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Cosa sono gli ossiuri e come prevenire i vermi

ossiuri

Gli ossiuri consistono in piccolissimi vermi parassiti che possono infestare l’intestino umano. Essi si contraggono ingerendo le loro uova, che possono trovarsi su diverse superfici, in particolare cibo oppure giocattoli dei bambini. Il principale sintomi che contraddistingue la patologia consiste in un fastidioso bruciore che riguarda la zona perianale. Tuttavia, il metodo migliore per riscontrare la loro presenza, per quanto disgustoso possa sembrare, è quello di osservare le proprie feci.

Attraverso l’evacuazione, infatti, si espelle normalmente una parte di questi vermi. Tuttavia, non è sicuro che risultino osservabili a occhio nudo, mischiati agli escrementi, a causa delle loro piccole dimensioni. Le femmine misurano tra gli otto e i tredici millimetri mentre i maschi, più piccoli, non superano mai il mezzo centimetro.

Ossiuri cosa sono

Come abbiamo spiegato, gli ossiuri sono questi piccoli vermi intestinali. Essi colpiscono maggiormente i pazienti in età pediatrica e, proprio per tale ragione, vengono popolarmente denominati ‘vermi dei bambini’. Il motivo per cui i bimbi sono maggiormente interessati è semplice: si espongono maggiormente a situazioni di contagio e di auto-contagio.

La trasmissione, come accennavamo, avviene ingerendo le uova dei vermi. I bambini hanno l’abitudine di portarsi alla bocca oggetti e giocattoli, talvolta infetti. In questo caso si realizza la trasmissione diretta. Un altro importante veicolo per le uova è invece rappresentato delle mani dei piccoli. I bambini infatti spesso giocano nella terra o nel fango ma anche su superficie meno sporche, come i pavimenti, ma passibili di essere infestate dalla uova in questione. Inoltre, gli infanti non hanno l’abitudine di lavare spesso le mani, portandole alla bocca ancora sporche.

Così, nel momento in cui le uova vengono ingerite, scendono per schiudersi a livello del duodeno. Dunque sprofondano nelle cripte del duodeno e dell’ileo per poi trasformarsi in vermi adulti e migrare nel cieco. Sarà solo in un momento successivo, dopo circa venti o quaranta giorni dall’ingestione delle uova, che i vermi si manifesteranno a livello anale, provocando il tipico fastidioso prurito.

Come mai? Le femmine degli ossiuri non depongono le uova nell’intestino, bensì nei loro ureteri. Quando questi si riempiono, il verme si stacca dalla mucosa del cieco per migrare verso l’ano.

Qui depone circa 12.000 uova e poi muore. Le uova si schiudono nel giro di circa sei ore e presentano un aspetto convesso e appiattito. Sussiste poi il problema del già citato auto-contagio. Come avviene? Nel momento in cui la femmina del verme scende nell’ano per depositarvi le uova, causa in questa zona una fastidiosa sensazione di bruciore e prurito. Il paziente, specialmente se in età infantile, cederà facilmente alla tentazione di grattare la suddetta area con le mani.

Dato che i bambini prestano normalmente minore attenzione all’igiene personale e portano più spesso le mani alla bocca, spesso riporteranno le uova nel proprio corpo in questo modo. La diagnosi può essere effettuata in diversi modi, in particolare tre.

Come abbiamo detto, il metodo più diretto e immediato consiste in una osservazione delle feci della persona che si sospetta essere infetta. Tuttavia, tale metodo si rivela spesso fallace a causa della ridotta dimensione degli ossiuri, che talvolta risultano talmente piccoli da non poter essere scorti a occhio nudo.

Esami clinici

Le due alternative che vanno per la maggiore sono l’analisi parassitologica delle feci stesse oppure lo scotch test. Questo ultimo esame si effettua in modo abbastanza semplice ma occorre sottoporvi il paziente per tre giorni consecutivi, al mattino appena sveglio. Un piccolo adesivo trasparente viene applicato sulla zona perianale e lì lasciato per qualche secondo. Viene dunque rimosso e appiccicato a un vetrino. Il vetrino in questione dovrà quindi essere osservato al microscopio ottico, dopo essere stato immerso in uno specifico liquido. Il suddetto procedimento è considerato unanimemente il più efficace per determinare se nelle feci sono presenti uova di ossiuri.

Come prevenire i vermi

Esistono alcune tecniche con le quali è possibile prevenire, se non scongiurare completamente, il contagio da ossiuri.

Innanzitutto occorre lavare spesso le mani e tenere anche le unghie ben pulite, nonché corte, in particolare se si presenta la tentazione di grattarsi. Al mattino, appena svegli, occorre provvedere con molta attenzione alla propria igiene intima. In questo modo sarà possibile rimuovere dalle pieghe anali le uova deposte dalle femmine durante la notte. Biancheria intima, lenzuola e asciugamani non devono mai essere condivisi con nessuno, neanche in condizioni normali. Quelli del paziente affetto dovrebbero poi essere lavati spesso e ad alte temperature, ovvero 60 gradi.

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