Notizie.it logo

Cinque racconti di Halloween della tradizione europea

storie di terrore

Halloween è una festa di origine anglosassone che deriva da antiche tradizioni celtiche, è diventata una delle maggiori festività negli Stati Uniti, è legata al mondo dell’occulto e della magia che viene interpretato in maniera ironica e giocosa. Vi sono varie storie dell’orrore legate a questa ricorrenza, di seguito vi illustriamo cinque racconti di Halloween che appartengono alla cultura europea:

  1. Arabella: si narra di una bambola, Arabella, che fu donata dai genitori ad un bambina di nome Lucy. La bambola apparteneva d una vecchia zia defunta e quando Lucy la vide per la prima volta avvertì un profondo senso di inquietudine, aveva l’impressione che Arabella la seguisse ovunque con lo sguardo e che avesse sempre i suoi occhietti neri puntati su di lei. La bimba allora decise di nascondere la bambola in uno scantinato per essere più tranquilla, ma per diverse notti sentì degli strani rumori e una strana voce, proveniente dalle scale che conducevano alla sua stanza, che la chiamava e ogni notte le diceva di trovarsi ad un gradino più vicino alla sua porta.

    Lucy raccontò tutto ai genitori, ma essi credevano che fossero solo degli incubi e cercavano di rassicurarla, la bambina chiese loro di sbarazzarsi della bambola, ma non vollero darle ascolto. Una notte Lucy sentì la voce proprio dietro la porta, era terrorizzata e decise di alzarsi dal letto e di fuggire, perché sapeva che in camera non sarebbe più stata al sicuro. Quando arrivò al corridoio non accese la luce per non disturbare gli altri che dormivano, ma all’improvviso i genitori furono svegliati da un urlo, corsero a vedere e trovarono il corpicino della povera figlioletta in fondo alle scale, era caduta ed era morta rompendosi il collo. Affianco a Lucy, che giaceva sul pavimento, c’era la bambola Arabella che sorrideva.

  2. La donna in grigio: due signori lavoravano in un negozio di generi alimentari, il locale era molto frequentato dalla gente del paese e non avevano mai avuto problemi, finché un giorno entrò una donna vestita di grigio, si recò al banco dei latticini, prese una bottiglia di latte e uscì fuori dal negozio senza pagare.

    Gli uomini, sorpresi dal furto, corsero in strada per fermare la donna, ma lei era scomparsa. L’episodio si ripetette per diversi giorni, ogni volta che i dipendenti del negozio le correvano dietro, ad un certo punto non la vedevano più, allora decisero di organizzarsi meglio: aspettarono che la signora con il vestito grigio tornasse e quando lei uscì nuovamente fuori dal negozio senza aver pagato il latte, si precipitarono fuori e si diressero direttamente verso la via principale della cittadina. Videro la donna che camminava molto in fretta, il suo passo era così veloce che riuscivano a fatica a starle dietro, la seguirono per una strada che conduceva ad un piccolo cimitero e all’improvviso la persero di nuovo. Quando arrivarono davanti al cancello del camposanto sentirono il pianto di un bambino che diventava sempre più forte, entrarono e capirono che il lamento proveniva da una tomba su cui erano incisi i nomi di una mamma e di un bimbo.

    Afferrarono una pala che era per terra vicino a loro e iniziarono a scavare, quando raggiunsero la bara la aprirono e trovarono il corpo della donna vestita di grigio morta, che teneva in braccio suo figlio ancora vivo che piangeva.

  3. La chiamata: la sera di un venerdì tranquillo e con la luna piena, Lisa restò a casa a badare ai suoi due fratellini, mentre i genitori erano ad una festa. I bambini giocavano nella loro stanza e la ragazza, per ammazzare il tempo, accese la televisione e si mise a guardare un film in salotto. Ad un tratto i bimbi entrarono e le dissero che avevano fame, allora Lisa si alzò e andò in cucina per preparare qualcosa da mangiare, mentre era impegnata a cucinare il telefono squillò, uno dei due bambini rispose, ma la linea era disturbata e non sentivano nulla. Lisa prese la cornetta dalle mani del fratellino, chiese più volte chi era che stava chiamando e una voce rispose: “Ciao, attenta, sono vicino” e lei controbatté, “Vicino dove?” ma la telefonata si interruppe.

    La ragazza e i bimbi cenarono dimenticando l’accaduto, ma all’improvviso il telefono squillò di nuovo, Lisa andò a rispondere e sentì di nuovo quella voce che disse: “Ciao, ora sono più vicino” e poi il misterioso uomo riagganciò. Lisa spaventata chiamò la polizia, chiese di controllare da dove provenivano quelle chiamate e un poliziotto la tranquillizzò dicendole che si sarebbero subito messi a lavoro. Nel corso della serata ci fu una terza telefonata e questa volta la minaccia dell’uomo fu ancora più spaventosa: ” Sono vicinissimo, sono proprio qui ed è molto tagliente!”. Non appena l’uomo riagganciò, un poliziotto chiamò Lisa e le ordinò di fuggire insieme ai fratellini perché la chiamata proveniva proprio dalla sua casa. La ragazzina prese i bimbi, si precipitò fuori con loro e mentre scappavano arrivò la macchina della polizia. Gli agenti fermarono i ragazzi, li fecero salire a bordo e alcuni di loro entrarono in casa, perquisirono tutte le stanze e quando salirono in soffitta trovarono un giovane, dall’aspetto mostruoso, pronto a scendere giù per le scale, con un coltello in mano….

  4. La teiera fischiante: nel 1980, quando fu inaugurata la ferrovia di Santa Fe, in Oklaoma, un gruppo di rapinatori prese d’assalto un treno, essi derubano molti passeggeri, poi fuggirono e si nascosero in una casa dove si divisero il bottino.

    Uno dei ladri fu cattirato e ucciso e siccome era usanza tenere nascosta la refurtiva per qualche tempo, molte persone raccontavano di aver visto e sentito lo spirito del rapinatore vagare per la casa in cerca del bottino. Per questo motivo il palazzo rimase disabitato per tanto tempo, finché una famiglia, i signori Lynch con i loro figli, decisero di acquistarla e andarono ad abitare lì. Un pomeriggio la signora Lynch uscì per andare a trovare i vicini e lasciò i bambini soli in casa. Durante la visita sentì delle urla che provenivano proprio dalla sua palazzina, corse a vedere cosa era successo e trovò i bimbi spaventati che dicevano che qualcuno stava distruggendo la cucina. La signora vide la teiera sul pavimento al centro della stanza, fischiante come se fosse sul fornello, il camino acceso e scoppiettante e delle macchie di sangue sparse ovunque. La famiglia, terrorizzata dall’accaduto, abbandonò la casa e si trasferì in un’altra città. Qualche tempo dopo un cacciatore, sorpreso da un improvviso temporale, si rifugiò in quella casa insieme al suo cane per ripararsi dalla pioggia, sentì degli strani rumori, vide una porta aprirsi da sola come per far entrare qualcuno e scappò via pieno di terrore. Quando narrava agli amici l’accaduto, essi dicevano che poteva essere stato il vento ad aprire la porta, ma il cacciatore non riuscì mai a spiegarsi come il vento avesse potuto alzare e abbassare la maniglia…

  5. L’inseguimento: una donna si era recata al supermercato con la sua auto per fare la spesa, aveva fretta perché non vedeva l’ora di tornare a casa per preparare la cena per suo marito. Sulla strada verso casa una macchina, con a bordo un uomo, le si accostò più volte in modo insistente, la donna ebbe l’impressione che si trattasse di un pirata che voleva buttarla fuori pista, accelerò e riuscì a seminarlo. Dopo qualche chilometro, per tranquillizzarsi la signora accese la radio e si mise ad ascoltare un po’ di musica, ma vide dallo specchietto retrovisore l’uomo di prima che la seguiva tenendo i fari puntati su di lei. Presa dal panico s’inoltrò per stradine secondarie, chiamò la polizia e un agente le consigliò di fare la strada più lunga in modo da aver tempo di mandare delle volanti davanti casa sua per fermare il malvivente. Durante il tragitto, l’uomo continuò a tenere i fari puntati sulla sua auto e ogni tanto lampeggiava, quando riuscì a raggiungerla, si avvicinò al paraurti come se tentasse di tamponarla. Finalmente la sfortunata donna giunse sul vialetto che conduceva alla sua casa, le volanti della polizia bloccarono l’inseguitore, il quale uscì dalla vettura dicendo, in tono mortificato, che la sua intenzione era solo di salvare la vita alla signora, poiché aveva visto entrare un uomo nel bagagliaio con un coltello in mano, pronto ad ucciderla. I poliziotti aprirono lo sportello posteriore e balzò fuori un uomo che puntò la lama al collo di un agente, ma uno dei gendarmi prontamente estrasse la pistola e lo uccise.
© Riproduzione riservata
Leggi anche