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Allattamento con seno rifatto, è possibile?

allattamento con seno rifatto

L'allattamento con seno rifatto, è possibile? Quali sono i rischi che si corrono sottoponendosi a questo intervento?

Quando si parla di allattamento, spesso nasce una curiosità, l’ allattamento con seno rifatto, è possibile? Come sappiamo bene l’OMS o Organizzazione Mondiale della Sanità, consiglia alle donne di allattare al proprio seno i bebè, in maniera esclusiva, fino al sesto mese di età, ma che succede se il seno della mamma ha subito una mastoplastica additiva? Allattare al seno è un’azione naturale e delicata che serve sia come nutrimento che a mamma e bambino per entrare in contatto e conoscersi meglio. Come comportarsi in caso di seno rifatto? In questo articolo cercheremo di fornire una risposta a tutti questi quesiti, cercando di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Allattamento con seno rifatto

Negli ultimi anni non sono poche le donne giovani che hanno deciso di sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica per aumentare, ridurre o correggere il seno.

Se fino ad alcuni decenni fa questi interventi venivano effettuati con l’avanzare dell’età o dopo la gravidanza, oggi si assiste ad una inversione di tendenza. E proprio per questo, una delle domande più frequenti è se con il seno rifatto si può allattare ugualmente.

Gli esperti dell’argomento, i chirurghi estetici, parlano di differenza degli interventi. Se l’intervento consiste in una mastoplastica additiva, ovvero un aumento di seno, si corrono meno rischi per quel che riguarda eventuali danni alla ghiandola mammaria, rispetto ad una mastoplastica additiva riduttiva, per ridurre il volume dell seno. In questo secondo caso alcuni interventi richiedono la rimozione ed il reimpianto di capezzolo ed areola e quindi si perde la sensibilità e la possibilità di allattare.

Se la donna ha deciso di avere un seno particolarmente voluminoso e quindi si è reso necessario l’inserimento di protesi grandi, può accadere che queste comprimano la ghiandola mammaria, con conseguenti problemi nel processo di allattamento.

Per il resto è tutto normale, le protesi inserite infatti non hanno alcuna relazione con gli ormoni e quindi ad esempio, anche una donna con le protesi, sarà soggetta ad aumento del seno e alla naturale montata lattea.

Precisazione va fatta sulle protesi ed il silicone di cui sono fatte. Non esiste alcun pericolo che il silicone delle protesi possa entrare nei dotti mammari e mischiarsi al latte materno. Tuttavia è consigliato effettuare una risonanza magnetica prima di iniziare ad allattare per studiare bene le protesi, soprattutto se sono passati tanti anni dall’intervento.

Si può allattare con il seno rifatto?

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, alla domanda se si può allattare con il seno rifatto la risposta è…dipende dal tipo di intervento. Se in caso di mastoplastica additiva non si corre alcun rischio e quindi si può allattare, in caso di mastoplastica riduttiva, possono sorgere dei problemi per l’allattamento.

Per eseguire questo intervento bisogna spostare il capezzolo e quindi rimuoverlo e quindi reimpiantare l’aureola.

Questo vuol dire che i dotti lattiferi, che hanno il compito di far arrivare il latte al capezzolo, non possono essere mantenuti. E’ veramente molto difficile infatti fare attenzione a mantenerli intatti, visto che sono distribuiti per tutto il seno e non in una zona circoscritta o limitata. Si potrebbe anche verificare una perdita di sensibilità e quindi c’è il rischio abbastanza certo che in seguito ad una operazione o intervento di mastoplastica riduttiva, l’allattamento con seno rifatto non è possibile.

In caso contrario, se il capezzolo non è stato spostato ed i dotti lattiferi sono intatti, si può allattare in tutta tranquillità, come se l’intervento non fosse mai stato fatto.

Ma le statistiche dimostrano come in questo caso, la durata dell’allattamento sia molto breve e non sia più di una settimana. Sempre seguendo gli studi sull’argomento, una donna che si sottopone ad un intervento chirurgico al seno, sia additivo che riduttivo, corre comunque un rischio maggiore di non riuscire ad allattare, rispetto a chi non si è sottoposta ad alcun intervento. Più del 60% di queste donne, non produce infatti abbastanza latte. Chiaro è che questi sono dati statistici e quindi ogni caso è a sé.

Chiaro è che decidere di rifarsi il seno a volte comporta non solo un cambiamento a livello estetico e quindi un maggior benessere personale, ma anche qualche controindicazione, come proprio nel caso di allattamento che abbiamo appena visto.

Ogni donna ha la piena facoltà di decidere cosa fare ed eventualmente migliorare il proprio corpo, valutando ovviamente tutti i rischi nel caso in cui poi non si possa più tornare indietro o ci sia il rischio di compromettere alcune funzionalità importanti.

Il consiglio di molti dottori, ma anche di molti chirurghi estetici è quello, se possibile, di attendere e quindi di sottoporsi all’intervento, soprattutto in caso di mastoplastica riduttiva, una volta terminato l’allattamento. Ovviamente questi sono solo delle idee di terze persone, ognuno decide cosa è meglio fare o come è meglio muoversi. L’importante è sempre valutare tutti i pro ed i contro ed essere veramente convinti e sereni quando si affrontano questi interventi estetici e di rivolgersi sempre e solo a dei professionisti affermati, consolidati e sicuri, onde evitare spiacevoli conseguenze.

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