Come seguire il calendario dello svezzamento

Lo svezzamento è un momento delicato, una rivoluzione per l'alimentazione del bambino. Scopri come affrontarlo al meglio.

svezzamento

Lo svezzamento rappresenta un momento alquanto delicato nella crescita. Tale considerazione vale sia per il bambino o bambina, sia per i genitori, per la madre in particolare se ha allattato al seno. In questa fase, i piccoli passano dal nutrirsi esclusivamente di latte materno a una alimentazione più complessa. Nella loro dieta vengono introdotti progressivamente alcuni alimenti e cibi solidi per arrivare, con il tempo, a un regime alimentare uguale a quello degli adulti.

Alcuni genitori seguono un piano di svezzamento, altri preferiscono ricorrere al metodo dell’autosvezzamento. Questa seconda opzione consiste nel seguire i tempi e i ritmi del bambino. Secondo questa filosofia, latte materno e cibi solidi non devono necessariamente escludersi a vicenda; al contrario, possono integrarsi durante questa fase di transizione. Nell’autosvezzamento anche la scelta dei cibi segue i gusti del bambino, che potrebbe averli già sviluppati grazie al sapore degli alimenti filtrati attraverso il latte materno.

Schema dello svezzamento

Lo svezzamento più classico e graduale prevede di introdurre progressivamente nuovi cibi nella dieta del bambino.

Si inizia normalmente con il brodo vegetale che, in quanto liquido, risulta facile da ingerire. Si aggiungono quindi le prime creme, che possono essere di riso, di mais e di tapioca. In seguito si possono introdurre la carne o il pesce, frullati oppure omogeneizzati. Per redigere una tabella dell’alimentazione, è bene consultare sempre il proprio pediatra. In ogni caso, ecco un possibile schema da seguire per introdurre passo a passo alcuni cibi.

A partire dai 4 mesi, i bambini possono mangiare prugne, banane, mele e pere, anche condite con qualche goccia di limone. Dai 5 mesi è possibile ingerire già diversi cibi:

  • verdure, come carote, zucchine, patate e zucca;
  • riso, mais e tapioca in crema,
  • tra i formaggi, è possibile mangiare solo il parmigiano;
  • condimento di olio extravergine di oliva;
  • per quanto riguarda le carni, sono permesse soltanto la carne liofilizzata di coniglio, tacchino, pollo, vitello e manzo.

Le stesse carni, a partire dai 6 mesi di vita, possono essere mangiate in formato omogeneizzato.

A questa età è possibile iniziare a nutrirsi anche con pesche, albicocche, cipolla, finocchio, insalata, sedano, porro, cavolfiore e spinaci. Sempre dai 6 mesi sono permessi anche la crema multicereali, il semolino e il formaggio ipolipidico.

Dal settimo mese è possibile introdurre la pastina minuscola (quella simile a sabbia), la ricotta fresca e lo yogurt intero. Al compimento dell’ottavo mese iniziano ad essere permessi cibi appartenenti alle più diverse categorie:

  • il brodo di carne;
  • i legumi;
  • i formaggi morbidi come il caprino fresco, la crescenza, la caciotta, la fontina dolce e il Bel Paese;
  • pesci come platessa, nasello, palombo, sogliola, trota, merluzzo;
  • prosciutto cotto senza polifosfati;
  • tra le paste, pastina piccola;
  • per quanto riguarda la frutta, arance e mandarini spremuti.

Al nono mese è possibile ingerire le carni già citate, lessate o al vapore, salmone, pesce spada e tuorlo d’uovo. Dai 10 mesi si può mangiare la pastina media (ad esempio le stelline), così come i pomodori senza buccia.

L’uovo intero è permesso a partire dai 12 mesi, così come fragola, uva, fichi, kiwi, cachi, noci, mandorle, anguria, melone, castagne, carciofi, melanzane, farro, orzo, carne di maiale e miele.

Come pianificarlo

Prima di decidere come pianificare lo svezzamento, è bene parlarne con il proprio pediatra. Il dottore, infatti, può consigliarvi sul metodo migliore da seguire per voi e per vostro figlio. Si può procedere, innanzitutto, con lo svezzamento classico oppure con quello naturale (il cosiddetto autosvezzamento, al quale abbiamo già accennato).

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di mantenere, fino al sesto mese di vita del bambino, l’allattamento come nutrimento esclusivo. Tuttavia esistono motivi che possono spingere i genitori ad anticipare l’introduzione di nuovi cibi nel regime alimentare dei propri figli. In ogni caso, è sempre bene rivolgersi a un medico prima di prendere iniziativa. Se si decide di cominciare già dal quarto mese, conviene iniziare a introdurre la frutta.

In particolare, è meglio limitarsi ai frutti maggiormente digeribili, da mangiare la mattina oppure nel pomeriggio.

Consigli utili per le neomamme

Se siete alle prese con il primo figlio, è probabile che il momento dello svezzamento vi crei più di qualche dubbio, perplessità o ansia. Per questo è sempre meglio rivolgersi a un esperto per ricevere un parere autorevole. Ecco comunque qualche linea guida da seguire.

Lo svezzamento ha un valore anche simbolico. Da questo punto di vista esso rappresenta, infatti, il distacco tra il bambino o bambina e la madre, dal cui seno si era nutrito fino a quel momento. Sebbene ogni bambino sia un universo a sé, esistono alcuni segnali che indicano che si è pronti per lo svezzamento. Essi si riassumono in tre elementi: l’interesse verso il cibo, la capacità di stare seduti da soli e un peso raddoppiato rispetto a quello della nascita.

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