Come comportarsi con madre anaffettiva

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Nella società contemporanea il concetto di famiglia sta subendo continue trasformazioni e sono sempre più frequenti i casi di bambini e bambine che, in un gioco di ribaltamento di ruoli, finiscono per diventare le madri e i padri dei loro genitori.
Le madri invadenti, possessive, gelose, disattente, dominatrici, portatrici di un disagio annidato in antiche e dolorose relazioni parentali, generano, a loro volta, profonde lacerazioni psicologiche nei propri figli, suscitando in loro vissuti di colpa che rischiano di trascinarsi dietro tutta la vita.
Quello che caratterizza queste madri è l’anaffettività, cioè l’incapacità di provare e trasmettere amore.
La madre anaffettiva ha un rapporto difficile con la fisicità e non riesce ad abbracciare e baciare il suo bambino con trasporto.
A livello relazionale comunicativo è una madre che anziché incoraggiare squalifica, invece di proteggere abbandona, anziché gratificare critica, invece di valorizzare offende, mettendo in atto meccanismi spesso ricattatori e di controllo.
Le conseguenze per i figli che hanno avuto una madre anaffettiva sono: poca autostima, disperato bisogno di riconoscimento personale e continue frustrazioni nella ricerca del vero amore.
Il destino dei bambini prima e degli adolescenti poi che sono cresciuti con una madre anaffettiva è quello di ricercare soddisfazioni legate ad un’immagine di sé falsata dalle proiezioni materne e di sentirsi alla fine poco considerati ed amati.
Cosa fare se hai avuto una mamma anaffettiva?
Ecco un piccolo prontuario:
1) impara – se sei una donna – a diventare “mamma” di te stessa, e – se sei un uomo – a nutrirti di rapporti affettivi basati sul reciproco sostegno;
2) dai spazio ai tuoi interessi, alle tue passioni, ai tuoi amori, fino a costruirti un’identità stabile e indipendente;
3) non bloccare le tue emozioni ma lasciale scorrere ricercando il contatto con la natura e – perché no? – con gli animali, veri depositari dell’affetto illimitato e incondizionato verso i loro padroni;
4) lasciati ispirare da modelli di riferimento materno alternativi (nonne, zie, tate) capaci di donare liberamente amore e riconoscimento;
5) impara ad accettare i limiti di tua madre e non ostinarti a cercare di cambiarla;
6) non cedere al risentimento e alla recriminazione.

Saresti solo tu a soffrirne;
7) non cedere neanche ai sensi di colpa. Ognuno è responsabile delle sue azioni e del suo livello di coscienza;
8) circondati di persone gioiose e attive, capaci di apprezzarti e di valorizzarti.

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