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Bagnetto in piscina per il neonato: si può fare?

bagnetto in piscina

L'acqua è uno degli elementi più naturali per i bambini appena nati. Ma da quando possiamo portarli in piscina e in che tipo di struttura?

La nascita di un bambino è un evento che porta gioia all’interno della famiglia ma comporta anche che si devono fare i conti con esperienze del tutto nuove; i neo genitori infatti dovranno effettuare una serie di attività che per molti versi possono portare dubbi e incertezze. Tra queste sicuramente c’è il bagnetto, un momento che per il bambino riveste molta importanza in quanto il contatto con l’acqua è sinonimo di ricordi di quando era all’interno del pancione materno. In autunno sono molte le attività che vengono proposte per mamma e bambino in piscina. Ma il neonato può fare il bagnetto in piscina? Vediamo insieme in quali casi è consentito e quali attività fare.

Quando fare il bagnetto

Questo è uno dei principali dubbi che può venire ai genitori in quanto si ha il timore che portare il neonato in piscina ed eventualmente fare il bagnetto. Ci sono rischi? Ci sono delle precauzioni che bisogna prendere? Cerchiamo di dare qualche risposta a questi dubbi.

Il consiglio migliore che ci sentiamo di dare è quello di evitare di effettuarlo in maniera completa fino ai sei mesi, per diversi motivi.
Uno dei primi motivi è da ricondursi alla temperatura dell’acqua: anche se la temperatura non ci sembra particolarmente fredda, per il neonato può essere il contrario e percepire invece l’acqua troppo fredda.

Il liquido amniotico all’interno del pancione, dove il bambino è stato per diversi mesi, ha sicuramente una temperatura molto più confortevole rispetto a quella dell’acqua.
Altro elemento che bisogna tenere in considerazione, riguarda la pelle del neonato che nelle prime settimane di vita è molto delicata. Il contatto con il cloro potrebbe portare delle irritazioni alla stessa e arrivare anche alla comparsa della dermatite da contatto; senza contare inoltre che inavvertitamente il neonato potrebbe anche bere un po’ di acqua. Tutto ciò comporta quindi che è meglio evitare il bagnetto in piscina almeno per i primissimi mesi del bambino.

Come comportarsi

A partire dai 3 mesi si può iniziare a far prendere contatto con l’acqua (anche del mare in caso di una vacanza ai tropici), immergendo prima i piedini e vedere qual è la reazione del neonato. Può accadere infatti che ritragga velocemente i piedini e in questo caso è meglio non insistere specie se si nota che il piccolo inizia a piangere.

In altri casi invece il bambino potrebbe essere incuriosito se non addirittura divertito dal contatto con l’acqua: in questi casi è meglio continuare e fargli prendere sempre maggiore confidenza con il mare.
Dai 6 mesi in poi, invece, non ci sono problemi . Ovviamente è opportuno che i genitori siano sempre vicini al loro piccolo, favorendo gradualmente l’entrata in acqua, magari utilizzando un ciambella con mutandina che permette di tenerli in acqua in totale sicurezza. Consigliamo infine di fare sempre un bel bagno caldo una volta rientrati a casa e magari fare un bel massaggio con olio per reidratare la pelle.

Corsi di acquaticità in piscina

Il modo migliore per avvicinare il bambino all’acqua durante i mesi invernali è senza dubbio quello di frequentare un corso di acquaticità per mamma e bambino. Questi corsi si possono fare anche nei mesi freddi ma bisogna fare attenzione a scegliere una struttura adatta ai bambini e con un insegnante esperto.

Le attività prevedono di far avvicinare i neonati all’acqua in maniera dinamica e cercando con il sostegno della mamma di rafforzare il loro legame. E’ stato visto che i bambini infatti si sentono molto a loro agio se immersi in acqua e dopo risultano anche essere molto più rilassati e sereni.

Cerca nella tua città una piscina dove organizzano delle attività in acqua per mamma e bambino o anche per tutta la famiglia.

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