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Come riconoscere gli orecchioni senza avvertire febbre

orecchioni

Ecco i principali sintomi degli orecchioni e le cause che possono far scaturire l'infezione

Gli orecchioni si definiscono clinicamente parotite epidemica. Si tratta di una malattia infettiva provocata da virus, che si diffonde generalmente attraverso la saliva. In particolare, il microrganismo responsabile del contagio prende il nome di virus parotitico. In virus attraversa il tratto respiratorio dell’apparato umano, dove avviene l’infezione, fino alle ghiandole parotidi.

Qui inizia a riprodursi a un ritmo frenetico causando il caratteristico gonfiore delle ghiandole in questione. In alcuni casi, il virus potrebbe persino raggiungere il liquido cerebrospinale. Si tratta del fluido che circonda e protegge il sistema nervoso centrale. Una volta raggiunto questo, il virus può diffondersi all’interno di tutto l’organismo della persona colpita, interessando così cervello, ovaie o testicoli e pancreas.

Parotite

Ma come si trasmette il virus responsabile degli orecchioni? Il veicolo della malattia risulta sempre la saliva, che può contagiare per contatto diretto oppure indiretto. Il contatto indiretto può avvenire in due modi. Il più immediato avviene quando si condividono alcuni oggetti di uso comunque, come posate, tovaglioli o asciugamani, che possono facilmente trattenere tracce di saliva infetta, Il secondo si verifica invece quando la persona infetta tocca il proprio naso o bocca, raccogliendo una consistente carica virale, e poi tocca qualsiasi oggetto, tipicamente le maniglie delle porte.

Come contrarre il virus

Qualunque persona che tocchi a sua volta con le mani l’oggetto infetto per poi portarle a contatto con una mucosa può contrarre il virus.

Il contatto diretto si realizza invece in tutte quelle circostanze in cui la persona infetta tossisce, starnutisce o anche, semplicemente, parla. Così facendo, vengono rilasciate minuscole goccioline di saliva contenenti il virus responsabile dell’infezione, che possono essere respirate e inalate da un altro individuo. I soggetti colpiti dalla parotite non risultano contagiosi per tutta la durata della malattia, ma comunque per un lasso di tempo sufficientemente lungo.

In particolare, sembra che il periodo contagioso si estenda da un paio di giorni prima della comparsa del gonfiore sino a diversi giorni dopo. Quando l’infezione interessa anche le ghiandole salivare, i tempi di contagio si allungano. In questo caso, infatti, il rischio può partire anche da sei giorni prima rispetto alla comparsa dei sintomi e continuare sino a quattro giorni dopo la manifestazione degli stessi. Pur non presentando alcun sintomo, una persona infetta è in grado di contagiare il prossimo. Il rientro a scuola, al lavoro o nei circoli sportivi è consigliato solo nove o dieci giorni dopo il momento di insorgenza dei sintomi, per non rischiare di diffondere la malattia agli altri.

Esistono alcune possibili complicazioni, fortunatamente piuttosto rare, che dipendono dagli orecchioni.

Conseguenze virus

Per quanto poco frequenti, esse risultano anche gravi. La parotite può infatti causare gonfiore localizzato nel cervello e in altri organi. Due complicazioni rare ma possibili consistono in encefalite, ovvero l’infiammazione del cervello, e meningite, ovvero l’infiammazione che colpisce midollo spinale e rivestimento del cervello. Negli adulti e negli adolescenti la parotite potrebbe anche causare complicazioni che si riflettono, a seconda del sesso, su ovaie o testicoli. Negli uomini tale problema che interessa le gonadi sembra avere una incidenza maggiore colpendo circa un quarto dei pazienti contro un ventesimo delle pazienti di sesso femminile. Normalmente tali infiammazioni sono accompagnate da dolore addominale, nausea e febbre alta e possono protrarsi per giorni, ma molto raramente provocano problemi di sterilità.

Sintomi orecchioni

I sintomi degli orecchioni si manifestano parecchio tempo dopo la contrazione della malattia. Tra il contatto con il virus e la comparsa dei primi segnali, infatti, trascorrono normalmente tra i quattordici e i venticinque giorni.

Il tempo di incubazione medio si attesta sui diciassette giorni. Tuttavia, nei giorni che precedono la comparsa del caratteristico gonfiore è possibile che giungano altri sintomi.

Gonfiore ghiandole

In particolare, il quadro sintomatico è caratterizzato da perdita di appetito, dolori muscolari, mal di testa e sensazione di generale malessere e una febbre, in genere non particolarmente elevata, che persiste per tre o quattro giorni. Il sintomo chiave, comunque, risiede nel gonfiore che può colpire una sola o entrambe le ghiandole parotidi, ovvero quelle che si occupano della produzione della saliva e che si situano indicativamente tra la mascella e l’orecchio. Il gonfiore può risultare altresì doloroso. In tal caso, il dolore aumenta quando la persona parla, mastica, mangia oppure beve succhi di frutta o bevande acide. Il gonfiore inizialmente riguarda l’area sottostante all’orecchio ma in breve tempo, circa tra uno e tre giorni, si estende in avanti e verso il basso. In un quarto dei casi l’infezione colpisce un solo lato del volto e, in altre circostanze, il gonfiore si manifesta in momenti diversi da un lato e dall’altro.

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