capricci davanti alla pappa: lo accontenti?

La pappa è uno dei momenti della giornata che possono causare ansie nei genitori più apprensivi perché il bambino non mangia, fa i capricci, rifiuta il cibo, si distrae.

Ecco quindi che mamma e papà escogitano stratagemmi di vario tipo per farlo mangiare: accendono la TV, gli danno il suo giochino preferito o quello che richiede il piccolo in quel momento, oppure urlano e usano una sorta di ricatti per convincerlo in qualche modo.

Il tutto senza avere poi molti successi.

La prima pappa, ad esempio, può portare a rifiuti e capricci perché il suo sapore è completamente diverso da quello del latte o dell’omogeneizzato di mela o pera (dolciastra). L’introduzione di un nuovo sapore spesso causa rifiuti o capricci dovuti alla paura del nuovo che il bimbo inizia a provare dopo diversi mesi. Anche a svezzamento avanzato i capricci ci saranno e, una volta che il bambino acquisisce sempre più preferenze verso un cibo o un altro, esprimerà senza riservo il suo rifiuto delle proposte dei genitori che non sono conformi alle sue volontà.

Acconsentire ai capriccetti che i piccoli fanno durante la pappa non è molto costruttivo e lo dimostra il fatto che poi i risultati non si vedono…che fare quindi?

Anzitutto bisogna mantenere la calma, cosa spesso non semplice per una moltitudine di fattori che possono intervenire. Ma nervosismo e ansia non aiutano, al contrario, il bambino li percepisce e reagisce innervosendosi a sua volta.

Poi è bene non sforzare mai il bambino: lui sa regolarsi e iniziare con pochi cucchiai (all’inizio del divezzamento) o con piatti non troppo pieni (poi) può aiutarlo a non vedere la pappa come un ostacolo insormontabile e una forzatura.

Per distrarlo durante la pappa, in modo tale che non la veda come un obbligo, bisognerebbe parlargli in modo pacato, dolce, raccontandogli filastrocche, canzoncine, coinvolgendolo nella preparazione della pappa stessa dicendogli, ad esempio, quali sono gli ingredienti, il loro colore etc. Se questo non serve si può dargli in mano oggetti della cucina che attraggano la sua attenzione (come i cucchiai di legno o i bicchierini di plastica).

Infine, lo si dovrebbe coinvolgere anche durante la consumazione del pasto (questo soprattutto quando il bambino cresce e lo svezzamento è ormai giunto all’assaggio dei cibi da adulti): il bambino deve prima o poi imparare a mangiare da solo, tanto vale iniziare appena inizia a capire come tenere il cucchiaio o quando manifesta chiaramente la volontà di infilare le sue manine del piatto per assaggiare a modo suo le pietanze. Non va impedito al piccolo di assaggiare con le sue mani la pappa, testarne la consistenza e conoscere ciò che mangia. All’inizio servirà pazienza, ma solo così potrà diventare adulto.

Scritto da Arianna Spatafora
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passare dal seggiolone alla tavola a quale età?

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