsi andare con serenità al rapporto sessuale.

Terzo trimestre

Nel terzo trimestre, nonostante gli estrogeni continuino ad aumentare così come gli ormoni gravidici, può non crescere allo stesso modo il desiderio sessuale.

La donna ha ora una pancia piuttosto ingombrante che rende difficile l’espletazione del rapporto sessuale o comunque lo limita parecchio.

Inoltre, molte donne iniziano ad avvertire la pressione e i timori del parto. Alcune stanno attente più che mai alle contrazioni uterine (stimolate durante il rapporto sessuale).

Libertà, no stress

Per molte donne, un altro fattore coinvolto nell’aumento del desiderio sessuale in gravidanza, è la libertà di poter avere rapporti liberi con il partner senza timore di incorrere in una nuova gravidanza.

Molti infatti sono costretti a prestare particolare attenzione ai giorni in cui avere rapporti oppure non li hanno completi per via della possibilità di rimanere incinta.

Un altro fattore determinante e coinvolto nell’aumento o nella diminuzione del desiderio sessuale è certamente lo stress.

Lo stress influenza molti aspetti della vita (se non tutti) e tra questi la libido. Quando si è più stressati, cala questo desiderio. Al contrario quando si vive più rilassati e senza stress (come in vacanza, ad esempio), il desiderio sessuale aumenta.

Rapporti in gravidanza

Se la gravidanza è fisiologica e non si riscontrano problematiche particolari l’attività sessuale in questo periodo è sicura.

Non vi sono infatti controindicazioni precise per avere rapporti sessuali in gravidanza, solo alcuni accorgimenti e alcune accortezze da considerare.

Anzitutto è importante che la donna non avverta dolore o fastidio durante l’atto sessuale. Se ciò dovesse avvenire, anche se tutto la gravidanza controllo, è bene interrompere immediatamente il rapporto.

Una seconda attenzione da porgere è la pressione che si esercita durante l’atto sessuale sull’addome. La donna non deve avvertire particolare pressione in questa zona, in caso contrario dovrebbe cessare l’atto sessuale.

Infine, è consigliato che sia la donna a scegliere la posizione più comoda affinché si senta bene e a proprio agio durante il rapporto.

Rapporti: quando evitarli

Meglio evitare categoricamente ogni rapporto sessuale in gravidanza nel caso in cui la gravidanza stessa sia a rischio.

La gravidanza è a rischio quando possono manifestarsi aborto spontaneo, perdite ematiche, ipercontrattilità, parto prematuro, placenta previa, rottura prematura del sacco amniotico.

Scritto da Mammemagazine
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sessuologo comportamentale
11 Settembre 2014 9:47

per un basso desiderio sessuale (sia nella donna sia nell’uomo) oggi ci sono provati percorsi di cura, anche non farmacologici. Referente sul problema è – in assenza di evidenti cause organiche – il sessuologo clinico (preferibilmente se anche psicoterapeuta e con formazione universitaria, certificata, post lauream, in “sessuologia clinica”). Tuttavia un calo significativo del desiderio sessuale può avere varie cause e situazioni di mantenimento che in fase di valutazione clinica devono essere individuate considerando attentamente anche il punto di vista del partner, così come dettagliato anche alle pagine 312, 323,, 484, 486 de Il manuale pratico del benessere (Ipertesto editore)… Leggi il resto »

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