Allergie alimentari nei bambini: come si manifestano e cosa sapere

Gli alimenti possono causare reazioni tossiche: come si manifestano le allergie alimentari nei bambini e in che modo si curano.

Gli alimenti possono causare reazioni tossiche e non tossiche. La reazione tossica colpisce tutti i soggetti che ingeriscono la tossina contenuta nell’alimento in quantità sufficiente a produrre sintomi. Allergie alimentari nei bambini: cosa fare.

Le allergie alimentari nei bambini

Per allergia alimentare si intende una risposta anomala del sistema immunitario, scatenata dal contatto con un cibo che comunemente viene assunto senza problemi dalla maggioranza degli individui. Nel linguaggio quotidiano si utilizza spesso la parola allergia per indicare una più generica intolleranza agli alimenti.

Potenzialmente, qualunque alimento è in grado di indurre allergia. Infatti, sono stati riportati più di 170 alimenti come causa di reazioni allergiche, ma solo una minoranza di questi è responsabile della maggior parte delle reazioni.

Se il bambino nasce con una forte predisposizione familiare allergica, le proteine contenute negli alimenti più frequentemente assunti dalla mamma che allatta o dal bambino con le pappe possono sensibilizzare il bambino e provocare reazioni allergiche.

Le proteine del latte vaccino sono le prime da tenere sotto controllo, in quanto le formule artificiali che sostituiscono il latte materno sono a base di latte di mucca. Infatti, circa il 5-8% dei bambini ha un’allergia alimentare e il 2.5% è allergico al latte vaccino.

Gli alimenti allergizzanti più frequenti sono: l’uovo, il grano, la soia, il pesce, alcuni tipi di frutta a guscio e i legumi.

Come si manifestano le allergie alimentari

Nella maggior parte dei casi le reazioni sono immediate e sono quelle più temibili in quanto compaiono da pochi minuti a due ore circa dal pasto che contiene le proteine allergizzanti. Di solito, entro pochi minuti dall’ingestione – e comunque non oltre le due ore – possono comparire uno o più dei seguenti sintomi:

  • prurito (generalizzato, al palmo delle mani e dei piedi o al palato/gola);
  • orticaria;
  • congiuntivite;
  • rinite;
  • inspirazione rumorosa dovuta a un restringimento della laringe;
  • affanno e respiro sibilante;
  • crampi addominali;
  • vomito;
  • diarrea;
  • shock anafilattico.

Come si fa la diagnosi

Per la diagnosi, è necessaria un’attenta raccolta della storia clinica e in particolare dell’età in cui i sintomi sono cominciati, quali sono stati, se si ripetono ogni volta che la persona ingerisce un determinato alimento. Altrettanto importante è la visita con particolare attenzione per i sintomi di malattie allergiche e per lo stato nutrizionale nei bambini.

Per confermare il sospetto di allergia nei confronti dell’alimento considerato, la prima cosa da fare è quella di praticare le prove cutanee con il metodo della puntura della pelle con la lancetta (prick test).

Il test consiste nell’applicare sulla cute dell’avambraccio una goccia di estratto dell’alimento, nel pungere la goccia con una lancetta e nell’osservare la reazione locale. Quando il sospetto diagnostico cade su alimenti come frutta e verdura, per il test cutaneo è preferibile utilizzare gli alimenti freschi mediante il cosiddetto prick by prick.

La prova decisiva per dimostrare che l’alimento è effettivamente la causa dei sintomi, è la sua esclusione dalla dieta: la dieta di eliminazione di uno o più cibi viene praticata per un massimo di 2-3 settimane.

Al termine di questo periodo, se i sintomi sono ancora presenti, bisogna necessariamente concludere che gli alimenti esclusi non hanno nulla a che vedere con i disturbi che stiamo cercando di diagnosticare. Occorrerà quindi modificare la dieta di esclusione oppure cercare una causa non alimentare dei disturbi.

Come si curano le allergie alimentari

L’esclusione dell’alimento nocivo dalla dieta è la sola terapia realmente efficace per le allergie alimentari. Nonostante la dieta di eliminazione sia ancora considerata la scelta più efficace per il trattamento dell’allergia alimentare, negli anni più recenti si è andata affermato l’ipotesi che la somministrazione continua di un alimento, possa facilitare l’acquisizione e il mantenimento della tolleranza.

Si parla di desensibilizzazione orale per alimenti (DOPA): con questa definizione si indica la regolare somministrazione di piccole dosi di allergene alimentare attraverso la via orale, in quantità progressivamente crescenti. Praticata in bambini con allergie alimentari, la DOPA ha lo scopo di indurre la desensibilizzazione. Così facendo, si vuole ottenere un aumento della dose tollerata dal paziente, e poi, nel tempo, di favorire la tolleranza completa verso l’alimento.

Scritto da Francesca Belcastro
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