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Come allattare un bambino adottato

Allattamento indotto

Poter allattare un bambino adottato è possibile grazie all'allattamento indotto

Oggi per le mamme adottive allattare al seno il neonato è possibile grazie alla tecnica dell’allattamento indotto. Alla base di questa attività c’è senz’altro il forte desiderio della madre adottiva di allattare il proprio figlio per iniziare così ad instaurare con lui una forte empatia e un legame profondo. Scopriamo insieme come avviene l’allattamento per tutte quelle donne che non hanno partorito.

Mamme adottive e allattamento

La produzione naturale di latte materno avviene nel corso dei 9 mesi di gravidanza e subito dopo il parto. Ma come avviene? La mammella è soggetta a profonde modificazioni da parte di specifici stimoli ormonali chiamati prolattina e l’ossitocina, preposti per la generazione di latte. I benefici dell’allattamento materno, come molte di voi sanno, sono numerosi. Il latte della mamma è un alimento naturale che contiene tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni, è facilmente digeribile, contiene dei fattori che proteggono dalle infezioni e aiutano a prevenire alcune malattie e allergie.

Inoltre molti sono i vantaggi per il bambino per quanto riguarda il suo stato di salute, la crescita e il suo sviluppo psicologico.

Alla domanda se una mamma adottiva può allattare un bambino la risposte che arrivano dagli specialisti sono più che positive. Nulla impedisce a chi non ha partorito di fare ciò che più una mamma desidera fare e cioè allattare. Ma come è possibile che, non avendo partorito e quindi non avendo una produzione fisiologica di latte, possano allattare un bambino? La tecnica si chiama induzione dell’allattamento o allattamento induttivo ed è diversa da un caso di riattivazione dell’allattamento dopo un periodo di pausa.

Come favorire l’allattamento indotto?

Nel caso in cui si decisa di allattare il proprio bimbo adottivo è importante informarsi e farsi sostenere da specialisti come i consulenti professionali in allattamento. Dagli Stati Uniti arrivano alcuni dati che testimoniano il successo dell’allattamento indotto: il 26% delle mamme che provano la tecnica dell’allattamento indotto hanno riscontrato risultati positivi. Ma come avviene questa pratica dell’induzione dell’allattamento? La stimolazione del seno attraverso il tiralatte e la corretta suzione da parte del bambino potranno andare a compensare la mancata componente ormonale.

L’utilizzo dello strumento del tiralatte deve essere utilizzato durante i mesi precedenti all’arrivo del bebè al fine di preparare efficacemente la mammella alla produzione di latte. La suzione da parte del bambino poi aiuta il mantenimento di tale produzione.

La stimolazione va svolta con molta pazienza, perseveranza, forte desiderio e motivazione. Il supporto di specialisti preparati può dare un valido supporto e aiuto anche psicologico alle donne. Inoltre, per stimolare e aumentare la produzione di latte si può valutare insieme al medico di utilizzare farmaci preposti o fitoterapici. Ciò che influisce poi sulla riuscita dell’allattamento indotto è anche il fattore età: i bambini che hanno più di 6 mesi e che non sono mai stati allattati al seno potrebbero aver perso il loro istinto di suzione. Nel caso in cui il bambino adottato è più grande può essere che ci sia un rifiuto di poppare, in quanto magari abituati sin dalla nascita a bere il latte dal biberon.

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