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Allattamento al seno: quando smettere

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L'allattamento rappresenta una fase fondamentale per la crescita dei neonati ma qual è il modo e il momento migliore di smettere?

Un quesito che molte mamme si pongono quando allattano al seno è: quanto debba durare la fase dell’allettamento, e soprattutto, quando è giusto smettere e come farlo. La maggioranza delle donne, tranne casi isolati, al momento della gestazione subisce una fenomeno ormonale che comporta l’ingrandimento del seno e la formazione di un siero che prende il nome di “latte materno”. Il latte materno rappresenta per il neonato l’elemento base della sua dieta, la fonte principale ed unica del suo nutrimento per i primi mesi. Non è solo un cibo ma adempie anche ad altre funzioni. Va presa in considerazione il suo aspetto terapeutico, si è dimostrato infatti come lo stesso giochi un ruolo fondamentale nel gestire l’ansia e il nervosismo nel neonato al punto da calmarsi nel corso della poppata. Altresì non bisogna sottovalutare che il latte materno migliora il sistema immunitario del neonato, contribuendo allo sviluppo dei suoi organi vitali, tra cui i polmoni.

Allattamento al seno: i tempi giusti

In base alle ricerche sul latte materno eseguite dall’ “Organizzazione mondiale sulla salute (OMS)”, gli studiosi consigliano di nutrire il proprio bambino/a al seno con il proprio latte almeno fino al primo semestre di vita dei piccoli, per poi combinare questo alimento ad altri cibi solidi necessari nelle fasi successive di crescita, almeno fino ai 24 mesi di vita.

Vi è addirittura qualche studioso in antropologia che ha azzardato di proseguire oltre i 24 mesi.
L’OMS è giunta alle sue conclusioni tramite approfonditi studi per cui si è analizzato lo sviluppo e la crescita dei bambini allattati al seno e di quelli svezzati con latte artificiali. I dati hanno dimostrato come essenzialmente nel primo caso i bambini risultavano crescere più sani, forti e soprattutto avere un carattere più calmo oltre che aver sviluppato un attaccamento maggiore alla madre dovuto al contatto.

Allattamento al seno: quando smettere

Smettere di allattare significa attraversare la fase dello svezzamento, fase che come si è detto l’OMS dichiara che deve essere compresa tra i 6 mesi i 24 mesi. Tuttavia, vi sono casi in cui l’allattamento può risultare complicato per la madre, ad esempio se vi è la necessità di tornare a lavoro e non vi sono alternative. In questi casi oltre al classico tiralatte, per cui è possibile continuare ad allattare il neonato con il latte materno seppur somministrandoglielo con la bottiglina, un’altra alternativa è sospendere parzialmente l’allattamento al fine di poter comunque garantire al proprio figlio/a i nutrimenti tipici del latte materno.

È consigliabile sospendere l’allattamento nel caso diventi una sofferenza per la madre. Per sofferenza non si intende solo il fastidio fisico che può essere risolvibile con una tettarella in silicone, ma come dramma psicologico che porta molte donne alla depressione post-partum, le quali hanno la sensazione di sentirsi dei distributori di latte.

Allattamento al seno: come smettere

Le mamme che decidono di smettere di allattare devono seguire un procedura graduale al fine di non creare problemi di salute a sè stesse o al bambino/a come ad esempio colichette o problemi intestinali, in virtù della diversa digeribilità del latte artificiale. Graduale significa che lo svezzamento deve avvenire prima parzialmente fino a sostituire completamente il latte materno.

Si consiglia, nel caso si decida di svezzare il bambino, già dal primo semestre di iniziare con l’eliminare una poppata al giorno, preferibilmente non quella notturna. Come si è detto, il latte materno ha la funzione di calmare il neonato.

Nota è l’immagine del pargolo che si addormenta al seno, ecco per cui decidere di non allattare al seno la notte potrebbe destabilizzare il piccolo e non farlo dormire. Nell’alternare la somministrazione del latte, una buona strategia può essere quella che la bottiglina con il latte artificiale venga data non dalla madre. Alcune ricerche hanno dimostrato che il bambino, con l’olfatto, è in grado di sentire l’odore del latte della madre, pertanto, potrebbe entrare in crisi cercando il seno. Dopo il sesto mese smettere di allattare è più semplice, in quanto i piccoli cominciano ad assumere cibi solidi e diminuisce il senso di attaccamento alla madre. In ogni caso lo svezzamento deve sempre avvenire gradualmente.

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