Come insegnare ai bambini a gestire lo stress: le tattiche da usare

I figli, sopratutto i più piccoli, metabolizzano le situazioni a modo loro, ecco perché è importante insegnare sin da subito ai bambini come gestire lo stress: di seguito alcuni consigli pratici.

Lo stress è qualcosa di subdolo e dannoso che si deve imparare a gestire per non esserne travolti. Sempre più spesso però questo stato di abbattimento può interessare anche i bambini più o meno piccoli. È importante insegnare ai bambini a gestire lo stress e come farlo, sia per dare loro un utile strumento di vita, sia per evitare che con il passare del tempo lo stress possa dar luogo a comportamenti autodistruttivi o somatizzazioni.

Come insegnare a gestire lo stress ai bambini

La prima cosa da tenere sempre a mente è che i figli, più o meno grandi, sono molto resistenti a livello mentale a patto che sappiano cosa devono affrontare. Questo è vero anche per gli adulti, ma nei bambini assume un’importanza fondamentale. Quello che stressa davvero un bambino, con effetti diversi a seconda dell’età, è non capire cosa sta succedendo.

Facciamo un esempio che racconta anche di una situazione tipica di stress nei figli: la separazione.

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Il bambino capisce benissimo se c’è qualche attrito tra i genitori, ma se nessuno gli spiega la situazione finirà per incolparsi della fine del matrimonio di mamma e papà. Ecco perché il primo passo per aiutare un bambino a gestire lo stress è spiegarli in modo per lui comprensibile cosa sta succedendo.

Cosa causa stress nei bambini

Una seconda cosa da sapere è ciò che è fonte di stress per i figli.

Si tratta di cose alle quali un genitore potrebbe non pensare, come:

  • troppi compiti;
  • troppe responsabilità;
  • troppo rumore e stimoli;
  • tensioni in casa;
  • malattie;
  • aspettative eccessive dei genitori stessi.

Per parlare ad un figlio è necessario prima valutare la sua fascia d’età. I bambini più piccoli potrebbero non capire tutto esattamente: invece di omettere i problemi, sarebbe bene usare parole di loro utilizzo e molti esempi pratici. In questo modo si potrà spiegare innanzitutto la situazione, facendo sempre attenzione a rassicurare il bambino che nulla è stato causato per colpa sua.

Con i bambini più grandi, dai 10 anni in su, si possono usare anche ragionamenti per farli arrivare in prima persona al cuore del problema. Mentre i bambini piccoli vanno rassicurati, gli adolescenti andrebbero coinvolti. Mettiamo il caso che un compagno di scuola sia malato: il ragazzo potrebbe avere paura di contrarre la stessa malattia senza sapere come razionalizzare la cosa. In questo caso lo si può aiutare facendo con lui delle ricerche su quella malattia per aiutarlo a gestire lo stress.

Suggerimenti pratici per gestire lo stress

Ecco come si può attivamente aiutare i propri figli in situazioni che per loro sono insostenibili, per evitare che si possano instaurare problemi più gravi:

  • creare empatia: la prima cosa che un figlio deve percepire è l’accoglienza del genitore. Un bambino o un adolescente deve poter sapere che può parlare di tutto. Quindi la prima necessaria cosa da fare è creare un clima di fiducia incoraggiando il figlio ad aprirsi;
  • ascoltare senza pregiudizi: un figlio potrebbe anche non andare spontaneamente da un genitore, ma di certo manifesterà alcuni segnali tipici di stress che sono diversi a seconda dell’età. I bambini piccoli potrebbero ad esempio fare la pipì a letto, mentre i più grandi potrebbero essere aggressivi o al contrario estremamente introversi. In questo caso è bene sollecitare il dialogo ed essere pronti ad affrontare qualunque argomento;
  • essere un esempio: per i bambini, un genitore è un punto di riferimento. L’esempio migliore che si possa dare ad un bambino per gestire lo stress è il proprio comportamento. Più si rimane calmi, maggiore sarà l’aiuto che si darà al proprio figlio;
  • creare l’occasione: infine, può darsi che il figlio non riesca proprio a parlare in maniera spontanea, magari perché la fonte del suo stress è grande. In questo caso, invece di forzarlo, lo si potrà portare a fare una passeggiata o si potrà giocare con lui a pallone. È dimostrato che l’attività fisica scarica lo stress in eccesso. Se il bambino si sentirà più calmo, probabilmente sarà lui ad iniziare a parlare di cosa lo affligge.
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