Affidamento minorile: come funziona e quali sono i requisiti

In alcuni casi di contesa per i figli durante la separazione si opta per l’affidamento esclusivo, ecco cosa è importante sapere in questi casi.

Quando si avvia un processo di separazione i figli affrontano un momento difficile perché la loro quotidianità subisce irrimediabilmente dei cambiamenti non sempre facili da metabolizzare.

Non è semplice nemmeno accettare di non vivere più con entrambi i genitori contemporaneamente. Molto spesso gli ex coniugi, inoltre, si scontrano davanti ad un giudice per ottenere l’affidamento dei figli minorenni.

Non è scontato, infatti, che si tratti di una separazione consensuale e che, soprattutto, entrambi i genitori siano adatti ad occuparsi della prole. È più comune di quanto si possa credere trovarsi nella posizione di diffidare della persona con cui si è scelto di condividere la genitorialità e per questo motivo è bene assicurarsi che l’ex partner abbia tutti i requisiti necessari per occuparsi del minore.

Normalmente, se le circostanze lo permettono, la maggior parte dei casi di contesa per i figli si risolve con un affidamento condiviso, un sistema per cui il minore mantiene un rapporto continuativo con entrambi i genitori che collaborano costantemente affinché il figlio riceva da tutti e due l’educazione, la cura della persona, del tempo libero condiviso, portando avanti con la stessa qualità le relazioni con i genitori.

Altre volte ciò non è possibile e, dunque, si opta per l’affidamento esclusivo del giovane ad uno solo dei genitori, che si occuperà di prendere le decisioni più importanti, assumendosi la potestà unilateralmente secondo le modalità stabilite dal giudice.

Cosa è importante sapere in caso di affidamento esclusivo

Nel caso di un affidamento monogenitoriale, l’altro genitore può, tuttavia, richiedere una revisione del provvedimento, qualora la sua situazione sia cambiata, o nel caso in cui l’affidatario porti avanti scelte discutibili e che non siano nell’interesse del figlio.

Infatti, l’altro genitore, nella maggior parte delle casistiche, può mantenere il diritto di visita nei confronti del minore, tenendo presenti le modalità e le tempistiche stabilite in sede di affido. Se a richiedere l’affido esclusivo è uno dei genitori, quest’ultimo deve assicurarsi di avere delle motivazioni valide per avvalersi del provvedimento.

Qualora si ritenga l’altro genitore non adatto a svolgere il suo compito, potrebbe essere utile affidarsi a società di investigazione che effettuano indagini per affidamento di figli minori come, ad esempio, Euroinvestigations, che garantisce un servizio altamente professionale e attento, con particolare riguardo alla privacy e al rispetto della normativa vigente.

La prole, infatti, deve essere tutelata in qualsiasi situazione ed è necessario preoccuparsi non solo che i genitori forniscano tutto ciò che serve ai figli da un punto di vista economico, ma anche che la sfera emotiva e psicologica sia intaccata il meno possibile.

Per questa ragione agenzie investigative come Euroinvestigations lavorano affinché sia possibile dimostrare, attraverso una documentazione dettagliata e visionabile, supportata da video e foto, l’effettiva capacità dell’ex coniuge di potersi occupare del figlio o, viceversa, di non poter essere considerato valutabile come possibile affidatario esclusivo o congiunto.

Ulteriori considerazioni su come procedere in presenza di un affidamento monogenitoriale

Bisogna avere chiaro che, qualora si tenti di interdire la capacità dell’altro genitore di occuparsi del figlio comune, deve trattarsi di una richiesta basata su situazioni reali e su problematiche esistenti.

In caso contrario, qualora emerga che si sia mossa un’accusa infondata, si rischia di dover versare un risarcimento nei confronti dell’altra persona o di veder messa in dubbio la propria capacità di giudizio con ripercussioni negative sull’affidamento.

Anche nel caso in cui la proposta di affidamento esclusivo sia avanzata dal giudice stesso, essa andrà supportata da una motivazione indiscutibile, come l’inidoneità educativa, la presenza di comportamenti violenti od ossessivi, l’incapacità di intendere e volere della persona esclusa.

Qualora così non fosse e la decisione del magistrato risultasse completamente immotivata, il genitore escluso dall’affidamento potrebbe impugnare il provvedimento. L’affido esclusivo può essere previsto anche nei casi in cui uno degli ex coniugi chieda di non essere preso in considerazione per l’affido, in quanto si reputi un pericolo per l’incolumità psico-fisica del figlio.

Scritto da Alice Sacchi
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