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Primo approccio con gli organi genitali per i bambini: come comportarsi

Bambini approccio organi genitali

I bambini iniziano da molto piccoli a scoprire il proprio corpo e l'approccio con gli organi genitali è un'esplorazione naturale.

Con l’arrivo dell’estate, in particolare in spiaggia, si tende a lasciare i bambini, che ancora indossano il pannolino, liberi e alleggeriti. È proprio in questi momenti, in cui i bambini sono spogliati dei loro indumenti, che iniziano a guardarsi e toccarsi gli organi genitali. I genitori vedendo quello che fanno i loro figli iniziano ad allarmarsi, ma c’è davvero da preoccuparsi? Scopriamolo insieme!

Bambini: il primo approccio con gli organi genitali

I bambini, se fino a qualche tempo prima non si erano mai interessati all’esplorazione e alla scoperta dei propri organi genitali, verso i due anni (anche se i tempi possono variare da bambino a bambino), iniziano a toccarsi e prendere consapevolezza del loro corpo e capiscono di essere individui a sé, differenti da altri. Proprio da qui prende il via la fase complicata per i genitori che, a primo acchito, si mostrano spaventati e non pronti ad affrontare questa situazione. I bambini, anche molto piccoli, iniziano a scoprire il proprio corpo e l’approccio con gli organi genitali è un’esplorazione naturale e spontanea.

Tale atteggiamento di scoperta è più visibile nei maschietti, più incuriositi dai propri genitali rispetto alle femminucce.

Già all’età di 2-3 anni i bambini prendono consapevolezza e riescono a riconoscere la propria appartenenza sessuale, mentre invece verso i 4-5 anni si manifesta una vera e propria curiosità sessuale. Le domande sulle proprie caratteristiche anatomiche, sul perché esistano maschi e femmine o “da dove escono i bambini” si iniziano a fare più incessanti proprio quando il bambino si trova all’asilo e si rapporta con gli altri.

Il bisogno di comprendere il motivo di alcune differenze è accompagnato da un comportamento esibizionistico: mostrano i genitali e vivono la nudità in modo del tutto spontaneo. Questi atteggiamenti, verso i 5-7 anni d’età, inizieranno a placarsi e inizierà un’altra fase: la manipolazione e l’esplorazione più consapevole dei propri genitali. Si iniziano a toccare e sono incuriositi non solo da se stessi ma anche dagli altri bambini. In tale contesto si manifesta in loro, a differenza dei periodi passati, un senso di vergogna e disagio.

Come devono comportarsi i genitori?

L’approccio con gli organi genitali in età così giovane non maschera alcun atteggiamento patologico, specialmente se la curiosità non invalida le relazioni con gli altri suoi pari.

Se il nostro bambino inizia ad esplorare i suoi genitali non c’è motivo di allarmarsi. I genitori, a fronte di questo primo approccio, è bene che non rimproverino né colpevolizzino il figlio facendolo vergognare, in quanto questo potrebbe generagli gravi disturbi durante lo sviluppo.

Intervenire dandogli le giuste spiegazioni e aiutandolo a prendere consapevolezza con il proprio corpo, magari spiegandogli che per ogni cosa c’è un momento adatto, è il modo migliore. È bene ricordare che questa è una tappa obbligatoria nella crescita dei nostri bambini, quindi è tutto nella norma. Imparare la sessualità è importante nella crescita di un bambino. Quest’ultimo è bene che sviluppi un atteggiamento positivo verso le sue parti sessuali ed è inoltre importante che comprenda la differenza tra maschio e femmina.

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