A che età cominciano a sognare i bambini

Per i bambini è importantissimo dormire, proprio perchè i sogni liberano da ansie e paure. Da quando però i bambini cominciano a sognare?

Come gli adulti, anche i bambini sognano ma da quando cominciano a farlo? Da uno studio effettuato sui neonati, sembra che già durante la gravidanza il feto cominci a sognare, stimolato da suoni e luci provenienti dall’esterno, dalla voce materna e da altre sensazioni dell’olfatto e del gusto sempre legate alla mamma.

I sogni nei neonati

I neonati sognano molto di più degli adulti e i loro sogni iniziano immediatamente dopo essersi addormentati. I ricercatori specialisti in questo settore ritengono che i sogni dei neonati provengano essenzialmente da sensazioni percepite durante il giorno che possono essere: il sapore del latte materno, i brividi di freddo durante il cambio del pannolino oppure il calore del bagnetto. Tutte queste sensazioni vengono poi rielaborate durante il sonno.

Anche osservando attentamente il proprio bimbo durante il sonno, verificando se sorride, se fa delle smorfie o altro, è in sostanza impossibile per un genitore capire che cosa stia sognando. Il neonato, durante il sogno, presenta molto spesso le stesse caratteristiche di quando è sveglio, come rossore del viso, sudorazione e altro. L’unica cosa certa è che i neonati non hanno incubi che invece possono comparire dopo il terzo anno di età quando è possibile che si manifestino delle ansie nel piccolo.

Prima dei tre anni, non essendo in grado di raccontare i propri sogni, è molto difficile valutare se i piccoli hanno sognato o no.

I sogni dai tre ai quattro anni

Partendo dai tre anni può capitare che il bambino, al suo risveglio, racconti un sogno che ha fatto oppure che si alzi nel cuore della notte magari spaventato dalla presenza di animali nel sogno. Frequentemente, però, la fantasia si mescola al sogno reale, per cui diventa difficile aiutare il bambino a liberarsi da queste paure. Questi non sono necessariamente incubi ma riguardano prevalentemente delle necessità fisiche come la fame o la sete.

Verso i quattro anni possono capitare più spesso episodi di risveglio notturno a causa dei sogni. La descrizione è abbastanza realistica ma arricchita da elementi fantastici che può riguardare spesso i compagni di gioco. Quando un bambino racconta un sogno ricorrente e che ha la parvenza di un incubo, la cosa migliore è ascoltarlo e fargli disegnare il suo racconto. Importantissimo è non cercare di minimizzare il suo incubo, anzi, dopo averlo fatto disegnare, è opportuno bruciare il disegno per dimostrargli che l’incubo non tornerà più. Un altro metodo per cercare di eliminare gli incubi notturni è cantare ai bimbi delle ninnananne tranquillizzanti o leggere delle favole che non prevedano mostri o animali paurosi ma che abbiano un lieto fine.

I sogni dai cinque ai sette anni

I sogni tra i cinque e i sette anni sono più lunghi ed hanno una durata simile a quella degli adulti. Spesso sono narrati sogni in cui si è inseguiti o minacciati da soggetti spettrali che, a volte, provengono dai personaggi del cinema o della televisione. Alcuni bambini amano sognare e raccontare i propri sogni, magari agli amici o ai genitori, per cui in certi casi tendono a cercare di riaddormentarsi per finire il sogno interrotto dal risveglio.

I sogni dagli otto agli undici anni

Nei bambini di queste età sono frequenti i sogni piacevoli ma con l’influenza dei personaggi della televisione o del cinema possono trasformarsi in incubi che rappresentano un terzo di tutti i sogni raccontati. Frequenti nei sogni dei bambini di queste età sono gli eventi sportivi e scolastici con la partecipazione dei compagni di scuola e loro coetanei. La maggior parte dei sogni è piacevole ma non mancano, anche in questo caso, gli incubi.

A cosa servono i sogni?

I sogni liberano da ansie e paure, quindi è molto importante sognare ed è questo il motivo per cui i bambini dovrebbero dormire parecchie ore. L’incubo è un sogno che non si è concluso. Se, durante la notte, il bambino ha un incubo, la mamma dovrà cercare di rassicurarlo dalla paura che l’ha costretto a svegliarsi perché il sogno spaventoso è vissuto come se fosse reale.

Scritto da Alice Sacchi
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