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Bambini e parolacce, un’indagine spiega cosa fare

parolacce

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I bambini che cominciano a dire le parolacce sono un problema molto diffuso, soprattutto se hanno un fratello maggiore dal quale prendere il cattivo esempio o che a volte – per gioco – gli e le insieme. Questo argomento provoca molto spesso turbamento nelle mamme che non sanno come comportarsi in materia: ecco quindi la risposta degli psicologi in materia.

Perché i bambini dicono parolacce

Cominciamo da un dato fondamentale: i 3 anni sono l’età in cui i bambini cominciano a manifestare il proprio interesse per il turpiloquio. Il meccanismo che si trova alla base di questa propensione è l’imitazione, un insieme di dinamiche che nei più piccoli costituisce uno dei motori più importanti di apprendimento. Per questo, vivere in un ambiente in cui c’è familiarità con le parolacce (sia in casa, ma anche all’asilo) facilita l’ingresso di questi termini nel lessico dei bambini.

Il motivo per cui spesso i più piccoli cominciano ad utilizzare questi termini è legato all’aspetto dissacratorio che viene immediatamente colto, legato – molto spesso – ad aspetti particolarmente fisici come quelli dei bambini.

Tuttavia è importante sottolineare come spesso questi termini costituiscano semplicemente nuove acquisizioni per i bambini che, spesso non ne colgono il significato e le implicazioni profonde. Inoltre, un aspetto da non sottovalutare, è che i giovanissimi sanno di poter attirare l’attenzione del genitore utilizzando determinati termini, sentendosi quindi al centro dell’attenzione.

Come comportarsi

Gli psicologi suggeriscono ai genitori di assumere un atteggiamento non rigido, ma che lasci intendere la trasgressione alla regola senza tuttavia arroccarsi sulle proprie posizioni. Infatti, qualora il bambino dovesse percepire un determinato divieto – affermano gli psicologi – allora saranno portati naturalmente a trasgredirvi per il puro gusto di farlo. Le punizioni farti, in questo determinato contesto, spesso non rivelano la soluzione migliore dal momento che il bambino non potrebbe comprenderne a fondo la natura (soprattutto se sente i genitori pronunciare le parolacce).

Nella mente dei bambini infatti utilizzare il turpiloquio segue un ciclo ben preciso: interesse improvviso verso quell’argomento, esplode il suo utilizzo e successivamente, nel giro di poco tempo, di esaurisce senza lasciare particolari tracce.

Durante tutte le fasi è fondamentale che il genitore sappia spiegare al bambino le motivazioni per cui dovrebbe limitare il loro uso.

Infine, un elemento che può aiutare i genitori a contrastare le cosiddette “ondate di parolacce” è la coerenza: infatti, per i piccoli non esiste nulla di più disorientante delle contraddizioni. Per questo sarebbe importante limitare l’uso di turpiloqui di fronte ai bambini, o fingere sanzioni nei confronti di chi utilizza le parolacce.

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